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I fondali della Eolie

Le Isole Eolie, arcipelago vulcanico al largo della Sicilia, sono un tesoro di bellezze naturali e culturali. Oltre ai paesaggi mozzafiato e alle acque cristalline, i fondali marini delle Eolie custodiscono un patrimonio archeologico sommerso di inestimabile valore, testimoniando secoli di storia e civiltà.

Tra le scoperte più significative vi è la secca di Capo Graziano a Filicudi, dove recenti campagne di mappatura digitale hanno portato alla luce relitti e reperti risalenti a diverse epoche storiche. Grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e la startup tecnologica Immersea, è stato possibile creare modelli tridimensionali dettagliati dell’area, favorendo la conservazione e la fruizione del patrimonio sommerso.

A Lipari, la secca di Capistello rappresenta un altro sito di grande interesse archeologico. Le esplorazioni subacquee condotte dalla Global Underwater Explorer, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, hanno permesso di mappare l’area e raccogliere dati per la realizzazione di una carta archeologica del patrimonio culturale subacqueo dell’arcipelago.

Anche l’isola di Vulcano ha restituito importanti reperti archeologici. Recentemente, i Carabinieri hanno consegnato al Parco archeologico delle Isole Eolie e Museo Luigi Bernabò Brea diversi manufatti di valore storico-culturale, tra cui anfore e frammenti ceramici di epoca greco-romana, sequestrati nell’ambito di un procedimento penale.

Le iniziative di valorizzazione del patrimonio sommerso delle Eolie non si limitano all’ambito locale. Il progetto NEPTUNE™️, selezionato e finanziato attraverso un bando dell’ecosistema RAISE, ha portato i tesori sommersi della Sicilia negli Stati Uniti. La mostra “Sunken Treasures, Ancient Seas”, ospitata al Museo Fernbank di Atlanta e successivamente al Museo di Storia di Mobile, Alabama, offre al pubblico americano un’esperienza immersiva tra antichi relitti e reperti archeologici, integrando tecnologie innovative e storytelling multimediale.

Le Isole Eolie, dunque, non sono solo una meta turistica di straordinaria bellezza, ma anche un laboratorio a cielo aperto per l’archeologia subacquea, dove la storia e la tecnologia si incontrano per preservare e raccontare il passato.

Panarea, la più piccola e mondana delle Isole Eolie, non è soltanto rinomata per la sua bellezza in superficie ma anche per i suoi straordinari fondali marini che racchiudono un patrimonio naturale e archeologico unico nel Mediterraneo. Sotto le sue acque cristalline si estende un mondo sommerso ricco di biodiversità, sorgenti idrotermali, resti archeologici e paesaggi vulcanici modellati dal tempo

Una delle aree più affascinanti è quella antistante Basiluzzo un isolotto disabitato a poca distanza da Panarea dove giacciono i resti sommersi di strutture di epoca romana. Alcuni studi ipotizzano che in epoca antica il livello del mare fosse più basso e parte di Basiluzzo fosse abitabile come testimoniano i resti di una villa romana che si estendono in parte sotto il livello attuale del mare. Nei fondali sono visibili blocchi squadrati e resti di colonne sommersi tra alghe e poseidonia, elementi che fanno pensare a una vivace attività commerciale e abitativa.

Altra area di interesse è quella tra gli scogli di Lisca Bianca Lisca Nera e Bottaro dove l’attività vulcanica sottomarina è ancora attiva. In particolare a Bottaro dal fondale emergono bolle di gas che risalgono in superficie creando uno spettacolo affascinante. Si tratta di emissioni di anidride carbonica che testimoniano l’attività idrotermale del complesso vulcanico sommerso di Panarea. Questo fenomeno è oggetto di studio scientifico e attira anche subacquei e appassionati per la singolarità del paesaggio sottomarino

Dal punto di vista biologico i fondali di Panarea offrono una straordinaria varietà di habitat. Le praterie di posidonia forniscono rifugio a numerose specie marine tra cui saraghi cernie murene e polpi mentre le pareti rocciose ospitano spugne gorgonie e coralli. Nelle zone più profonde si trovano grotte sommerse e canyon vulcanici che rendono l’esplorazione subacquea ancora più suggestiva.

La zona è anche importante per l’archeologia subacquea. Nei pressi dell’isolotto di Dattilo e lungo le rotte antiche che univano la Sicilia al resto del Mediterraneo sono stati rinvenuti resti di anfore e carichi di navi naufragate probabilmente durante tempeste o a causa delle difficili condizioni di navigazione tra gli scogli affioranti. Alcuni reperti sono stati recuperati e conservati nel Museo Archeologico Eoliano di Lipari mentre altri restano in loco accessibili solo ai sub esperti e autorizzati

L’interesse per i fondali di Panarea ha portato anche a progetti di tutela e mappatura del patrimonio sommerso con la collaborazione della Soprintendenza del Mare e di enti di ricerca specializzati. Lo scopo è quello di preservare l’ecosistema e allo stesso tempo valorizzare il patrimonio culturale con strumenti digitali che permettano anche a chi non pratica immersioni di esplorare virtualmente i fondali.

Il turismo subacqueo è diventato uno dei punti di forza dell’offerta di Panarea soprattutto nei mesi estivi. Centri diving locali offrono immersioni guidate tra fumarole relitti e paesaggi vulcanici con percorsi adatti sia a principianti sia a sub esperti. Alcune escursioni prevedono anche snorkeling nelle aree termali sottomarine un’esperienza unica che unisce la scoperta naturalistica alla suggestione di trovarsi in un ambiente ancora attivo dal punto di vista geologico

Oltre al valore scientifico e storico i fondali di Panarea sono un patrimonio da tutelare contro le minacce che possono derivare dal turismo non regolamentato dall’inquinamento e dal cambiamento climatico. Progetti di sensibilizzazione coinvolgono le scuole locali i visitatori e gli operatori del settore affinché l’ambiente marino possa essere rispettato e conservato per le generazioni future

In sintesi Panarea sotto il livello del mare nasconde un universo ricco e complesso fatto di storia vita e fuoco. Un mondo invisibile a chi si ferma alla superficie ma accessibile a chi ha il desiderio di esplorare con rispetto uno degli angoli più affascinanti del Mediterraneo.

Filicudi è una delle isole più antiche e selvagge dell’arcipelago delle Eolie e offre fondali tra i più affascinanti e ricchi di interesse naturalistico e archeologico di tutto il Mediterraneo. Le sue coste scoscese e la natura incontaminata si riflettono anche sotto il livello del mare dove si estende un ambiente sommerso che conserva tracce di millenni di storia e una biodiversità marina sorprendente.

Uno dei siti più noti è la secca di Capo Graziano una zona archeologica sottomarina situata al largo dell’omonimo promontorio. Qui nei fondali sabbiosi e rocciosi sono stati scoperti i resti di numerosi relitti antichi risalenti all’età del bronzo e all’epoca romana. Si tratta di un vero e proprio cimitero di navi naufragate lungo le rotte commerciali che attraversavano il Tirreno meridionale. Le campagne di ricerca subacquea condotte dalla Soprintendenza del Mare e da università italiane ed europee hanno permesso di individuare carichi di anfore ancore in piombo e resti lignei che testimoniano l’importanza strategica di Filicudi nei traffici marittimi antichi.

La posizione dell’isola infatti la rendeva un punto di sosta per le navi che dalla costa siciliana si dirigevano verso l’Italia centrale la Sardegna e la Spagna. L’ossidiana estratta nei millenni passati dai vulcani dell’arcipelago era uno dei beni più preziosi commerciati in epoca preistorica e proprio nei fondali di Filicudi sono stati rinvenuti strumenti in pietra e materiale litico associati a questo commercio.

Dal punto di vista naturalistico i fondali di Filicudi si distinguono per la loro varietà di ambienti. Pareti rocciose che scendono a strapiombo nel blu secche ricoperte di coralli e gorgonie grotte sommerse e distese di posidonia si alternano offrendo habitat ideali per una fauna marina molto ricca. Cernie murene saraghi polpi aragoste e banchi di barracuda sono solo alcune delle specie che si possono osservare durante le immersioni. Le acque profonde e trasparenti rendono Filicudi una meta ambita dai subacquei esperti in cerca di esperienze autentiche e lontane dai circuiti del turismo di massa.

Particolarmente suggestiva è l’area dello scoglio della Canna un faraglione alto circa settanta metri che emerge dal mare a nord dell’isola. Intorno ad esso i fondali si aprono in una distesa blu abitata da grandi pesci pelagici e da praterie di posidonia che oscillano con la corrente. Lì vicino si trovano anche lo scoglio Montenassari e lo scoglio Giafante dove le immersioni rivelano paesaggi vulcanici sommersi con fessure canyon e pareti colonizzate da organismi coloratissimi.

Un altro punto d’interesse è la Grotta dei Gamberi situata nei pressi di Punta Perciato una cavità sottomarina a circa trenta metri di profondità popolata da migliaia di gamberi rossi che la rendono unica nel suo genere. L’ingresso è stretto e riservato a sub esperti ma l’interno offre uno spettacolo raro con i crostacei che tappezzano le pareti e creano riflessi di luce surreali.

Negli ultimi anni Filicudi è al centro di iniziative di protezione e studio dei suoi fondali. L’area marina non è ufficialmente un parco protetto ma la comunità locale insieme ad associazioni ambientaliste e centri diving promuove una cultura della sostenibilità che punta alla tutela degli ecosistemi marini. Le immersioni sono regolate e alcune zone vengono monitorate per garantire il rispetto della fauna e della flora.

La presenza di delfini tartarughe marine e occasionalmente di capodogli nel tratto di mare attorno all’isola aggiunge un ulteriore valore alla biodiversità di quest’area. I pescatori di Filicudi da sempre in equilibrio con il mare partecipano spesso a progetti di citizen science e raccolta dati contribuendo attivamente alla conoscenza e alla salvaguardia dell’ambiente marino.

Filicudi quindi non è solo un luogo di bellezza naturale incontaminata ma anche un crocevia di storie sommerse e di vita marina ancora vibrante. I suoi fondali raccontano di commerci antichi di natura vulcanica di creature che si muovono tra silenzi profondi e correnti misteriose. Esplorarli con rispetto significa entrare in contatto con una parte nascosta ma fondamentale dell’identità eoliana un patrimonio fragile e prezioso che merita di essere conosciuto protetto e tramandato.