Alla scoperta di Lipari, Salina, Alicudi e Filicudi

Quante volte avete sentito parlare della magia delle Isole Eolie? Questa catena di isole vulcaniche offre l’atmosfera tipica dei villaggi di pescatori, una cucina saporita, millenni di storia e bellezze naturali a profusione. Ogni isola ha il suo carattere: Lipari è bianca e brillante, grazie all’impiego della pietra pomice; il fertile terreno vulcanico di Salina consente la coltivazione della vite, che conferisce all’insieme il caratteristico colore dominante verde, accentuato da boschi interrotti da formazioni che sembrano caduti dal cielo; su Vulcano colpisce il lavoro della lava fusa e poi raffreddato che ha lasciato in eredità scogliere simili ad artigli, che si allungano nel mar Tirreno. Le spiagge sono polverose, grigio-bianche con pomice o nere con lava polverizzata, e il mare è pulito, cristallino, pullulante di vita.

Lipari

L’isola di Lipari è la maggiore dell’arcipelago delle Eolie: tipica isola che dipende dall’economia del mare, con il suo bel centro abitato che si sviluppa intorno a Corso Vittorio Emanuele II, già dall’arrivo si fa riconoscere per la rocca del Castello, arrampicata quasi a strapiombo sulla Piazza di Marina Corta, dove sono ormeggiate le barche dei pescatori. L’isola vulcanica è fatta naturalmente di pietre leggere, e non manca lo spettacolo dei massi che scivolano verso il mare. Per mangiare prediligete ovviamente la cucina di pesce fresco in una trattoria, non rimarrete delusi.

Cosa vedere a Lipari

Il Museo Archeologico Regionale Eoliano: situato via del Castello a Lipari, aperto dalle 9:00 alle 18:30 ogni giorno, in estate. Si entra pagando 6 euro di biglietto di ingresso. Ospita resti e collezioni risalenti al periodo neolitico nonché una ben fornita raccolta di reperti dell’antica Grecia, nel periodo della colonizzazione della Sicilia, e di età romana. Non mancano naturalmente le spiagge, autentico paradiso per gli amanti dello snorkeling, lussureggianti nei fondali marini popolati da una diversificata fauna marina.

Ovviamente come tutte le isole dell’arcipelago, anche Lipari si apprezza di più attraverso una vacanza in barca a vela. L’isola è stata per secoli il centro mondiale per la produzione di pomice, e anche se la miniera ha lasciato profonde cicatrici sui pendii delle colline, è responsabile – stavolta in positivo – dei depositi di sabbia bianca fine sul fondale, che conferisce all’acqua quel colore da piscina naturale tanto apprezzato dai diportisti.

Alicudi e Filicudi

Filicudi si allunga intorno alle pendici del vulcano Fossa Felci, che raggiunge i 773 metri di altezza. Poco abitata durante le stagioni non turistiche, si riempie d’estate grazie anche alla ricchezza della sua macchia mediterranea, che riempie l’aria di profumi. Si può ammirare il tramonto da Stimpagnato oppure fare il bagno in una delle piccole spiagge. Il Museo regionale ha qui una sede distaccata.

Procedendo verso Occidente si trova Alicudi, una delle più piccole isole dell’arcipelago e quella più occidentale. Alicudi è poco abitata, si stima che abitino poco più di un centinaio di persone. Data la sua dimensione raccolta, non manca chi si lancia per fare un giro a piedi dell’isola, reso difficoltoso da attraversamenti a nuoto e dal pericolo costante prodotto dal movimento delle rocce a valle. Invece è perfetta per il giro in barca soprattutto per ammirare il tramonto sul mare. Nonostante sia quasi deserta, l’isola si dive in contrade caratteristiche con i tetti piani per raccogliere lì’acqua piovana e le chiesette. Esistono anche borghi disabitati soprattutto all’interno. Alicudi Porto è il più importante in quanto vi possono attraccare le barche e le navi provenienti dalla Sicilia e in effetti è l’unico centro di approvvigionamento dell’isola. L’economia è prevalentemente agricola grazie alla fertilità dei terreni: come sempre capperi, vite e ulivo piuttosto comuni nelle Eolie. E il turismo contraddistinto da escursioni nell’isola e intorno ad essa, in barca a vela o catamarano.

L’isola di Salina

Questa isola ha la forma caratteristica donata da due vulcani spenti, le due gobbe: Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri di altitudine appena inferiore ai 1000 metri sul livello del mare. Il nome attuale viene da un’antica salina presente a Lingua, una frazione del centro di Santa Marina di Salina. Notevole la produzione di vino Malvasia, grazie al fertile terreno e la giusta insolazione dei vigneti, base del successivo sviluppo economico. L’isola deve parte della sua fama più recente alle scene girate qui per il film Il Postino, che ha valorizzato le indubbie bellezze naturali. La spiaggia di Pollara, dove è stata filmata la pellicola, è stupenda, in particolare al tramonto, e ospita un festival annuale dei capperi nella prima settimana di giugno, con balli, giochi di strada e un buffet di cibo arricchito con capperi. Il porto principale, Santa Marina Salina, è bello e incontaminato, con una lunga strada principale chiusa al traffico, fiancheggiata da boutique chic e negozi di alimentari e ristoranti tipici dove si può gustare la cucina del posto. I due vulcani principali possono dare l’occasione per delle escursioni lungo sentieri lussureggianti, all’interno dei quali la temperatura cala. In mezzo alla frescura, anche d’estate, si entra in un mondo incantevole. Giusto il tempo per farsi una sgambata e arrivare a godere del panorama sul mare e le altre isole, per poi tornare giù e gustare una granita. Salina è suggestiva anche dalla barca.

 

Isole Eolie: quando andare in vacanza

Le Isole Eolie godono del classico clima Mediterraneo, dove il mare la fa da padrone e influenza il tempo, portando spesso delle brezze rinfrescanti la sera, che aiutano a sopportare la classica calura estiva.

Ma qual è il periodo adatto per andare in vacanza alle Eolie

Le Isole Eolie sono famose per la loro bellezza selvaggia, in parte derivante dalla natura vulcanica. Queste sette isole sono state nominate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e si capisce perché: sabbie vulcaniche, crateri, occasionali eruzioni, fondali puliti, panorami mozzafiato. Le costiere rocciose si alternano a piccole cale, che spesso rendono l’insieme quasi inaccessibile alla vista del visitatore che si avvicina dal mare. La stessa distanza dalla terraferma ne aumenta il fascino, dilata il senso di avventura e di isolamento che esse possiedono.

Situata nella provincia di Messina, a Nord della Sicilia, le Isole Eolie sembrano cambiare aspetto con il passare del tempo e l’alternanza delle stagioni. I vulcani attivi di Stromboli e Vulcano possiedono fumarole e acque termali, che non fermano però le tempeste invernali che sovente rendono le isole irraggiungibili per i collegamenti con la terraferma. In estate più di 200.000 turisti affollano alberghi e case vacanze, a Panarea su tutte.

L’esposizione al vento dovuto alla posizione isolata, nel Tirreno Meridionale, se da un lato rinfresca in estate, dall’altro rende la primavera frizzante. Si possono avere le classiche giornate calde primaverili, caratterizzate da nebbia, talvolta spazzata via dalla brezza. Questa rinfresca le estati, che in alcune giornate registrano temperature molto importanti. In inverno piove, ma la temperatura non è rigida. Il massimo delle piogge lo si registra in autunno, soprattutto nel mese di ottobre, novembre e dicembre. Piove molto meno in primavera e decisamente poco in estate, con il minimo di prenotazioni registrato a luglio.

vacanza eolie

Per quanto riguarda le temperature medie: da dicembre a febbraio la temperatura minima media è di 11 gradi, la massima di 15. A marzo e aprile già si sale su 17-19 gradi di massima e 13 di minima. In piena primavera si superano i 20 gradi di massima, fino ad arrivare ai 26 di giugno, che registrano una minima di 20 gradi. Le temperature toccano il picco ad Agosto, con temperature massime di 30 gradi e minime di 24. Settembre è ancora molto mite con temperatura massima di 27 e minima di 21 sostanzialmente come giugno e quindi perfetto per una vacanza.

Se volete abbronzarvi e godere di giornate di sole sappiate che in estate si gode di 10-11 ore di soleggiamento contro le 4-5 dei mesi freddi. Godrete quindi di giornate sufficiente lunghe per divertirvi e rilassarvi, sfruttando la brezza per farvi trasportare dalle onde.

Per fare i bagni è sufficiente aspettare giugno, perché l’acqua registra una temperatura ideale superiore ai 20°, che diventano 26 nel picco di Agosto. Se a ottobre avete la fortuna di trovare belle giornate soleggiate, con temperatura sui 25 gradi, non sorprendetevi di vedere qualcuno che fa il bagno: l’acqua infatti ha una temperatura media ancora superiore ai 20°.

Il periodo migliore per andare alle Eolie

Fatte le giuste considerazioni sul clima, il periodo ideale per andare in vacanza alle Isole Eolie, particolarmente per una minicrociera in barca a vela, è quello da giugno ad agosto. Per estensione, se volete godere del mare e delle spiagge, da giugno a settembre, con sparute puntate ottobrine solo in previsione di tempo caldo e un po’ sopra le medie.

La primavera è ideale per progettare delle escursioni, che le isole permettono di fare data la loro natura aspra. Esistono percorsi e sentieri per i più avventurosi. L’ideale per andare in barca a vela è da maggio a settembre in presenza di condizioni meteo che lo permettano.

Isole Eolie la luce del mare…

Isole Eolie, la luce, i colori, il mare di una volta!

Navigare alle Isole Eolie, non è come navigare in qualsiasi altro arcipelago del Mediterraneo. Infatti il mare e la terra di queste isole sono diverse, si respira un’aria particolare che sembra non sia presente in altri posti al mondo. Non si è ancora capito se a rendere così particolare queste isole siano le persone che vi abitano, gli isolani accoglienti, i loro modi di fare, la loro cucina basata sulla pesca, oppure i colori di questa terra che contrastano il blu di questi profondi fondali marini. Probabilmente è l’insieme di tutto questo con l’aggiunta della presenza di vulcani attivi e non, che rendono uniche queste isole. Anche la luce del sole qua sembra essere diversa, intensa e calda illumina paesi, baie e scorci di mare tra i canali che dividono e cuciono le isole, la luce illumina il verde intenso dei boschi di felci e le valli chiamate nei modi più strani.

Qua dove il vento e sempre moderato, l’acqua del mare limpida e scaldata da più fattori naturali, tra cui le attività vulcaniche, il sole ed il vento caldo, si respirano odori di mare e di terra siciliana. Tutto il contorno è costituito da barche all’ancora nelle baie più suggestive o davanti ai paesi che si preparano per la sera. Ristoranti aperti con le loro cucine da cui escono odori di cibo, locali sul mare per gli aperitivi, musiche di sottofondo ed arancini pronti per essere gustati… sono il quadro che si presenta davanti a chi sceglie questa meta. Le Isole Eolie sono un mix di natura, tradizione e divertimento che se frequentate ed attraversata con il mezzo giusto, ovvero la barca a vela, si possono scoprire e conoscere in un viaggio di sette giorni che vi riporterà al contatto e nell’essenza della vita di mare, della vita vera!

Panarea: cosa vedere e cosa fare

Unica ed esclusiva, l’isola di Panarea può essere considerata il gioiello dell’arcipelago delle Eolie. Famosa in tutto il mondo grazie al turismo internazionale perlopiù di lusso, attira il jet-set americano ed europeo grazie alla sua invidiabile posizione. A Panarea ci si gode la vacanza perlopiù in relax, in terrazza, gustando un aperitivo o una granita, oppure a bordo di uno dei tanti yacht che riempie il porticciolo. Ma per un turista tradizionale l’isola ha molto più da offrire, soprattutto quando ci si addentra tra le sue stradine bianche e i suoi vicoli, risalendo dal porto.

Panarea è una meta prettamente estiva, ma si fa piacere anche in primavera e nella tarda estate. Il clima mediterraneo, mite, secco nella bella stagione, favorisce l’allungamento della stagione turistica fino a 6-7 mesi, ideale per chi vuole prenotare un giro in barca intorno all’isola e fare un bagno nel suo mare. L’importante, in questi casi, è prenotare prima.

Cosa vedere a Panarea

Panarea, come tutte le isole del sud Italia, ha una grande storia, teatro di civilizzazione e cultura fin dai tempi passati. Si trovano addirittura rovine risalenti all’età del bronzo. Oggi però l’isola attrae più per la sua nomea turistica. Eppure l’abitato risplende ed è diverso dal colore quasi uniforme delle altre isole dell’arcipelago delle Eolie. Semplici edifici bianchi circondati da fiori e giardini. La vita notturna ovviamente propone diverse opportunità di divertimento. Ma nonostante o forse a causa dell’invasione di un certo tipo di turismo d’alta classe, l’isola è affascinante, ben tenuta, con muri di pianti a fresco, giardini ben curati e viuzze tipiche che danno vita ad angoli ombreggiati durante la calura estiva.

L’isola non è deturpata da alberghi eccessivi e tutto sembra immerso all’interno dell’ambiente naturale. Al di fuori dei picchi stagionali quindi l’isola di Panarea è assolutamente godibile, fresca, da vivere in pace. Maggio, giugno e settembre sono i periodi ideali per un’escursione in barca a vela.

L’isola è l’ideale per una fuga romantica oppure per godersi il relax durante le ore del giorno, facendo il bagno in un mare pulito e dal fondale cristallino. Anche come destinazione per un viaggio di nozze, soprattutto se si proviene dalla Sicilia. Chi può lavorare fuori case e se lo può permettere, può prendersi un periodo di stacco per lavorare in pace.

Contrada San Pietro

Quando si arriva in barca, si attracca al porto di San Pietro, centro logistico principale per tutte le attività legate al turismo. A fianco all’abitato, praticamente a ridosso, si trova una sorgente termale di acqua calda, che viene impiegata a scopo terapeutico e di riscaldamento. Non deve sorprendere in quanto le Eolie, come ben noto, sono delle isole vulcaniche. È proprio la Contrada San Pietro con il suo labirinto di viuzze e vicoli a rappresentare il cuore dell’isola: i giardini e le terrazze sono immersi all’interno di una vegetazione fatta di olivi, palmeti e bouganville. Qui ha sede un piccolo museo etnografico che racconta la storia dell’isola, la cultura appartenente all’età di bronzo, legata intimamente alla natura vulcanica ed irrequieta dell’isola.

Panarea Stromboli Basiluzzo isole eolie

La processione di San Pietro

Il nome della contrada prende nome da San Pietro che è naturalmente il patrono, nella chiesetta di San Pietro, anch’essa bianca, risalendo sulla strada di montagna che conduce alla vetta di Panarea, si tiene la processione per il santo patrono durante il 29 giugno, che prevede uno spettacolo di fuochi artificiali sul mare. Risalendo su per la strada si può ammirare uno spettacolare panorama sulle altre isole, c’è una riserva naturale adatta per bird watching, ma anche per percorsi di trekking. In particolari gli scogli di origine vulcanica e l’isola di Stromboli con il suo caratteristico pennacchio Dall’altra parte è possibile ammirare Vulcano, Lipari e Salina.

Drautto e Cala Junco

La Contrada di Drautto: un suggestivo manipolo di case sparse che si allunga nel perimetro costiero dell’isola. Il nome della contrada testimonia il suo passato, luogo di ancoraggio per pirati e corsari saraceni. Non lontano si trova una caletta sabbiosa, molto amata dai turisti, caletta degli Zimmari dove si può fare il bagno nel mare. Procedendo ancora in avanti si trovano i resti del villaggio dell’età del bronzo, costruito interamente di capanne, una testimonianza dell’importanza costante avuta dalle Eolie nel passato. La suggestiva Cala Junco non è troppo distante, con la sua forma a mezzaluna, confinata da scogli molto suggestivi che creano una specie di piscina dove fare il bagno in tutta tranquillità. Probabilmente questa spiaggia è tra le più belle dell’intero arcipelago delle Eolie proprio grazie alla colorazione dei fondali. Normale che nei mesi estivi risulti particolarmente affollata, ma è consigliatissima a maggio, giugno e settembre.

Cosa fare a Panarea

Panarea offre tantissimo, nonostante sia piccola.

  • C’è il fascino inimitabile dell’isola vulcanica
  • Le rovine e i resti dell’età del Bronzo
  • Spiagge piccole e affascinanti, dalla sabbia sottile
  • Opportunità di scattare foto e girare video suggestivi
  • Possibilità di fare escursioni e salire fino in vetta
  • Visitare giardini e terrazzamenti
  • Rilassarsi nelle piscine degli alberghi o a bordo di una barca
  • Organizzare escursioni nelle altre isole delle Eolie

Una tipica giornata a Panarea potrebbe iniziare con la colazione su una terrazza affacciata sul mare, prima di una passeggiata lungo la spiaggia e un’ora o due passate a rilassarvi o a divertirvi tra le onde. Dopo un pranzo al sacco in spiaggia o sulla terrazza privata, un pomeriggio in piscina o la lettura di un libro potrebbe essere seguita da un’altra passeggiata, quando lo sciame dei turisti si fa meno insistente. Poi un aperitivo in riva al porto e la cena sulla terrazza del ristorante sono il modo perfetto per concludere la giornata. Non mancano i locali per divertirsi di notte.

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Emozioni nel vento…

I miei primi 7 anni di charter. La barca a vela come “terapia”.

Conoscere “Margò”, un Sun Odyssey 51, cantieri Beneteau, ormeggiata al molo dello Yatching Club di Livorno, è stato lo “scatto” più fortunato della mia Nikon. Lei, con le sue lenti, l’ha messa a fuoco subito quella barca…le cime, il pulpito di prua, la randa che sbucava piccina dall’avvolgitore dell’albero, la trinchetta blu avvolta a prua e il teak inumidito da quella pioggia di inizio dicembre. A me invece m’è servito un mese per inquadrarla Margò. Perchè in fin dei conti è una “donna” anche una barca. E io con le donne non c’ho mai avuto un gran rapporto.

Dello skipper neanche l’ombra. E poi a quel tempo io cos’era uno skipper neanche lo sapevo. Correva l’anno 2011 e io frequentavo molto di più le aule dei tribubali che non il mare. Poi lui, lo skipper intendo, sarebbe diventato mio marito…ma questa è un altra storia! 😀

L’impatto visivo, tattile, emozionale con la barca a vela è stato tremendo. Il mal di mare, la nausea ingigantita dal rollare dello scafo e la mancanza di punti fermi intorno a me navigando verso la Capraia mi fecero promettere che a casa, a Livorno, ci sarei ritornata col traghetto e che su quella “sbruffona” di Margò non ci avrei messo più piede. A due ore dall’arrivo sulla terra ferma nel minuscolo porticciolo, lei aveva già fatto quello che doveva ed io ero stesa comoda sulla tuga di prua, mezza addormentata dal sole e dalla lieve brezza.

Dalle barche a vela non sono più scesa. Non che lo skipper fosse intenzionato a farmi scendere, ma anche questa è un’altra storia! 😁 Perché non sono stata io a scegliere questo “imbarco”, ma è stato il charter a scegliere me. E da quel giorno di marzo, prima con Margò, poi con Margaux…e via con Nikita e Pegaso io al vento mi ci sono affezionata tanto da non poter più vivere senza.

Perchè per me e per tutti quelli che l’hanno scelta, o per amore, o per vacanza, o per sport, la barca a vela è stata una terapia, un percorso, un viaggio nel mio mondo ed in quello delle persone che ho incontrato in questi anni. Un viaggio che continua anche oggi e che ufficialmente comincia per me nelle vesti di marinaio con la Traversata Altantica Livorno- Caraibi del 2011. 17 giorni ininterrotti di solo mare, di fatiche, di litigi, di emozioni mai provate, di sana stanchezza, di voglie matte da controllare, di ansie, di soddisfazioni incredibili, di punti nave e di scuola vela di quella dura dove lo skipper non ti fa sconti anche se si chiama Davide e tu lo conosci bene. Ho lavorato come non avevo mai lavorato prima, ho obbedito agli ordini come il mio caratteraccio non mi aveva mai fatto fare prima, mi sono confrontata con persone che di cose nella vita ne avevano fatte e tante. Ed ho imparato a tenere la testa bassa dopo un rimprovero e mille cazzate fatte…al timone, in cucina, in manovra. Perché il mare, mi dicevano, non perdona e se lo fa una volta…la seconda di sicuro non lo farà. Non ho ancora imparato tutto e non imparerò mai tutto. Perchè la barca a vela è soprattutto questo. Continua aspirazione.

È una passione che è diventata un lavoro. E un lavoro che è diventato la mia vita. E tutti coloro che in questi sette anni ho conosciuto come clienti e lasciato come amici, ognuno di loro lo ha capito perché la barca a vela ed il mare sono una terapia d’urto per tutto. Non serve nascondersi, non servono presentazioni, non servono “personaggi ” da incarnare….tutto diventa semplice a piedi nudi e senza trucco. Esiste la persona. Solo quella.

Tutti dovrebbero sapere cosa vuol dire navigare. Nessuno sbarca senza lasciarci cuore e nostalgia.

Buon vento a tutti!! E che la stagione 2018 abbia inizio!

Famiglie e bambini in barca a vela….

È una vacanza adatta ai bambini? Ed i pericoli?” Questa è senza dubbio la domanda che più spesso ci sentiamo fare dai papà e dalle mamme che vorrebbero imbarcarsi con i propri bimbi! Ed è anche la più giusta se si affronta per la prima volta questa esperienza…

Una vacanza in barca a vela è sinonimo di “mare in libertà”, ma questa libertà è legata alle esigenze di ognuno di noi ed il suo concetto cambia per ogni persona che sale a bordo. Quindi il nostro charter ha deciso, per soddisfare ogni esigenza, di differenziare gli imbarchi singoli dagli imbarchi per famiglie dedicando a ciascuno di essi un’imbarcazione della nostra flottiglia. In questo modo si formeranno equipaggi omogenei che per abitudini, routine e piani di vacanza si assomigliano…e saranno quindi “giusti” per divertirsi insieme!

Ma i bimbi come si sentono “on board”? La cucciola più piccola mai salita a bordo è stata Martina di 9 mesi che dopo 24 ore è diventata il primo marinaio del “Margaux”! Si, è vero, siamo in mezzo al mare e la barca sta navigando quindi di pericoli in agguato ce ne sono, ma è anche vero che muoversi in barca è più impegnativo e pericoloso per un adulto che per un bambino…e questo perchè gli spazi di una barca a vela sembrano costruiti per loro: tutto è più piccolo rispetto che a casa, tutto molto raccolto ed a portata di “mano di bimbo”….loro si muovono in piena libertà e noi, beh… dobbiamo farci un pò di abitudine a questi nuovi spazi!

Senza contare che per i bambini di qualsiasi età la barca a vela è l’unico modo di vivere il mare sulla pelle e di “capirlo”. Molti decidono di avventurarsi nel mondo della vela come sport dopo aver trascorso una vacanza in barca ed è quindi un ottimo modo di “staccarsi” dalla terra ferma anche per loro che a casa o in altri tipi di vacanza sono sommersi da mille stimoli elettronici, sonori e visivi…ma che magari hanno bisogno di “galleggiare” e basta, circondati da mare, sole e dolce far niente!

Cabin Charter

“Cabin charter”??? “Si, grazie!”

Ma cos’è questo sconosciuto??? L’imbarco individuale come formula riconosciuta ed ufficiale del charter in barca a vela risale a circa 10 anni fa…ma in realtà è così che nasce la vacanza in barca a vela con skipper a bordo…un tempo solo per appassionati velisti che si imbarcavano per corsi di vela d’altura e scuola vela ed oggi per tutti coloro che vogliono trascorrere una settimana in barca, ma non necessariamente con un gruppo già formato.

Quanto è difficile riunire la propria compagnia di amici e fare i salti mortali per mettere tutti d’accordo su tipo di vacanza, budget, destinazione, tempistiche ed organizzazione del viaggio??? Moltissimo…e la preparazione della vacanza spesso diventa…diciamo…”fonte di ansia”.

L’imbarco individuale nasce per questo motivo. Si decide di partire da soli oppure con due/tre amici e di acquistare un posto in cabina oppure l’intera cabina lasciando allo skipper e al team il compito di formare il resto dell’equipaggio dando così la possibilità anche a chi ha un budget ridotto di poter godere di una settimana in barca a vela. E soprattutto dando a noi l’incarico di formare un gruppo di persone il più omogeneo possibile per esigenze, gusti e fascia di età.

Chi sceglie l’imbarco individuale decide di partire da solo ed è una scommessa con se stessi senza dubbio!! Perché non sappiamo chi incontreremo, chi troveremo con noi in barca…ma è questo il bello dell’imbarco alla cabina: ci si imbarca da sconosciuti e si arriva a fine settimana come “un gruppo”! Lo spirito vacanziero che accomuna chi sceglie questo tipo di vacanza contagia tutti dopo poche ore e non sarà difficile fare amicizia, organizzare con gli skipper aperitivi e grigliate in spiaggia. Anche perché il nostro team di imbarcazioni si muove in flottiglia…e durante la settimana il gruppo di equipaggi “galleggianti” conta anche 70-80 persone…come non divertirsi???

Note di un diario di Bordo.

Navigare e voglia di tornare!

…dopo qualche anno, quando l’andare lontano divenne voler stare vicino, smise di cercare oltre l’orizzonte quello che aveva a portata di mano, allora decise di restare insieme a tutte le esperienze che lo avevano arricchito, ormai aveva capito, decise di non ripartire, almeno in quel momento preciso della sua vita, lui doveva restare e sistemare tutte le cose lasciate in sospeso sino a quel momento, quel momento già destinato, a diventare eternità…

Dabs dei Mari…

Un giorno come un’altro…

La magia del mattino!

Svegliarsi a bordo di un’imbarcazione che riposa all’ancora in una tranquilla baia, regala emozioni e momenti rilassanti che sono irripetibili in qualsiasi altro posto. Il mare sembra ancora dormire intorno al galleggiamento dello scafo, le catene delle ancore si specchiano sulla trasparenza dell’acqua e scendendo in profondità sembrano cambiare direzione, i gabbiani appollaiati come anatre galleggiano in attesa di qualsiasi evento,  in lontananza il rumore di un fuori bordo si avvicina, qualcuno ha già comprato del pane caldo… voci che lasciano percepire il lento risveglio degli equipaggi, il sole è già alto nonostante siano le sette e mezza, un leggero dondolio della barca sembra dire che è di nuovo l’ora di salpare verso la prossima isola… più tardi la brezza ci accompagnerà in navigazione! Dabs

Il Mare di Pietra.

….sbaglia chi pensa che le Eolie siano isole. Sono miraggi di pietra che narrano la preistoria. Sono sermoni quaresimali sulla natura fragile della nostra condizione umana. Bisognerebbe trascorrere qui il mercoledì delle Ceneri, invece che ferragosto. Le Eolie sono un parco a tema sulla storia del pianeta Terra. Perlustrarle è come salire sulla groppa di una galassia che ci portasse in giro ad assistere al Big Bang e poi ci riconsegnasse ai nostri grattacieli. Lasciate a casa i libri che avete comprato durante l’anno e tutti quelli che vi hanno regalato e non avete avuto il tempo di leggere. Portate al massimo Moby Dick, e se vi resta ancora spazio nella valigia metteteci la Tempesta di Shakespeare. Se amate farvi delle belle nuotate al tramonto e adorate stendervi sulla sabbia cocente, prendete un biglietto e partite. Prenotate una crociera alle Eolie soltanto se da bambini avete avuto vertigini stringendo in mano un dinosauro e se avete sentito un terrore misto a piacere nel perdervi in un bosco. Correte alle Eolie se non avete paura quando appoggiate l’orecchio ad un petto al cui all’interno batte un cuore. Perché questo è ciò che fa un vulcano per tutta la notte, pulsa e respira. Sappiate che il mare può insegnare moltissime cose di vitale importanza e che una volta imparate non c’è modo do dimenticarle. Insegna l’attaccamento alla vita e a guardare lontano.

Se mai decideste di partire per le Eolie, percorretele tutto il giorno senza fermarvi. Uscite di casa all’alba e tornate in piena notte. Possibilmente passate una notte all’aperto.  Andate a piedi da un estremità all’altra. E soprattutto cambiate isola di continuo. Perché le Eolie sono sette. E per sentire il loro racconto completo bisogna visitarle tutte e tornare e ritornare anche dove si è già stati. La storia delle Eolie è una storia che non ha un inizio e non ha una fine. È una storia incantata e spaventosa che ha la forma perfetta di un arcipelago.

Tratto dal Libro “Il mare di Pietra” di Francesco Longo.