
La Canna di Filicudi è uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi dell’isola di Filicudi che fa parte delle Isole Eolie in Sicilia. La Canna è una grande scogliera rocciosa che si erge dal mare, simile a una sorta di colonna naturale ed è uno degli scogli più iconici di Filicudi. Caratteristiche della Canna di Filicudi La Canna è una torre rocciosa che si erge per circa 71 metri dal livello del mare. La sua forma affusolata e slanciata, simile a una canna (da cui il nome), la rende facilmente riconoscibile e un punto di riferimento nella zona. La Canna di Filicudi è il risultato di un’attività vulcanica antica. La roccia vulcanica che la compone è molto resistente all’erosione, il che ha permesso a questa formazione naturale di sopravvivere nei millenni. Si trova a sud-est di Filicudi, vicino alla costa, ed è visibile anche dal mare, diventando un punto panoramico molto apprezzato. La Canna è uno dei luoghi più ammirati dai turisti che visitano l’isola. La Canna di Filicudi ha anche un suo lato leggendario. Alcuni racconti popolari della zona suggeriscono che la sua forma particolare abbia ispirato diverse storie mitologiche o sia stata considerata un “pilastro” della natura da diverse culture che si sono succedute nel Mediterraneo. La sua maestosità ha sempre attirato l’attenzione di marinai, poeti e pittori, che l’hanno immortalata nelle loro opere. La Canna di Filicudi è una meta molto ambita dai visitatori che arrivano in barca o con escursioni organizzate. Dall’acqua, il panorama offerto dalla Canna è davvero spettacolare, ed è uno dei luoghi più fotografati delle Isole Eolie. La zona attorno alla Canna è ricca di fauna marina, e molti turisti praticano lo snorkeling o le immersioni subacquee per esplorare i fondali marini che circondano la roccia. La trasparenza delle acque e la biodiversità fanno di questo posto un angolo ideale per chi ama il mare. Se ti trovi a Filicudi, puoi anche esplorare l’isola a piedi, scoprendo i suoi panorami mozzafiato e i sentieri che portano a vista sulla Canna e altre meraviglie naturali. Filicudi, pur essendo una delle isole più tranquille e meno turistiche delle Eolie, è famosa per la sua natura selvaggia e la sua grande bellezza naturale. La Canna, con la sua maestosità, è un simbolo dell’armonia tra natura e storia che caratterizza l’intero arcipelago. La roccia è un punto d’osservazione privilegiato da cui si possono ammirare anche le altre isole vicine. La Canna di Filicudi è un esempio perfetto della bellezza naturale e delle meraviglie geologiche che le Isole Eolie hanno da offrire. Se hai la fortuna di visitare Filicudi, non perdere l’opportunità di vedere questa spettacolare formazione rocciosa da vicino, sia via mare che durante un’escursione, e di immergerti nella natura incontaminata di questa isola che conserva il fascino di tempi lontani. Lo Scoglio Montenassari è una piccola formazione rocciosa che si trova nelle acque dell’isola di Filicudi una delle isole Eolie, in Sicilia. È situato vicino alla costa settentrionale dell’isola, a poca distanza dalla località di Porto. Questo scoglio è noto per la sua bellezza naturale e la sua posizione panoramica, ma non è una delle mete principali del turismo eoliano come altri luoghi più conosciuti. Caratteristiche dello Scoglio Montenassari:

Lo Scoglio Montenassari si trova vicino alla costa settentrionale di Filicudi, ed è visibile dalle acque circostanti. Pur essendo piccolo, è un punto panoramico che attira l’attenzione di chi esplora l’isola via mare. Come molte formazioni rocciose delle Isole Eolie, lo scoglio Montenassari è il risultato di attività vulcanica che ha modellato l’intero arcipelago. La sua bellezza è accentuata dalla trasparenza delle acque circostanti, che lo rendono un posto ideale per attività come il snorkeling e le immersioni Lo Scoglio Montenassari è una piccola formazione rocciosa che si trova nelle acque dell’isola di Filicudi, una delle isole Eolie, in Sicilia. È situato vicino alla costa settentrionale dell’isola, a poca distanza dalla località di Porto. Questo scoglio è noto per la sua bellezza naturale e la sua posizione panoramica, ma non è una delle mete principali del turismo eoliano come altri luoghi più conosciuti. Caratteristiche dello Scoglio Montenassari: Lo Scoglio Montenassari si trova vicino alla costa settentrionale di Filicudi, ed è visibile dalle acque circostanti. Pur essendo piccolo, è un punto panoramico che attira l’attenzione di chi esplora l’isola via mare. Come molte formazioni rocciose delle Isole Eolie, lo scoglio Montenassari è il risultato di attività vulcanica che ha modellato l’intero arcipelago. La sua bellezza è accentuata dalla trasparenza delle acque circostanti, che lo rendono un posto ideale per attività come il snorkeling e le immersioni. L’accesso allo scoglio avviene principalmente via mare, ed è una meta per coloro che si avventurano in barca intorno a Filicudi. È anche possibile ammirarlo da alcune delle escursioni che partono dal porto dell’isola. L’accesso allo scoglio avviene principalmente via mare, ed è una meta per coloro che si avventurano in barca intorno a Filicudi. È anche possibile ammirarlo da alcune delle escursioni che partono dal porto dell’isola. L’area circostante allo Scoglio Montenassari è ricca di flora marina e presenta un ambiente naturale che invita a esplorazioni subacquee grazie alla sua biodiversità. Perché visitare lo Scoglio Montenassari Lo Scoglio Montenassari è particolarmente apprezzato dagli amanti della natura e della tranquillità, poiché non è uno dei luoghi super affollati delle Eolie. Offre uno scorcio affascinante di quella che è la filosofia naturale che permea le Isole Eolie, con il loro paesaggio vulcanico selvaggio e incontaminato. È anche un luogo ideale per chi cerca un po’ di isolamento lontano dalle mete più turistiche. Se stai visitando Filicudi, lo Scoglio Montenassari potrebbe essere una delle piccole meraviglie naturali che arricchiranno la tua esperienza nell’arcipelago delle Eolie, a contatto con un mare cristallino e una natura selvaggia.
Il Gianfante di Filicudi è uno degli angoli più caratteristici e spettacolari dell’isola di Filicudi, una delle Isole Eolie. Il termine “Gianfante” si riferisce a una particolare formazione rocciosa che ha la forma di un enorme elefante in dialetto siciliano, “gianfante” significa proprio “elefante”, che sembra emergere dal mare. Caratteristiche del Gianfante di Filicudi: Il Gianfante è una grande roccia che si trova nel mare a nord-est di Filicudi, vicino alla zona di Capo Graziano. La sua forma ricorda chiaramente quella di un elefante in posizione distesa, con la testa rivolta verso il mare. Questo rende la roccia particolarmente suggestiva e un punto di riferimento visivo per chi naviga nell’area. Come molte altre formazioni rocciose nelle Isole Eolie, il Gianfante è il risultato di attività vulcanica e geologica, che ha modellato le rocce delle isole. La sua forma unica è il risultato dell’erosione e del naturale processo di sedimentazione e spostamento delle rocce. Il Gianfante di Filicudi è visibile dal mare, ma non è facilmente raggiungibile via terra. I visitatori che vogliono ammirare questa particolare formazione rocciosa devono farlo in barca, oppure nel corso di escursioni marine organizzate intorno all’isola. Il Gianfante è uno dei punti panoramici più fotografati di Filicudi, poiché la sua imponente presenza, immersa nelle acque cristalline, offre un magnifico contrasto con il cielo e l’orizzonte circostante. Il Gianfante è un esempio perfetto della bellezza naturale che caratterizza le Isole Eolie, famosa per la sua geologia vulcanica e le forme naturali uniche. La sua somiglianza con un elefante lo rende un’attrazione particolarmente affascinante per i visitatori, sia per la sua apparenza che per il contesto naturale in cui si inserisce. Oltre alla visita in barca, il Gianfante è spesso inserito in itinerari di snorkeling o immersioni subacquee. L’area circostante è ricca di vita marina, quindi se sei un amante del mare, è un posto ideale per esplorare i fondali. Filicudi è una delle isole più tranquille delle Eolie, lontano dal turismo di massa, quindi visitare luoghi come il Gianfante ti permette di vivere un’esperienza più autentica e rilassante, immerso in un paesaggio naturale incontaminato. Il Gianfante di Filicudi è una delle meraviglie naturali che rende quest’isola così speciale. Se hai l’opportunità di visitare Filicudi, non perdere l’occasione di ammirare questa affascinante formazione rocciosa, sia per la sua bellezza che per il fascino legato alla sua origine vulcanica e alla sua posizione straordinaria.










La più piccola delle Isole Eolie, ma per fascino e bellezza davvero unica nel suo genere. L’evoluzione di Panarea in questi ultimi anni da isola elitaria e snob a Paradiso per tutti i tipi di vacanza è stata fortissima ed ha investito l’isola di un’aria nuova e più rilassata per alcuni versi .Ogni volta che una nave o un aliscafo giunge al molo del piccolo porto di San Pietro, si ripete un rituale. Centinaia di persone, tra villeggianti ed abitanti, sono lì per vedere chi arriva o per salutare chi parte. Si ha la sensazione di conoscersi un po’ tutti, anche perché ci si incontra più volte al giorno per le stradine dell’isola, percorribili solo a piedi (le auto, pensate, sono bandite!) o con “moto-ape” utilizzate per il trasporto dei bagagli. L’isola è meta di un turismo affascinato, a volte più silenzioso se si tratta di famiglia altre volte meno al calar della sera, ma sicuramente un turista attento quello che arriva a Panarea che sa di doverne rispettare i tempi e le esigenze…qui gli eoliani sono più esigenti che altrove ed il rispetto degli habitat naturali di Panarea è assoluto, così come lo è il silenzio. I turisti hanno anche, negli ultimi trent’anni, acquistato dagli abitanti terreni e ristrutturato vecchi ruderi, con cura particolare ma all’inizio in maniera indiscriminata. Recentemente invece quel “quid pluris” che caratterizza le abitazione delle Isole eolie, i loro colori ed il loro paesaggio circostante sono tornati a predominare. Lo stile Eoliano fin dai tempi antichi era caratterizzato dalla purezza delle linee e dall’essenzialità delle forme, grande economia di mezzi e dall’uso di materiali reperibili in gran parte sul luogo. L’elemento più tipico, il bianco, è invece relativamente più recente: in tempi antichi le pareti rimanevano senza intonaco, sia per una questione di risparmio sia per mimetizzarsi agli occhi dei pirati che infestavano a flotte queste acque. Tanto è vero che una delle contrade prenderà il nome dal temuto Pirata Draugh, che qui era solito ormeggiare le sue navi. Panarea deve il suo nome alle caratteristiche fisiche del terreno – Panaria ( tutta sconnessa) – che consentono comunque delle piacevolissime passeggiate tra hibiscus, piante di capperi e buganville, con lo sguardo sugli splendidi isolotti che le fanno da cornice: Basiluzzo, Dattero, Bottaro, Lisca Bianca, Lisca Nera, le Formiche, I Panarelli ed in lontananza Stromboli. Anticamente era chiamata Euonymos, testualmente “quella che sta alla sinistra” ovvero alla sinistra dei naviganti che da Lipari si dirigevano in Sicilia.
A monte del porto inizia la contrada di San Pietro, una miriade di casette bianche disposte a semicerchio una accanto all’altra ed incastonate in una variopinta natura. Salendo sulla sinistra verso sud, una stradina porta in trenta minuti al villaggio preistorico di Cala Junco. Il viottolo si snoda ripido tra le abitazioni, passando accanto alla nuova chiesa di San Pietro con il suo pregevole mosaico e la terrazza da cui si gode di un panorama mozzafiato. Sotto il sagrato della chiesa ha sede la sezione distaccata del Museo Archeologico Eoliano che espone pregevoli reperti di epoca preistorica e classica di archeologia sottomarina. Si svolta a sinistra e dopo un tratto pianeggiante si oltrepassa l’abitato di Drautto, costeggiando la sua baia. In questo tratto si notano le cosiddette “spine” grandi formazioni rocciose resti di una colata lavica che arrivava sino a Capo Milazzese. Si attraversa la bella spiaggia di Cala degli Zimmari , che consigliamo a chi vuole farsi il bagno senza doversi servire di una barca. Sulla destra del promontorio Cala Junco, forse l’insenatura più bella e suggestiva dell’intero arcipelago delle Isole Eolie.Una piscina naturale di acquea cristallina nella quale si combinano sempre più cangianti il verde, il blu, il turchese. Un tuffo nel blu attorniati da alti scogli di formazione basaltica, prismi di lava che sembrano scolpiti a bugnato, da una spiaggia di grandi ciottoli arrotondati a dallo scoglio Bastimento ed altri appena affioranti che le imbarcazioni a vela cercano di schivare prima di rilassarsi all’ora del tramonto dando ancora in questo meraviglioso spicchio di mare. Una sosta è d’obbligo anche per visitare i resti del villaggio preistorico. Sono state riportate alla luce 23 capanne ovali in pietra dell’età del bronzo, una di queste a pianta quadrangolare era forse il luogo di riunione e culto della comunità. Gli archeologi hanno rinvenuto ceramiche, mortai, macine, pentole e vasellame come se i nostri progenitori siano stati all’improvviso assaliti e tutto sia rimasto lì esattamente come lo era allora. In ogni caso il posto da loro scelto non ha eguali: una vera fortezza naturale inespugnabile. Un braccio di roccia proteso in mare con le pareti a strapiombo che non ha niente da invidiare per la vista di cui gode a nessun superattico dei nostri giorni.
L’itinerario da scoprire alternativo a questo è di circa un’ora e si snoda da porto salendo e svoltando a destra verso Iditella e Calcara sino a Punta del Corvo. La stradina all’inzio si inerpica tra case bianche, bunganville e boutiques, ritrovi, piccoli ristoranti e registra uno strapo in salita all’altezza della vecchia chiesetta dell’Assunta. Più avanti sulla destra vale la pena di chiedere il permesso di entrare per poter godere del panorama del porto e degli isolotti da un terrazzino incastonato tra due grandi massi. Si prosegue in discesa ed andando sempre verso destra si presentano alla vista lo scoglio Spinazzola e l’isola di Basiluzzo. Sulla sinistra superata la trattoria Paolino, le case sono più distanziate ed il sentiero segue un muretto bianco di recinzione sino al bivio che a destra porta alla calcara, una splendida spiaggia di sassi dove affiorano le fumarole. La piana, pavimentata con ciottoli arrotondati, era probabilmente luogo di culto fin dall’età del bronzo. Si risale sulla strada a monte se sempre verso destra, dopo vari tornanti, si incontra Piana Palisi. Dal sentiero a quota 380 metri, si ha una buona veduta su Punta Scritta e dello scoglio Pietra La Nave. Finalmente si giunge alla vetta più alta, Punta del Corvo dalla quale si possono osservare i due versanti dell’isola con visioni d’insieme mozzafiato….. [to be continued]
Navigare alle Isole Eolie, non è come navigare in qualsiasi altro arcipelago del Mediterraneo. Infatti il mare e la terra di queste isole sono diverse, si respira un’aria particolare che sembra non sia presente in altri posti al mondo. Non si è ancora capito se a rendere così particolare queste isole siano le persone che vi abitano, gli isolani accoglienti, i loro modi di fare, la loro cucina basata sulla pesca, oppure i colori di questa terra che contrastano il blu di questi profondi fondali marini. Probabilmente è l’insieme di tutto questo con l’aggiunta della presenza di vulcani attivi e non, che rendono uniche queste isole. Anche la luce del sole qua sembra essere diversa, intensa e calda illumina paesi, baie e scorci di mare tra i canali che dividono e cuciono le isole, la luce illumina il verde intenso dei boschi di felci e le valli chiamate nei modi più strani.
Qua dove il vento e sempre moderato, l’acqua del mare limpida e scaldata da più fattori naturali, tra cui le attività vulcaniche, il sole ed il vento caldo, si respirano odori di mare e di terra siciliana. Tutto il contorno è costituito da barche all’ancora nelle baie più suggestive o davanti ai paesi che si preparano per la sera. Ristoranti aperti con le loro cucine da cui escono odori di cibo, locali sul mare per gli aperitivi, musiche di sottofondo ed arancini pronti per essere gustati… sono il quadro che si presenta davanti a chi sceglie questa meta. Le Isole Eolie sono un mix di natura, tradizione e divertimento che se frequentate ed attraversata con il mezzo giusto, ovvero la barca a vela, si possono scoprire e conoscere in un viaggio di sette giorni che vi riporterà al contatto e nell’essenza della vita di mare, della vita vera!
Air Panarea è una società di servizi che ha sede nelle Isole Eolie con base operativa a Panarea ed opera nel settore del trasporto passeggeri con elicotteri avvalendosi di vettori che rispondono alle normative vigenti in ambito JAR OPS 3.
La società organizza escursioni turistiche in elicottero in accordo con le normative vigenti.
A Capo Graziano sulla Montagnola, a circa 174 mt s.l.m. sorge l’antico Villaggio preistorico risalente all’incirca all’età del Bronzo (periodo compreso tra il 1700 ed il 1500 a.c.). Gli scavi archeologici condotti tra il 1956 ed il 1969 da Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier hanno portato alla luce 27 capanne costruite con blocchi di roccia locale.
L’isola di Filicudi è la quinta isola in ordine di grandezza dell’arcipelago delle Eolie e la seconda isola più occidentale dell’arcipelago (dopo Alicudi); è situata a circa 24 miglia nautiche a ovest di Lipari. È dominata dal monte Fossa Felci, un vulcano spento alto 773 m. Oltre ad esso, di vulcani ce ne sono ben altri sette (La Sciara, Montagnola – Piano Sardo, Monte Terrione (chiamato anche “Torrione”), Monte Guardia, Capo Graziano, Monte Chiumento, Riberosse), tutti spenti da molto tempo e di conseguenza fortemente segnati dall’erosione.
La popolazione, circa 200 abitanti (che diventano 3000 nella stagione estiva), è distribuita tra i centri di Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini, Pecorini a mare, Canale e Rocca di Ciavoli, collegati tra loro dall’unica strada asfaltata dell’isola e da una fitta trama di strade pedonali. La località di Stimpagnato, nel sud-est dell’isola, è abitata da turisti soltanto durante l’estate.
è un film del 1950, prodotto e diretto da Roberto Rossellini. È il primo film del regista girato con Ingrid Bergman, sua compagna per diversi anni.
Il ruolo della protagonista era destinato in origine ad Anna Magnani, con la quale Rossellini aveva una relazione. Vedendosi portar via la parte da Ingrid Bergman, la Magnani stessa per ripicca volle montare una produzione per girare a Lipari il film Vulcano, diretto da William Dieterle: la lavorazione, iniziata dopo, paradossalmente venne portata a termine prima di quella di Stromboli e il film poté usufruire di un’insperata pubblicità.