Tradizione e persone.

Barche in Rada per la sera.

…navigare alle Isole Eolie significa incontrare un’atmosfera avvolgente, il clima fa la sua parte, ma quello che si avverte su queste Isole è qualcosa che nasce dal profondo di questa terra, nel vero senso della parola, ovvero il suo carattere vulcanico. Tutto arriva dalla profondità, il calore, le attività che emergono in superficie in svariati modi, le più evidenti tra il cratere attivo di Stromboli, le esalazioni di zolfo sottomarine a  Lisca Bianca, i fanghi sull’Isola di Vulcano, le sua acque termali sulle spiagge di Levente. Queste attività amiche dell’uomo ormai da decenni, rendono questa terra così affascinante da far si che migliaia di turisti ogni anno arrivino sin qua per poterle vivere personalmente. C’è comunque  da dire che questa atmosfera è elevata in maniera esponenziale grazie alla grande ospitalità degli isolani che abitano e vive su queste isole, se non che dalla sua cucina eoliana, che spesso rispecchia quella siciliana rivisitata, il vero Gourmet siciliano è alle Isole Eolie. Navigare in barca a vela tra queste isole è una continua scoperta, equivale a passeggiare in una grande città, ed a ogni passo puoi vedere qualcosa di nuovo, incontrare qualcosa di interessate. Tanto è vero che arrivando da un’isola all’altra i cambiamenti sono evidenti, anche senza dover fare un paragone tra il meglio ed il peggio, perché questo è solo una questione di gusti, abbiamo riscontrato nelle osservazioni dei nostri clienti velisti, che non vi è una regola del bello, spesso le persone si innamorano di un isola diversa, ma anche di una cala o una spiaggia sempre opposte tra loro, settimana in settimana la crociera non viene mai uguale grazie alla moltitudine di situazioni che le Isole Eolie possono proporre.  L’offerta della ristorazione è ampia, il pesce viene servito prettamente cotto, ottimi ristoranti come il Vicolo di Lipari, La Kasbah, ed il Pescecane ne sono testimoni, ma in un paio di ristoranti si mangia del crudo che credo non abbia eguali sulla terra, ad esempio The King of Fish a Lipari ed il Sirena a Filicudi. Parola di chi ha navigato sino ai caraibi attraversando l’oceano più volte in dieci anni, vivendo tutte le situazioni che ne concernano. Ci sono anche delle ottime pizzerie dove la pizza è prettamente napoletana, ma la si può gustare sulla terrazza di Ingrid a Stromboli oppure alla Pizzeria la Piazzetta di Lipari. In realtà quello che conta è la materia prima, in questa terra del sud i pomodori e la verdura in generale se nonché la frutta hanno un sapore eccezionale. Per questo motivo anche i manicaretti cucinati a bordo dagli skipper sono sempre un successo e permettono agli ospiti di assaporare alcuni piatti locali dai sapori eccezionali.

Natura Vulcanica Isole Eolie.

Veleggiare, il mare, lo splendore delle roccie vulcanine, le baie e gli abitanti con la loro cucina rendono le isole Eolie un posto unico. Il pesce alle Eolie viene pescato localmente vi è una grande tradizione della pesca al tonno ed al pesce spada, alcuni pescatori locali hanno incrementato i loro guadagni occupandosi della vendita del pesce al dettaglio aprendo alcune pescherie di famiglia che ha sua volta sono diventate ristoranti o rosticcerie con piatti da asporto. Queste pescherie presenti nei paesi dell’isola di Lipari e Vulcano quando hanno iniziato a fare ristorazione si presentavano in modo molto spartano, addirittura con tavoli apparecchiati con piatti e bicchieri diversi tra loro perché recuperati in casa, ma il punto forte ovvero la bontà del loro pesce fresco a fatto si che incrementassero i loro affari e spesso sono diventati dei ristoranti degni, se pur mantenendo un aspetto ed una atmosfera casalinga e cordiale data dalla gestione sempre familiare e informale. In altre isole come Filicudi ed Alicudi sono invece nati alcuni Home-Restaurant. Questo perché nei piccoli paesi di queste piccole isole, non hanno c’è offerta che possa soddisfare il numero di turisti che ogni sera scende a terra dalle loro barche a vela che si ancorano davanti alle loro spiagge. Tento è vero che dopo l’aperitivo spesso gli equipaggi tornano a cena a bordo per la mancanza di disponibilità negli unici due a volte anche un solo ristorante. Le famiglie sempre di pescatori che godono di case generose, con terrazze a picco sul mare lungo i crinali delle colline sovrastanti si sono attrezzate per poter mettere a tavola quindici, venti persone in suggestive location panoramiche, spesso ricavate anche sui tetti piatti delle case. Qua oltre a mangiare prodotti locali, pescati e cucinati con la tradizione di famiglie che vivono da generazioni su queste isole, si entra in contatto proprio con la cultura isolana, le porte che si aprano sono quelle delle case dei locali, gli odori ed i sapori di una tradizione tutta del sud, non dimentichiamo che le Isole Eolie sono delle Isole di un Isola più grande che è la Sicilia e questi passaggi in riduzione del territorio creano proprio quell’essenza quella concentrazione del buono, dell’utile del non spreco ed è qua che si possono imparare tanti piccoli trucchi per capire come si può ancora oggi vivere nella semplicità con il massimo della dignità.

Il Viaggio a Vela.

Viaggiare è sempre un insegnamento, ed è in posti come queste isole che ci rendiamo conto quanto si può essere lontani se pur vicini alla modernità che tanto ci piace, ma ci mette anche alla prova ogni giorno chiedendoci di sostenere dei ritmi faticosi. Al contrario arrivando su queste Isole dell’arcipelago Eoliano che sono solo a 40 minuti di aliscafo da Messina, si percepisce da subito il rallentamento della quotidianità, della vita vissuta nel presente. Probabilmente tante persone che si sono trasferite su queste isole pur essendo nate in grandi città hanno apprezzato, cercato e trovato la tranquillità in questi luoghi dove il rapporto umano ed i valori della famiglia e dell’amicizia, nonché della solidarietà sono forti e si percepiscono già dai primi momenti che si frequentano questi posti. Probabilmente merito anche di tutti i marinai che sono passati, che passano tutt’oggi da questi porti, che dopo navigazioni impegnative hanno la necessità di scambiare cordialità e rapporti sinceri con le persone del posto. Così facendo sicuramente hanno ampliato lo spirito di cordialità e solidarietà già presente tra gli abitanti di questi luoghi… le Isole Eolie!!

Occhi del mare!

…us seen by the sea!!

Isole Eolie

Vedere attraverso le lenti del mare è un privilegio che va capito, assaporato e vagliato costantemente quando si naviga in barca a vela. E’ un racconto di poesie, storie, profumi, visioni che forse solo un Arcipelago come quello delle Isole Eolie sa dare. Ci stiamo avvicinando verso la parte più remota , più isolata e non metaforicamente incontaminata di tutte le Isole. Ci siamo lasciati Capo Graziano a Filicudi alle spalle e decidiamo, in accordo con tutto il nostro equipaggio che rimarrà con noi per ben due settimane, di continuare la navigazione in quella che chiamiamo la “golden hour”, il sole che ha attraversato il suo punto più alto e che comincia la sua discesa all’orizzonte. Ci stiamo dirigendo verso Alicudi. L’isola più ad occidente di tutto l’arcipelago. Dista 34 miglia marine da Lipari, ed è piccolissima. Pensate che la sua superficie è di appena 5 kmq! È caratterizzata da coste molto ripide ed aspre, ed è abitata esclusivamente sul versante meridionale. Conta circa 40 residenti! Vi pare semplice un confronto con le metropoli che conosciamo e che magari qualcuno di noi abita? Arduo compito quello di mettere a confronto realtà inconfrontabili. Visitare, vedere, sintonizzarsi con quest’isola è quanto di più lontano siamo abituati a fare quotidianamente nei nostri spostamenti terricoli. Dalla forma quasi perfettamente conica, incontaminata, aspra e solitaria, Alicudi offre scenari dalla tipica ambientazione mediterranea tra terrazzamenti con muretti a secco, splendidi scorci di blu e piccole barche di pescatori. l borgo di Alicudi è composto da cinque piccole frazioni sparse sull’isola. Tra queste Alicudi Porto, la principale contrada dove si trovano gli unici due negozi di generi alimentari di tutta l’isola e l’ufficio postale. Ricordate di portare contanti, perché ad Alicudi non troverete bancomat, e tutto ciò che vi occorre! Le altre frazioni sono Contrada Tonna, San Bartolo con l’omonima chiesetta, Contrada Pianicello, che ospita una comunità tedesca, e Contrada Sgurbio, un piccolo agglomerato urbano composto solo da cinque case. Ad Alicudi non ci sono strade, non ci si muove in macchina, non si affrontano percorsi di qualsivoglia genere “motorizzati”. Ad Alicudi ci si muove a piedi, un passo dopo l’altro oppure a dorso di mulo lungo le mulattiere appunto che si snodano sul pendio irto dell’isola e che conducono alla cima. Lo scorrere lento del salire è scandito dal tacchettare degli asini che, sferrati, per evitare scivolamenti, aiutano noi umani nel difficile compito di trasportare lungo il sentiero qualsiasi cosa provenga dalla terra ferma…cibo, acqua, bagagli dei villeggianti, scorte invernali…ed anche all’occorrenza pacchi di Amazon! Se volete esplorare l’isola a piedi potreste seguire questo itinerario di 4,5 km che richiede circa 5 ore.

Vulcano Isola

Si parte da Alicudi Porto e ci si inoltra in salita tra le case del borgo, lungo le ripide scalette che portano alla Chiesa del Carmine, con l’insolito campanile separato dall’edificio. Seguite il percorso segnalato in azzurro che offre bellissime viste sul mare e il borgo. In meno di 20 minuti si raggiunge, dunque, la chiesa di San Bartolo, costruita nel 1821 sui resti di un edificio settecentesco. E “Bartolo” qui è in ogni dove…patrone delle Isole Eolie, è il nome più diffuso di tutte le Isole equi viene celebrato il 28 di agosto. Dal sagrato terrazzato si vedono Filicudi e Salina. Superate la cisterna alle spalle della chiesa e imboccate il sentiero sulla sinistra per salire fino alla Contrada Montagna, un tempo la più popolata dell’isola ma oggi completamente abbandonato. La contrada era importante non solo per la sua posizione da cui controllare l’arrivo di eventuali attacchi dal mare, ma anche per la sua vicinanza agli unici campi coltivabili dell’isola. Si prosegue lungo il sentiero delimitato da muretti a secco che attraversa la pianura costellata da mannare, costruzioni in pietra che ospitavano il bestiame e custodivano gli attrezzi. Si arriva poi al bordo di una falesia sulla costa occidentale dell’isola che offre una vista favolosa sullo scoglio Galera. Se volete poi raggiungere il punto più alto di Alicudi, bisogna tornare indietro fino al pianoro di Montagnole e così raggiungere la vetta. Lungo il cammino vedrete il Timpone delle Femmine, ovvero alcune fenditure nella roccia che servivano da rifugio alle donne durante le incursioni dei pirati. Arriverete quindi al Filo dell’Arpa, il punto più alto dell’isola, a 675 metri, che si raggiunge tramite ripidi scalini. È il cono di un vulcano ormai spento che si inabissa per oltre 1500 metri nelle profondità del mar Tirreno. La vetta prende il nome dalla poiana (arpa in dialetto siciliano). Infine si prosegue lungo il sentiero in discesa lungo il brullo versante sud-orientale dell’isola, per attraversare la Contrada Pianicello, passare accanto alla cappella di San Giuseppe e ritornare infine al porto di Alicudi. Gli escursionisti più esperti possono esplorare gli altri itinerari tracciati, una quindicina in totale, indicati con cartelli di diverso colore. Scoprirete strette mulattiere lastricate e antichi sentieri che dal porto conducono alle altre contrade dell’isola e alla vallata dove un tempo colava la lava del vulcano prima di riversarsi in mare. Non è un percorso breve ne facile, ma è imprescindibile per carpire i segreti di questi luoghi. In un’isola dove esiste la Scuola Elementare più piccola di tutta Europa che vanta solo tre scolari, cosa se ne può capire se non mescolandosi alle gente del luogo che inevitabilmente ci ferma lungo il sentiero per offrirci anche una breve sosta? Incontriamo salendo, tra un sorso d’acqua e l’altro per tenere a bada l’arsura, Bartolo! Un ometto ben vestito, per niente affaticato sull’ottantina che a testa bassa e con in mano un bel trancio di tonno imbustato appena preso al porto ai pescherecci, intavola con noi un leggerissimo discorso sulla giornata appena trascorsa sull’isola, ma allo stesso tempo in modo tanto gioioso e carico di pathòs che saliamo tantissimi gradini con lui che ci spiega, mano a mano il perché qui i numeri civici delle case ad ambo i lati siano esattamente quelli del numero del gradino su cui ci troviamo…perché era la cosa più semplice da fare!

…to be continued…

Eolie, l’eccellenza!

La Grotta di Filicudi

Navigare alle Isole Eolie per venti anni, venti estati eoliane. Contemporaneamente alle navigazioni invernali per il mondo comprensive di traversate oceaniche anche con partenze direttamente da Lipari, mi ha dato la possibilità di fare alcune considerazioni in merito alle caratteristiche di queste isole siciliane. Anche se non mi è mai piaciuto paragonare i luoghi di mare, va da se che navigando con attenzione e spirito di osservazione mi sia fatto una mia opinione personale su questo Arcipelago, costituito da Vulcani, e vegetazione rigogliosa se non che spiagge e baie di ogni tipo a confronto con il resto del mondo. Alcuni siti di queste isole come ad esempio Marina di Vulcanello, per la spiaggia nera e le palme sullo sfondo, oppure la costa sud est di Stromboli per lo stato naturale e conservato a livello primordiale, richiamano alla memoria posti che ho scoperto navigando in mari lontani come i Caraibi. Tanto è vero che San Vincent e Santa Lucia isole che si distaccano dal paesaggio tipico di spiaggia bianca, essendo anche loro di origine vulcanica hanno delle baie che in un secondo ti confondono a tal punto da non sapere se ti trovi ai Caraibi oppure alle Isole Eolie. Anche il clima della Sicilia che in estate è molto caldo ricorda le temperature tropicali, anche se, ahimè, il vento in estate intorno a tutto l’Arcipelago Eoliano non è l’Aliseo del Mar dei Caraibi. Veleggiare alle Eolie è un continuo alternarsi di emozioni che ti trasportano da un epoca all’altra, ma anche da un posto del mondo ad un altro, e perché no per certi aspetti anche nella preistoria. La cucina invece ti culla, ti coccola, ti avvolge e ti appaga. Sono i prodotti locali che in mano ad alcuni ristoratori siciliani o comunque alla persona giusta diventano prelibatezze imbattibili. I sapori della frutta locale e della verdura cresciuta al sole della Sicilia, in questi orti che si affacciano a strapiombo sulle coste delle Isole come Salina, Lipari e Filicudi e godono anche dell’aria pulita, della salsedine e di questa terra vulcanica, sanno dare al palato una gioia e un piacere che, a differenza di alcuni scorci simili ritrovati, sono inimitabili. Le Isole Eolie spesso ti lasciano qualcosa di più, dopo averle visitate infatti si torna a casa con il pensiero di tornare e ritornare ancora. Ci sono dei nostri clienti che hanno sentito l’esigenza di fare più crociere anche in anni diversi, ogni isola si deve scoprire lentamente, via mare lungo la costa baia per baia, miglio per miglio, tuffo per tuffo… via terra paesino per paesino di ogni incantata isola, i suoi vicoli, i colori delle case che si alternano e non sono mai solo bianche o solo blu, i profumi dei gelsomini notturni che puoi trovare nei giardini delle case, mentre passeggi dopo cena in paese, di questo Stromboli è padrona. Sfido chiunque salendo tra i vicoli verso la piazza principale di Ficogrande magari mangiando un gelato preso dalla Gelateria il Lapillo a non essersi inebriato dell’odore di questo fiore notturno, che abbinato alla vista delle stelle che si possono ammirare da queste isole prive di inquinamento luminoso, diventa una sua eccellenza, un momento dove i tuoi sensi tornano a dirti che sei un essere umano e come tale puoi farti appagare dai sapori, dai profumi e dalla vista, tutto nello stesso momento, un momento che va al di la di una sera d’estate eoliana…

Filicudi Isole Eolie
Eolie all’età del bronzo.

I siciliani che sono riusciti in passato a rimanere sulle isole, mentre tutti negli anni cinquanta scappavano per la povertà, oggi possono dire di avercela fatta e gestire tante di quelle piccole attività che brulicano sulle isole durante il periodo estivo. Arrivati alle Eolie si ha molta offerta e possibilità di scelta per tutti i servizi, ma anche per i momenti di piacere come andare al ristorante, passare una serata diversa a cena in casa del pescatore locale, acquistare dei prodotti tipici. Ma vi consiglio di farvi suggerire da chi le isole le conosce bene, perché oggi alle Eolie tanti imprenditori arrivati dal continente si sono acquistati molte di queste realtà, proponendole al turista, ma pur essendo validissime non godono di quel sapore che hanno le attività gestite dalle famiglie eoliane che hanno fatto la storia di isole come Panarea, Alicudi e le altre, che a di meno non sono, pur essendo più grandi.

L’Arcipelago delle Isole Eolie, non è ancora stato contaminato dal turismo consumistico, pur essendo cresciuto molto negli ultimi anni, è rimasto un turismo prevalentemente nautico e quindi circoscritto. Infatti i turisti che arrivano alle eolie per soggiornare a terra sono una minima parte. Anche perché la conformazione delle isole, rende praticamente inaccessibile il novanta per cento delle baie, delle grotte e di alcuni siti come le Piscine di Venere, i Faraglioni di Lipari e tanti altri posti raggiungibili solo via mare e anche con determinate condizioni meteorologiche tanto è la natura primordiale di questi posti.

Strombolicchio nonno di Stromboli

Fare una crociera in barca a vela di una settimana alle Isole Eolie, significa visitare tanti posti in un solo viaggio, significa assaporare tante situazioni vicine e nello stesso momento diverse tra loro come se fossero pianeti distanti, proprio per la differenza che vi è da un isola all’altra. Pensate che 20 anni fa su alcune di queste isole ancora non vi era l’energia elettrica, e quasi su tutte, tutt’oggi non vi è illuminazione stradale, ma solo candele e luci dei locali, della case. I siciliani o meglio gli eoliani, vanno fieri di queste cose, tanto è vero che su alcune isole come Filicudi ed Alicudi sono vietate le auto se non che quelle poche che appartengono ai residenti. Arrivare alle Eolie e vedere tutte le sette isole, significa avere una visione veloce ma completa dei sapori della Sicilia, dei colori delle Isole per eccellenza, si perché le Eolie non sono delle Isole, le Eolie sono l’Isola la pura essenza di una terra emersa in mezzo al mare, dove solo dopo molto siamo arrivati noi essere umani e per fortuna senza riuscire a mutarle, come invece è successo in tanti altri posti. Le Eolie sono da visitare più volte anche se mi rendo conto che purtroppo non tutti riusciranno, a vederle almeno una volta nella vita. Buon vento…. Dabs

Leggende delle Eolie…

Monastero di Lipari

La leggenda narra che quando nel resto del Mondo soffia forte il vento, alle Isole Eolie ci sia calma piatta. La stessa leggenda ci racconta che in uno degli anfratti delle grotte di Stromboli, Eolo abbia scelto di riposare. E qui alle Sette Isole di acqua, fuoco, terra e mare di vento ne troviamo sempre quanto basta per veleggiare placido ed assorto. Leggermente invelati con genoa a segno e randa aperta la navigazione da Panarea a Stromboli è quella che la flottiglia delle Isole Eolie ama di più. La sosta in baia per il pranzo a Cala Junco è un momento del tour delle Isole che rimane sempre nel cuore e nell’immaginario di tutti forse perché arrivando ci si aspetta sempre una Panarea diversissima da quella che poi in realtà si incontra e le calette di Milazzese e Junco ne sono l’esempio più calzante. Due anfratti rocciosi dalle guglie ispide scavate dall’acqua del mare e del vento che fanno da cornice ad uno specchio di mare iridescente di colori e forme di vita sottomarine. Una calma rilassante avvolge le barche a vela che all’ancora cullano gli equipaggi impegnati nella preparazione del pranzo. Il villaggio preistorico adagiato su una delle due penisole create da scogli sporgenti sovrasta entrambe le baie e Drautto davanti a chiudere il cerchio piccolissimo di questo anfiteatro naturale. I sup fanno slalom tra le barche in rada e raggiungono la piccola spiaggia di sabbia che da questo lato dell’isola è l’unica che permette una camminata per arrivare al centro del paese; è da qui che la strada piastrellata e non dotata di illuminazione parte per inerpicarsi nei vicoli più stretti fino a raggiungere il paese e la Panarea che di cui abbiamo sempre letto, quella snob e confusionaria degli aperitivi al Raya Club o al Banacalì.

Lipari e Vulcano

C’è molto da scoprire di queste Sette isole che spiazza e che lascia inaspettatamente esterrefatti. La bellezza delle Isole Eolie risiede si nelle sue meraviglie naturalistiche, ma soprattutto nelle loro capacità di sorprendere il visitatore ad ogni passaggio. La barca a vela è sicuramente ciò che più permette di godere dei luoghi e dei loro scenari. Siamo a Cala Junco. Salperemo alla volta di Stromboli nel pomeriggio. Cala Junco, senza inutile pretese è  senza dubbio una delle spiagge siciliane più suggestive. Il merito è, anzitutto, della sua suggestiva conformazione: una baia incastonata tra le rocce, una sorta di piscina naturale. Si caratterizza per la forma ad anfiteatro, delimitato da formazioni rocciose. Queste, insieme ai fondali e all’azione dei raggi del sole, danno al mare splendide sfumature. L’acqua va dal blu intenso al verde smeraldo. E lo spettacolo n on finisce qui. La sua fama rende Cala Junco una delle spiagge di Panarea più gettonate, soprattutto nel mese di agosto. Se volete godere appieno di questo spettacolo della natura, il consiglio è visitarla in momenti meno affollati. Una visita è d’obbligo, perché regala indimenticabili momenti di relax. Pare che, ai tempi del villaggio preistorico, fosse utilizzata come darsena. Raggiungere la spiaggia di Cala Junco è facile. Tutto ciò che dovete fare è imboccare un antico sentiero che parte dal Drautto e, in circa 30 minuti, vi porta a destinazione. Questo se partite dal paese lato porto, altrimenti è la barca a vela il mezzo più adatto a raggiungerla poiché l’ancoraggio è facile e sicuro, ottimo anche per la notte. La piccola isola di Panarea offre tanti scorci suggestivi, insenatura affascinanti e paesaggi da scoprire. È perfetta per coloro che cercano relax, ma anche per gli appassionati di snorkeling ed immersioni. Non mancano le attrattive in termini di vita mondana. Le spiagge raggiungibili a piedi dal centro abitato si trovano tutte sul versante orientale e meridionale dell’isola. La parte restante dell’isola è scoscesa e quasi totalmente inaccessibile. Le altre spiagge presenti si trovano nei vicini isolotti di Basiluzzo e Lisca Bianca. Sono tutti isolotti che gravitano attorno a Panarea e che formano un mini arcipelago all’interno dell’arcipelago stesso. Appaiono all’orizzonte come grandi scogli o poco più, ma sono quello che resta di antichi vulcani che con la loro forza hanno sconquassato il mare e la terra circostante nelle ere passate, prima di estinguersi ed inabissarsi: sono gli isolotti minori che si trovano di fronte Panarea i cui principali sono Basiluzzo, Dattilo, Bottaro, Lisca Bianca, Lisca Nera, Spinazzola, Panarelli e le Formiche.

Litografie delle Eolie

Poco più che scogli abbiamo detto, ma in alcuni casi micromondi complessi e delicati che sembrano ferire il mare con i loro artigli di pietra lavica, e che meritano di essere approfonditi. Basiluzzo è la più grande di queste isolette-scoglio e per questo è chiamata spesso “l’ottava isola delle Eolie”. Situata a 3,5 km da Panarea con una superficie di 0,3 chilometri quadrati, formatosi circa 50.000 anni fa ed eroso come gli altri isolotti, dai fenomeni atmosferici e tellurici che hanno scolpito riolite, ossidiana e pomice in queste fortezze che sbucano dall’acqua. Basiluzzo è formata da ripidi bordi a picco sul mare, con una altezza massima di 165 metri, mentre su un lato si trova una sorta di pianoro, che per molto tempo è stato usato come pascolo e coltivazione di capperi. La caratteristica più interessante però è che quest’isola doveva essere una dimora di lusso ai tempi dell’antica Roma, dato che ci sono i resti di una villa romana e di una darsena. La villa, situata proprio sulla sommità dell’isola e dotata di una terrazza con i pavimenti a mosaico gode di una vista privilegiata su Stromboli: sembra che il ricco romano volesse godersi le spettacolari eruzioni con un posto in prima fila! Davanti a Basiluzzo si trova lo scoglio di Spinazzola, ampio oltre 5 metri quadri ed alto 79, completamente a picco sul mare ed inaccessibile. Un tempo Spinazzola doveva essere tutt’uno con Basiluzzo: l’erosione deve averne fatto franare una parte separando per sempre le due isolette. Dattilo, con 287 mq di superficie si erge con la sua caratteristica forma di dito (da cui il nome che in greco antico significa dito) sul mare. La sua forma caratteristica ricorda anche una cattedrale medievale uscita da qualche fantasia sfrenata di chi può immaginare un colosso architettonico in mezzo al mare cristallino. Lisca Bianca deve il suo nome al colore conferitole dalle reazioni chimiche causate dalla fumarole acide, ed è stata usata in passato come cava di allume. Lisca Nera invece non è che un piccolo scoglio che affiora a pelo d’acqua. Bottaro è famosa per un punto nelle sue vicinanze in cui il mare ribolle a causa di una particolare fumarola fredda, che emette bolle di anidride carbonica ma non riscalda l’acqua come in altri punti delle Eolie.

Eolie selvagge

Tutti gli isolotti minori, probabilmente, un tempo erano uniti dalla terraferma e forse addirittura costituivano una grande isola insieme alla stessa Panarea. Oggi sono dichiarati riserva naturale ed è proibito lo sbarco se non per scopi scientifici: sono variamente abitati da specie uniche come la Lucertola Campestre, diverse varietà di gechi, come il geco comune ed il geco verrucoso, e sono zone di nidificazione del Gabbiano Reale. Sulle isole più grandi sono diffusi anche i conigli selvatici che vivono tra varie piante di vegetazione mediterranea come il Fiordaliso delle Eolie, il lentisco, l’atriplex portulacoides, il garofano delle rupi, il finocchio selvatico. Una “misticanza” di profumi, odori, visioni, sapori che rincuorano corpo e anima. Tutte le Isole Eolie hanno bisogno di essere guardate e viste dall’occhio del visitatore attento per coglierne gli aspetti che ad una vista superficiale sfuggirebbero. E questo succede anche e soprattutto a Panarea.

Le Eolie una scelta di cuore.

Eolie

“Cercavamo un posto dove vivere una vita tranquilla, lontana dal caus, dalle sirene impazzite, dalle auto in coda, dagli assalti ai semafori, dalla gente inferocita. Cercavamo un posto dove poter sorridere al nostro prossimo, anziché averne paura, senza dover duellare per un parcheggio: un luogo dove la nostra casa continuasse dopo il cancello. E cercavamo il mare, il sole, il profumo, il silenzio. Tutto questo per continuare ad essere noi stessi. Siamo allora partiti per paesi lontani. Abbiamo visto, provato ed alla fine il nostro esotismo si è realizzato, dietro l’angolo di casa. A Filicudi. Piccola Isola magica nell’Arcipelago delle Isole Eolie”. Poche parole bastano a trasmettere il forte richiamo di queste isole. Ieri come oggi grandi viaggiatori famosi quali Dumas, Guy De Maupassant hanno esplorato i luoghi e studiato l’economia, le tradizioni e i costumi di questi angoli allora inesplorati del mondo. L Eolie sono creature vulcaniche nate dalla presenza attiva di quattro elementi che nei millenni ne hanno mutato la forma, i profumi, i luoghi, le genti: aria, acqua, terra e fuoco. Le Isole Eolie offrono ai turisti, agli studiosi e agli amanti del mare, una sola cosa: la loro bellezza naturale poiché di fronte al mare la felicità è un concetto semplice. L’Arcipelago Eoliano ci mostra un mare ancora pescoso e pulito, grotte e scogliere altissime, faraglioni e spiagge dalla sabbia finissima e nera, solfatare e montagne di bianchissima pomice e tutto il fascino degli ambienti isolani che qui alle Eolie danno del loro meglio 365 giorni l’anno.

capperi isole eolieIn primavera, la vegetazione che ammanta le fertili isole è un’esplosione di colori e di profumi. Un tempo le Isole Eolie erano ricoperte da fitti boschi, ma oggi, la macchia mediterranea ha preso il sopravvento e l’incontro di quest’ultimo con lembi di spiaggia vulcanica ed acque cristalline crea scorci di insuperabile bellezza.

E’ vero, l’uomo ha disboscato quasi ogni centimetro disponibile per coltivare viti, capperi, legumi ed ortaggi, ma il grande lavoro umano che nel corso dei millenni ne ha modificato la morfologia ha lasciato intatti fascino, bellezze naturalistiche e selvatichezza.

L’uomo, ma soprattutto il cuore stesso di ogni isola, hanno dato un impronta diversa ad ognuna di esse e noi speriamo che le Isole Eolie tutte mantengano se stesse inalterate e spregiudicate per millenni ancora.

Filicudi ed Alicudi sono un rifugio antistress da un ambiente incontaminato, Panarea è l’isola modaiola, meta di un turismo d’elìte, Stromboli e Vulcano, aspre e selvagge, attirano un turismo giovanile un pò Bohemien. Salina, la verde, maestosa con le sue montagne gemelle, per la sua tranquillità è la prediletta dalle tante famiglie con bambini e negli ultimi anni da quelli amanti del vino che richiedono una meta chic ma discreta.

Lipari l’isola maggiore e più abitata, offre a chi ha esigenze di confort e di ampi spazi, tutti i servizi, porti, locali e punti di ritrovo per tutte le età.