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I fondali della Eolie

Le Isole Eolie, arcipelago vulcanico al largo della Sicilia, sono un tesoro di bellezze naturali e culturali. Oltre ai paesaggi mozzafiato e alle acque cristalline, i fondali marini delle Eolie custodiscono un patrimonio archeologico sommerso di inestimabile valore, testimoniando secoli di storia e civiltà.

Tra le scoperte più significative vi è la secca di Capo Graziano a Filicudi, dove recenti campagne di mappatura digitale hanno portato alla luce relitti e reperti risalenti a diverse epoche storiche. Grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e la startup tecnologica Immersea, è stato possibile creare modelli tridimensionali dettagliati dell’area, favorendo la conservazione e la fruizione del patrimonio sommerso.

A Lipari, la secca di Capistello rappresenta un altro sito di grande interesse archeologico. Le esplorazioni subacquee condotte dalla Global Underwater Explorer, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, hanno permesso di mappare l’area e raccogliere dati per la realizzazione di una carta archeologica del patrimonio culturale subacqueo dell’arcipelago.

Anche l’isola di Vulcano ha restituito importanti reperti archeologici. Recentemente, i Carabinieri hanno consegnato al Parco archeologico delle Isole Eolie e Museo Luigi Bernabò Brea diversi manufatti di valore storico-culturale, tra cui anfore e frammenti ceramici di epoca greco-romana, sequestrati nell’ambito di un procedimento penale.

Le iniziative di valorizzazione del patrimonio sommerso delle Eolie non si limitano all’ambito locale. Il progetto NEPTUNE™️, selezionato e finanziato attraverso un bando dell’ecosistema RAISE, ha portato i tesori sommersi della Sicilia negli Stati Uniti. La mostra “Sunken Treasures, Ancient Seas”, ospitata al Museo Fernbank di Atlanta e successivamente al Museo di Storia di Mobile, Alabama, offre al pubblico americano un’esperienza immersiva tra antichi relitti e reperti archeologici, integrando tecnologie innovative e storytelling multimediale.

Le Isole Eolie, dunque, non sono solo una meta turistica di straordinaria bellezza, ma anche un laboratorio a cielo aperto per l’archeologia subacquea, dove la storia e la tecnologia si incontrano per preservare e raccontare il passato.

Panarea, la più piccola e mondana delle Isole Eolie, non è soltanto rinomata per la sua bellezza in superficie ma anche per i suoi straordinari fondali marini che racchiudono un patrimonio naturale e archeologico unico nel Mediterraneo. Sotto le sue acque cristalline si estende un mondo sommerso ricco di biodiversità, sorgenti idrotermali, resti archeologici e paesaggi vulcanici modellati dal tempo

Una delle aree più affascinanti è quella antistante Basiluzzo un isolotto disabitato a poca distanza da Panarea dove giacciono i resti sommersi di strutture di epoca romana. Alcuni studi ipotizzano che in epoca antica il livello del mare fosse più basso e parte di Basiluzzo fosse abitabile come testimoniano i resti di una villa romana che si estendono in parte sotto il livello attuale del mare. Nei fondali sono visibili blocchi squadrati e resti di colonne sommersi tra alghe e poseidonia, elementi che fanno pensare a una vivace attività commerciale e abitativa.

Altra area di interesse è quella tra gli scogli di Lisca Bianca Lisca Nera e Bottaro dove l’attività vulcanica sottomarina è ancora attiva. In particolare a Bottaro dal fondale emergono bolle di gas che risalgono in superficie creando uno spettacolo affascinante. Si tratta di emissioni di anidride carbonica che testimoniano l’attività idrotermale del complesso vulcanico sommerso di Panarea. Questo fenomeno è oggetto di studio scientifico e attira anche subacquei e appassionati per la singolarità del paesaggio sottomarino

Dal punto di vista biologico i fondali di Panarea offrono una straordinaria varietà di habitat. Le praterie di posidonia forniscono rifugio a numerose specie marine tra cui saraghi cernie murene e polpi mentre le pareti rocciose ospitano spugne gorgonie e coralli. Nelle zone più profonde si trovano grotte sommerse e canyon vulcanici che rendono l’esplorazione subacquea ancora più suggestiva.

La zona è anche importante per l’archeologia subacquea. Nei pressi dell’isolotto di Dattilo e lungo le rotte antiche che univano la Sicilia al resto del Mediterraneo sono stati rinvenuti resti di anfore e carichi di navi naufragate probabilmente durante tempeste o a causa delle difficili condizioni di navigazione tra gli scogli affioranti. Alcuni reperti sono stati recuperati e conservati nel Museo Archeologico Eoliano di Lipari mentre altri restano in loco accessibili solo ai sub esperti e autorizzati

L’interesse per i fondali di Panarea ha portato anche a progetti di tutela e mappatura del patrimonio sommerso con la collaborazione della Soprintendenza del Mare e di enti di ricerca specializzati. Lo scopo è quello di preservare l’ecosistema e allo stesso tempo valorizzare il patrimonio culturale con strumenti digitali che permettano anche a chi non pratica immersioni di esplorare virtualmente i fondali.

Il turismo subacqueo è diventato uno dei punti di forza dell’offerta di Panarea soprattutto nei mesi estivi. Centri diving locali offrono immersioni guidate tra fumarole relitti e paesaggi vulcanici con percorsi adatti sia a principianti sia a sub esperti. Alcune escursioni prevedono anche snorkeling nelle aree termali sottomarine un’esperienza unica che unisce la scoperta naturalistica alla suggestione di trovarsi in un ambiente ancora attivo dal punto di vista geologico

Oltre al valore scientifico e storico i fondali di Panarea sono un patrimonio da tutelare contro le minacce che possono derivare dal turismo non regolamentato dall’inquinamento e dal cambiamento climatico. Progetti di sensibilizzazione coinvolgono le scuole locali i visitatori e gli operatori del settore affinché l’ambiente marino possa essere rispettato e conservato per le generazioni future

In sintesi Panarea sotto il livello del mare nasconde un universo ricco e complesso fatto di storia vita e fuoco. Un mondo invisibile a chi si ferma alla superficie ma accessibile a chi ha il desiderio di esplorare con rispetto uno degli angoli più affascinanti del Mediterraneo.

Filicudi è una delle isole più antiche e selvagge dell’arcipelago delle Eolie e offre fondali tra i più affascinanti e ricchi di interesse naturalistico e archeologico di tutto il Mediterraneo. Le sue coste scoscese e la natura incontaminata si riflettono anche sotto il livello del mare dove si estende un ambiente sommerso che conserva tracce di millenni di storia e una biodiversità marina sorprendente.

Uno dei siti più noti è la secca di Capo Graziano una zona archeologica sottomarina situata al largo dell’omonimo promontorio. Qui nei fondali sabbiosi e rocciosi sono stati scoperti i resti di numerosi relitti antichi risalenti all’età del bronzo e all’epoca romana. Si tratta di un vero e proprio cimitero di navi naufragate lungo le rotte commerciali che attraversavano il Tirreno meridionale. Le campagne di ricerca subacquea condotte dalla Soprintendenza del Mare e da università italiane ed europee hanno permesso di individuare carichi di anfore ancore in piombo e resti lignei che testimoniano l’importanza strategica di Filicudi nei traffici marittimi antichi.

La posizione dell’isola infatti la rendeva un punto di sosta per le navi che dalla costa siciliana si dirigevano verso l’Italia centrale la Sardegna e la Spagna. L’ossidiana estratta nei millenni passati dai vulcani dell’arcipelago era uno dei beni più preziosi commerciati in epoca preistorica e proprio nei fondali di Filicudi sono stati rinvenuti strumenti in pietra e materiale litico associati a questo commercio.

Dal punto di vista naturalistico i fondali di Filicudi si distinguono per la loro varietà di ambienti. Pareti rocciose che scendono a strapiombo nel blu secche ricoperte di coralli e gorgonie grotte sommerse e distese di posidonia si alternano offrendo habitat ideali per una fauna marina molto ricca. Cernie murene saraghi polpi aragoste e banchi di barracuda sono solo alcune delle specie che si possono osservare durante le immersioni. Le acque profonde e trasparenti rendono Filicudi una meta ambita dai subacquei esperti in cerca di esperienze autentiche e lontane dai circuiti del turismo di massa.

Particolarmente suggestiva è l’area dello scoglio della Canna un faraglione alto circa settanta metri che emerge dal mare a nord dell’isola. Intorno ad esso i fondali si aprono in una distesa blu abitata da grandi pesci pelagici e da praterie di posidonia che oscillano con la corrente. Lì vicino si trovano anche lo scoglio Montenassari e lo scoglio Giafante dove le immersioni rivelano paesaggi vulcanici sommersi con fessure canyon e pareti colonizzate da organismi coloratissimi.

Un altro punto d’interesse è la Grotta dei Gamberi situata nei pressi di Punta Perciato una cavità sottomarina a circa trenta metri di profondità popolata da migliaia di gamberi rossi che la rendono unica nel suo genere. L’ingresso è stretto e riservato a sub esperti ma l’interno offre uno spettacolo raro con i crostacei che tappezzano le pareti e creano riflessi di luce surreali.

Negli ultimi anni Filicudi è al centro di iniziative di protezione e studio dei suoi fondali. L’area marina non è ufficialmente un parco protetto ma la comunità locale insieme ad associazioni ambientaliste e centri diving promuove una cultura della sostenibilità che punta alla tutela degli ecosistemi marini. Le immersioni sono regolate e alcune zone vengono monitorate per garantire il rispetto della fauna e della flora.

La presenza di delfini tartarughe marine e occasionalmente di capodogli nel tratto di mare attorno all’isola aggiunge un ulteriore valore alla biodiversità di quest’area. I pescatori di Filicudi da sempre in equilibrio con il mare partecipano spesso a progetti di citizen science e raccolta dati contribuendo attivamente alla conoscenza e alla salvaguardia dell’ambiente marino.

Filicudi quindi non è solo un luogo di bellezza naturale incontaminata ma anche un crocevia di storie sommerse e di vita marina ancora vibrante. I suoi fondali raccontano di commerci antichi di natura vulcanica di creature che si muovono tra silenzi profondi e correnti misteriose. Esplorarli con rispetto significa entrare in contatto con una parte nascosta ma fondamentale dell’identità eoliana un patrimonio fragile e prezioso che merita di essere conosciuto protetto e tramandato.

Le Isole Eolie sono uniche.

Stromboli

Le Isole Eolie sono un arcipelago vulcanico situato a nord della Sicilia, nel Mar Tirreno, e fanno parte della regione Sicilia, in provincia di Messina. Composte da sette isole principali – Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi – rappresentano un patrimonio naturale, culturale e geologico di eccezionale valore. Dal 2000 sono state inserite nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO per la loro importanza vulcanologica e paesaggistica.

Ogni isola possiede caratteristiche uniche. Lipari è la più grande e popolata, centro storico e culturale dell’arcipelago, sede del Museo Archeologico Regionale eoliano. Salina è la più verde, nota per i suoi vigneti e per la produzione della malvasia e dei capperi. Stromboli e Vulcano sono i vulcani attivi dell’arcipelago: il primo offre spettacolari eruzioni visibili anche di notte, mentre il secondo è celebre per i fanghi termali e le fumarole. Panarea è la più piccola ma anche la più mondana, frequentata durante l’estate da turisti e personaggi famosi. Filicudi e Alicudi sono le più remote e selvagge, ideali per chi cerca silenzio, natura e autenticità.

Le Eolie sono abitate fin dal Neolitico, grazie alla presenza dell’ossidiana, un vetro vulcanico usato come strumento da taglio e oggetto di commercio in epoca preistorica. Nel corso dei secoli, l’arcipelago ha visto il passaggio di Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni, che hanno lasciato tracce nei villaggi, nei reperti archeologici e nelle tradizioni locali.

Oggi le Eolie sono una meta turistica molto apprezzata, soprattutto in estate. Tuttavia, anche nei mesi meno affollati offrono esperienze straordinarie: escursioni ai crateri, passeggiate nei borghi, visite ai siti archeologici, immersioni tra fondali ricchi di biodiversità e resti di relitti romani.

La cucina eoliana è semplice e gustosa, basata su prodotti locali: pesce fresco, ortaggi, capperi, olive, malvasia. Tra i piatti tipici ci sono la pasta alla eoliana, la caponata, i totani ripieni e il pesce al forno con erbe aromatiche.

Le isole sono collegate alla terraferma siciliana da traghetti e aliscafi, principalmente in partenza da Milazzo, ma anche da Messina, Palermo e Napoli durante l’alta stagione. L’accessibilità può essere condizionata dal meteo, soprattutto in inverno, quando le corse possono subire variazioni o cancellazioni.

Visitare le Eolie significa immergersi in un ambiente di grande bellezza naturale, dove la forza del fuoco e del mare si uniscono alla storia millenaria e alla cultura mediterranea. Un arcipelago che sa affascinare con i suoi contrasti: tra isole vulcaniche e villaggi bianchi, tra silenzi profondi e venti impetuosi, tra la lentezza della vita isolana e la potenza dei fenomeni naturali.

E poi le Eolie continuano a sorprendere anche oltre la superficie visibile.

Chi si spinge nei sentieri meno battuti scopre luoghi quasi intatti, antichi terrazzamenti in pietra, muretti a secco, resti archeologici nascosti tra la macchia mediterranea e case rurali in pietra lavica. Gli escursionisti trovano percorsi panoramici che si snodano tra fumarole, vecchi crateri spenti, vigne abbarbicate su terreni scoscesi, e viste sul mare che sembrano uscire da un altro tempo.

Ogni isola custodisce il proprio ritmo: a Filicudi il tempo rallenta davvero, con scale in pietra al posto delle strade e tramonti silenziosi. Alicudi, senza veicoli, vive ancora come un secolo fa. Salina, con i suoi due coni vulcanici, è un paradiso verde, coltivato e curato. Lipari, pur più turistica, resta un punto d’incontro tra passato e presente, con botteghe, artigiani e resti greco-romani sparsi per il centro storico.

Anche d’inverno, quando tutto sembra fermarsi, le Eolie rivelano il loro volto più intimo: pescatori che riparano le reti, mareggiate che battono le scogliere, borghi addormentati dove si sente solo il vento o il rumore dei passi. È la stagione della solitudine, ma anche dell’autenticità.

C’è chi torna ogni anno per l’atmosfera unica, chi sceglie di viverci tutto l’anno nonostante l’isolamento, chi le visita solo una volta ma le porta con sé per sempre.

Le Eolie non sono solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da attraversare. Un equilibrio tra forza primordiale e vita semplice. Un arcipelago che non si dimentica.

Il meteo alle Isole Eolie è caratterizzato da un clima mediterraneo con estati calde e secche e inverni miti e più piovosi

Durante l’estate da giugno a settembre le temperature variano dai 25 ai 35 gradi il cielo è quasi sempre sereno le piogge sono molto rare il mare è calmo e ideale per nuotare e fare escursioni in barca mentre la brezza marina rinfresca le giornate anche se a volte può alzarsi il maestrale

In inverno tra dicembre e febbraio le temperature scendono tra i 10 e i 15 gradi le piogge sono più frequenti soprattutto tra novembre e gennaio i venti da nord come tramontana e maestrale possono rendere il mare mosso o agitato e causare sospensioni nei collegamenti con la terraferma

Nelle mezze stagioni come aprile maggio e ottobre il clima è molto piacevole le temperature oscillano tra i 18 e i 25 gradi ed è un periodo perfetto per il trekking e per vivere le isole in modo più tranquillo senza l’affollamento estivo

Le Eolie offrono quindi esperienze diverse a seconda del periodo chi cerca mare e vita all’aperto troverà l’estate perfetta mentre l’inverno è ideale per chi desidera silenzio natura e autenticità.

Eolie, forse non tutti sanno che…

Forse non tutti sanno che…

Lo Scoglio della Nave è uno dei pittoreschi isolotti e scogli vulcanici che circondano l’isola di Panarea nell’arcipelago delle Eolie. Si trova a sud-est dell’isola, vicino agli altri celebri faraglioni: Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Lisca Nera e Bottaro.

Perché si chiama Scoglio della Nave?

Il nome deriva dalla forma, che ricorda vagamente una nave affiorante dal mare. Visto da alcune angolazioni, soprattutto dal mare, sembra una carena rovesciata o un relitto.

Caratteristiche:

È uno scoglio scuro di origine vulcanica, privo di vegetazione.

Disabitato e inaccessibile, ma molto suggestivo dal punto di vista paesaggistico.

Frequentato da diportisti e subacquei, che lo ammirano durante le escursioni attorno a Panarea.

Ambiente circostante:

Le acque attorno sono trasparenti e profonde, ideali per lo snorkeling.

Vicino si trovano fumarelle sottomarine gas vulcanici che risalgono in bolle. 

Fa parte dell’area marina protetta, quindi la navigazione e la pesca sono regolamentate.

Ecco i principali siti scogli e isolotti attorno a Panarea, con curiosità geologiche e mitologiche:

Basiluzzo:

Il più grande dei satelliti di Panarea, disabitato.

Antico cono vulcanico emerso, con pareti a picco e resti romani villa, vasche.

Spettacolare per escursioni in barca e snorkeling.

Dattilo

Scoglio verticale, molto stretto, simile a un dito da cui il nome.

Spettacolare al tramonto, cambia colore con la luce.

Base rocciosa ideale per immersioni.

Lisca Bianca

Prende il nome dal colore chiaro della roccia alterata da fumarole.

Nelle acque circostanti si vedono fumarole sottomarine bolle vulcaniche che risalgono.

Luogo magico, spesso avvolto in vapori leggeri.

Lisca Nera

Quasi completamente sommersa, difficile da vedere: pericolosa per la navigazione.

Probabile cratere vulcanico affondato.

Inaccessibile ma misteriosa, affascina chi ama geologia e leggende.

Bottaro

Vicinissimo a Lisca Bianca, famoso per le emissioni di gas sottomarino CO2.

Le bolle creano un effetto “acqua che bolle”: ottimo spot per immersioni.

Fa parte della zona protetta A dell’area marina.

Scoglio della Nave

Già citato: ricorda una nave sommersa.

Suggestivo da lontano, solitario e scenografico.

Il clima estivo delle Isole Eolie giugno–settembre è caldo, secco e ventilato, tipicamente mediterraneo, ideale per mare e vacanze all’aperto.

Temperature medie:
Giugno 24–28°C di giorno, 18–22°C di notte
Luglio–agosto 28–34°C di giorno, 22–26°C di notte
Settembre: 25–30°C di giorno, 20–24°C di notte

Vento:
Sempre presente, specialmente il Maestrale da nord-ovest e la brezza marina.
Rende il caldo più sopportabile e ideale per chi va in barca

Mare:
Temperatura dell’acqua tra 23 e 27°C da giugno a settembre
Perfetta per nuotare, snorkeling e immersioni

Pioggia:
Rarissima in estate, quasi assente da metà giugno a fine agosto
Settembre può avere qualche giorno più variabile, ma resta secco

Ore di sole:
Fino a 12–14 ore di luce al giorno
Tramonti spettacolari, soprattutto da Salina, Filicudi e Stromboli

In sintesi: clima ideale per chi cerca mare, natura, sole e zero umidità.

L’inverno alle Isole Eolie dicembre–febbraio è mite, umido e ventoso, con temperature più alte rispetto al resto d’Italia, ma con giornate brevi e frequenti piogge.

Temperature medie:
Minime 10–12°C
Massime 14–17°C
Rare le gelate o il freddo intenso, ma può fare fresco soprattutto con vento

Pioggia:
È la stagione più piovosa
Dicembre e gennaio sono i mesi con più precipitazioni
Le piogge sono spesso brevi ma intense.

Vento:
Spesso forte, soprattutto Scirocco caldo e umido e Maestrale freddo e secco.
Il mare può essere mosso, e i collegamenti via nave o aliscafo a volte sospesi.

Sole:
Giornate corte, con 5–7 ore di luce
Ma ci sono anche giornate limpide e piacevoli

Natura:
L’isola è verde e rigogliosa, la terra si riposa
Ottimo periodo per chi cerca tranquillità totale, passeggiate solitarie, silenzio e panorami suggestivi.

È una stagione adatta a scrittori, escursionisti e chi ama l’isolamento autentico.

In inverno, le Isole Eolie offrono un’esperienza diversa, più intima e autentica, lontana dal turismo di massa. Ecco cosa puoi fare:

Escursioni nella natura
Salina, sentiero per Fossa delle Felci (con vista su tutte le isole)
Lipari, trekking tra Quattrocchi, Pianoconte e le cave di pomice.

Filicudi, percorso da Valdichiesa a Filo Braccio
Stromboli trekking fino all’Osservatorio zona sicura, anche d’inverno.

Esplorazione vulcanica
Passeggiata sul cratere spento di Vulcano
Vista notturna delle eruzioni dello Stromboli da Ginostra o Ficogrande.

Relax e silenzio
Ideale per scrivere, meditare, leggere, fotografare
Alcuni B&B o case in affitto restano aperti per chi cerca isolamento creativo.

Sapori locali
Trattorie aperte tutto l’anno soprattutto a Lipari e Salina.
Degustazione di Malvasia, capperi e conserve locali.
Acquisto diretto da produttori formaggi, marmellate, vino.

Fotografia e pittura
Luci invernali forti e limpide, mare in movimento, cieli spettacolari.
Pochi turisti libertà totale di esplorare

Per chi ama il mare anche d’inverno.
Clima mite: si può fare kayak, snorkeling (con muta), o anche brevi bagni nei giorni più caldi.

Feste religiose locali.

Natale e Capodanno in stile isolano
Processioni e piccole sagre (dipende dalla comunità.

Nota: molte strutture chiudono tra novembre e marzo, quindi conviene organizzarsi in anticipo, soprattutto per:

– Alloggio
– Traghetto (le corse sono meno frequenti).
– Ristoranti aperti.

Gli scogli Gianfante e Montenassari si trovano a sud-ovest di Filicudi, al largo di Capo Graziano, e fanno parte del suggestivo arcipelago minore che circonda l’isola.

Scoglio Gianfante :

Il nome “Gianfante” (o “Giafante”) richiama “gigante” nel dialetto eoliano.

È uno scoglio imponente e isolato, dalla forma squadrata.

Secondo la tradizione popolare, rappresenta un gigante pietrificato che sorvegliava l’isola.

Luogo molto amato da pescatori e subacquei per la bellezza delle acque e dei fondali circostanti.

Scoglio Montenassari

Più piccolo e meno noto del Gianfante.

Si trova poco distante da esso, nello stesso tratto di mare.

Il nome potrebbe derivare da antiche parole legate alla navigazione o alla forma dello scoglio.

Caratteristiche comuni

Acque limpide, profonde e ricche di vita marina.

Ottimi punti per immersioni e snorkeling, anche se servono condizioni di mare calmo e buona esperienza.

Non accessibili a piedi, si raggiungono solo in barca o kayak.

Entrambi gli scogli sono parte dell’area marina protetta di Filicudi.

Sono spesso presenti nelle leggende locali enella memoria dei pescatori, che li considerano punti di riferimento e zone di rispetto.

Le Viscere dei Vulcani!

Le viscere delle “mie” isole. Vulcani Parte II

Raccontarvi della vita eruttiva di Vulcano è relativamente semplice se paragonata a quella del mio vulcano “del cuore”, lo Stromboli. Se è impossibile prevedere quando Vulcano tornerà alla fase eruttiva, lo stesso non può dirsi di “Iddu”, Lui, come viene affettuosamente chiamato dagli abitanti delle Isole Eolie. Il vulcano più conosciuto delle Eolie, infatti, è in perenne attività: le eruzioni sono continue, più volte all’ora, ma sono particolarmente piccole e non superano le decine di metri cubi di magma. Persino i fenomeni estremi, i  cosiddetti “parossismi” – violente e improvvise esplosioni, che formano delle colonne eruttive che  si sono verificate solo quattro volte negli ultimi vent’anni – hanno un volume che è solo tre volte più elevato delle eruzioni ordinarie. Sempre il Dottor Coltelli che ci aiutato a capire meglio l’attività eruttiva di Vulcano ci dice che lo Stromboli è comunque un vulcano pericoloso oltre a rappresentare una rarità: sul pianeta ne esiste solo un altro con le stesse caratteristiche, che si trova alle isole Vanuatu e si chiama Yasur. Poi c’è Vulcano, la cui attività è totalmente slegata da quella dello Stromboli. È un vulcano più convenzionale, ma desta maggiore preoccupazione perché quando esplode emette milioni di metri cubi di lava. I suoi volumi eruttivi sono impattanti per la dimensione dell’isola e sono comparabili alle eruzioni esplosive dell’Etna. E del resto è qui che i romani e i greci hanno collocato il dio dei vulcani. Questo significa che nell’antichità la sua attività era considerata più forte di Stromboli. Vulcano, infatti, passa gradualmente da periodi in cui è quiescente – caratterizzati comunque da forti emissioni di gas e piccoli terremoti sotterranei – alla fase eruttiva.

Nel farlo, mostra una serie di variazioni: risale il magma e fa crescere l’emissione di gas, oltre a rompere la crosta terrestre creando terremoti di bassa intensità; ma fa aumentare anche la temperatura delle falde acquifere sottostanti, e allora sì che si genera una forte sismicità. È un percorso lento e complesso che spesso e volentieri “abortisce” esaurendosi. Come è successo dall’88 al ‘93, quando si è verificata la crisi più importante, poi rientrata. La stessa situazione sembra si sia riproposta a settembre 2021. Nonostante questa periodicità, per Vulcano, è tutto difficilissimo da prevedere.

Lo Stromboli invece, dal punto di vista statistico è uno dei pochi vulcani sulla terra in attività quasi continua e  costituisce la più settentrionale delle sette Isole Eolie. Il suo edificio si alza più di 920 metri sopra il livello del mare, ma la sua base si trova a una profondità di circa 2000 metri sotto il livello del mare. A dispetto di quanto possa sembrare “tradizionale” vedendolo arrivare dal mare in barca a vela con quella sua forma conica perfetta fatta di lisce pendici che si tuffano nel mare profondo, lo Stromboli è un vulcano molto complesso dal punto di vista vulcanologico. Questa complessità rispecchia la sua intera storia che è caratterizzata dalla crescita e successiva distruzione di una serie di edifici vulcanici. La vita di ciascuno di tali edifici sembra terminare con un collasso di settore, cioè una voluminosa frana di roccia, che lascia una enorme nicchia, o un anfiteatro,  di “collasso”. Dopo il collasso più recente, circa 5000 anni fa, un nuovo edificio ha cominciato a costruirsi all’interno dell’ultima nicchia di collasso, che è conosciuto come “Stromboli attuale”, il cui versante attivo costituisce la Sciara del Fuoco. La sciara del fuoco è tecnicamente una depressione, un pendio naturale che dal cratere del vulcano prosegue fino al mare. Al di sopra di essa si trova un rande cono piroclastico in cui ci sono i tre crateri che nel caso di eruzioni più importanti ci regalano uno spettacolo unico: i lapilli e le rocce infuocate scendono lungo la sciara fino ad unirsi all’azzurro del mare. I crateri sommitali di questo edificio si trovano ad una quota di 750 m circa, cioè più di 100 metri al di sotto del punto più alto del vulcano. Immediatamente sopra l’area craterica (anche conosciuta come “terrazza craterica”) si erge il Pizzo sopra la Fossa, destinazione di molti visitatori che permette una vista spettacolare verso l’interno dei crateri. Da diversi decenni, si sono potuti distinguere tre crateri principali attivi, uno nell’estremità nord-est dell’area craterica, uno al centro, ed il terzo nella parte sud-ovest. Ognuno di questi crateri contiene diverse bocche eruttive, la cui quantità e le cui dimensioni variano a seconda dei livelli dell’attività eruttiva. In periodi di attività più intensa, il numero di bocche in attività può essere fino a 10. I crateri attivi sono luogo di un’attività persistente, in corso da diversi secoli, che normalmente consiste in piccole esplosioni ben separate tra loro, con lanci di frammenti di lava incandescente e variabili quantità di cenere fino a qualche decina o centinaio di metri sopra le bocche. Le esplosioni al solito durano qualche secondo o decina di secondi, e sono ben separate tra loro, con intervalli che possono variare fra un minuto e diverse ore. Tale attività viene chiamata “stromboliana”. Durante i periodi di attività più accentuata, alcune bocche producono un’attività di lancio di brandelli lavici quasi continua (“spattering”), che raramente possono portare alla formazione di piccole colate di lava intracrateriche, come alla fine di agosto 2009 e il 7 gennaio 2010. Eruzioni con emissione di colate laviche (trabocchi dai crateri o apertura di nuove bocche effusive fuori dai crateri) avvengono ad intervalli irregolari (mediamente una o due volte per decennio) e portano alla temporanea cessazione dell’attività stromboliana persistente ai crateri sommitali. Le colate possono raggiungere il mare, dove si formano delta lavici che al solito vengono rapidamente erosi dall’azione del mare. Tali effusioni possono avere durate fra pochi giorni e molti mesi. Durante l’eruzione del 2002-2003 ad esempio le effusioni suddette durarono addirittura 206 giorni. L’inizio di un’effusione lavica spesso è accompagnato da forte attività esplosiva ai crateri sommitali. E tuttavia il fenomeno più pericoloso nell’attività dello Stromboli sono esplosioni più grandi rispetto all’abituale attività stromboliana, cosiddetti “parossismi”. Molti di questi eventi lanciano bombe e blocchi di dimensioni plurimetriche nell’area sommitale (il Pizzo sopra la Fossa). Durante i parossismi più forti, la ricaduta di materiale piroclastico incandescente può causare incendi nella vegetazione sulle pendii esterne del vulcano. I parossismi più forti negli ultimi 100 anni sono stati quelli del 3 luglio e 28 agosto 2019. Un enorme boato, poi l’eruzione ed il terribile video della nube di fumo nero che insegue la barca a vela  sono immagini che fanno il giro del Mondo. Lo Stromboli regala emozioni via terra e via mare e mai avvicinandoti a lui, hai il sentore di essere in pericolo. Sembra che ogni volta crei un pretesto, una circostanza per avvertire con i segnali giusti chi si trova in un punto pericoloso che è il momento di allontanarsi. A protezione dei suoi abitanti che, fedeli, non abbandonano le sue sponde e a ptrotezione anche dei suoi ammiratori che con il naso all’insù ne sondano , talvolta sconcertati, le sue terrificanti meraviglie Iddu erge un muto viatico, una scappatoia che ci permette di girargli le spalle quanto basta per poi rivoltarsi a salutarlo per un’ultima volta, quasi fossimo tutti incapaci di dirgli addio davvero. E’ quasi umano il suo modo di agire, brontolare, borbottare, tornare alla quiete. Sarà per questo che di fascino ne ha da vendere come pochi altri siti al Mondo.

Va a spiegarlo al mare…

Vai a spiegarglielo il mare a chi lo guada e vede solo acqua […]. Penso fermamente che sarebbe così che risponderei se mi chiedessero cosa ha di diverso il mare delle Isole Eolie rispetto a tutti gli altri paesaggi marini del Mediterraneo. Approdare qui in barca a vela è vivere di fatto la sensazione di essere sull’”Isola dell’Isola” dove perciò la dimensione insulare è ancora più ancorata nelle abitudini e nei gesti della gente del poste. Il mare delle Isole Eolie risente di questa lontananza dal Continente. Perde tutte le caratteristiche del mare della costa e si fa “profondissimo” in tutte le possibili accezioni di questo termine. Il mare è l’elemento distintivo della dimensione insulare, il confine geografico di questi territori, ma anche un valore profondamente intersecato alla storia e alla vita stessa di queste comunità, ricco di affascinanti dettagli, generoso verso i suoi visitatori . Avvolgente sempre, una miriade di sensazioni ed emozioni. I paesaggi costieri e marini sono lo specchio delle tonalità del cielo, delle stagioni, degli eventi atmosferici, della natura delle rocce; sono la tela sulla quale il vento e la luce dipingono scenari sempre nuovi ed intriganti. Sotto la superficie, grazie alle escursioni organizzate dai diving locali, si può andare alla scoperta di relitti, di una flora e di una fauna ancora incontaminate, per la tutela delle quali le Isole Eolie sono destinate a breve a diventare un’Area Marina Protetta; ma questo repertorio di bellezza è accessibile anche per coloro che – senza “inclinazioni” subacquee – indossano soltanto una maschera e si avventurano tra pesci, molluschi e piante acquatiche, compagni ideali di rigeneranti e rilassanti nuotate. E’ uno snorkeling accessibile a tutti, fatto di mare calmo, caldo e di tranquillità dove sia i grandi che i piccini si divertono. Chi rimane in barca a vela con noi, a bagnarsi di sole, non sarà meno stupito di fronte alla varietà delle scogliere disegnate dalla lava, delle spiagge contornate da falesie, dei litorali bianchi di pomice o neri di sabbia vulcanica, di ciottoli e di pietre la cui consistenza e forma muta da un’isola all’altra, sulle tracce di magici nomi di incantevoli spiagge come Pollara a Salina, Valle Muria a Lipari, Puntazze a Filicudi, Bazzina ad Alicudi, Sabbie Nere a Vulcano, Cala Zimmari a Panarea, Piscità a Stromboli. Vivere in barca a vela il tour delle Isole Eolie è come vivere il mare dal mare in una dimensione tutta nuova ed inesplorata poiché spostandosi da un’isola all’altra, degustando in barca le prelibatezze locali, si scoprono luoghi, baie ed anfratti altrimenti inaccessibili. Classificare le baie e le spiagge delle Sette Meraviglie è praticamente un’impresa titanica semplicemente perché si rischia di tralasciarne qualcuna. Ognuna caratterizzata da una peculiarità, ma tutte accomunate dallo splendore del mare sopra e sotto il livello dell’acqua…danno prova del loro essere indimenticabili. L’isola di Panarea, la più piccola delle Sette è solitamente quella in cui approdiamo per prima. Qui si può entrare in contatto con un’atmosfera di pace e di tranquillità a Cala Junco, che può essere annoverata a buon diritto tra le baie più spettacolari di tutto l’arcipelago. E tuttavia sempre a Panarea è doveroso far tappa anche alla Cala degli Zimmari, resa indimenticabile dal colore della sua sabbia, tendente al rossastro. La spiaggia della Calcara offre, invece, sensazioni uniche perché consente di passeggiare su un terreno riscaldato in modo piacevole dalle fumarole.  Per noi che arriviamo in barca a vela questo spettacolo si apre facilmente ai nostri occhi una volta lasciatasi alle spalle Lipari ed aver percorso appena un’ora e mezza di navigazione. Cala Junco si apre ai nostri occhi in tutto il suo “blu” che incornicia una costa aspra ed irsuta fatta di piccoli altipiani dove si conservano resti archeologici di storica importanza. Per arrivare qui se si stati a fare una passeggiata in paese o nelle altre baie della zona, i percorsi da seguire sono piuttosto facili: è sufficiente incamminarsi lungo sentieri avvolti dalla natura. La forma di Cala Junco è quella di un piccolo anfiteatro, che è circondato e incorniciato da formazioni rocciose a dir poco inusuali su entrambi i lati: lo scenario con cui si ha a che fare è quello di una piscina naturale a cielo aperto dove avventurarsi a fare il bagno è un’esperienza unica. La morfologia particolare della cala assicura un riparo eccellente anche per le nostre barche a vela che si ancoreranno qui per la notte ma è anche la ragione per la quale essa veniva impiegata, all’epoca del villaggio preistorico di cui vi ho parlato, come darsena. Meritano una foto soprattutto le tonalità cromatiche delle acque della baia, cangianti e quasi da cartolina, dal turchese al verde smeraldo, passando per il blu intenso. Navigando verso l’Isola di Vulcano che noi abbiamo programmato nel nostro tour settimanale come ultima isola da visitare non possiamo fare a meno di imbatterci nella Baia di Sabbie Nere. Tutto il paesaggio attorno primo fra tutti il colore non può che suggerirci che si tratta  di una baia di origine vulcanica e lo scenario è reso speciale proprio dal contrasto tra il colore nero delle piccole pietre laviche e la trasparenza dell’acqua di un mare cristallino. Le stesse pietre, per altro, per effetto dei raggi del sole hanno un aspetto paragonabile a quello dei cristalli, a dimostrazione di come non esistano emozioni più straordinarie di quelle offerte dalla natura. Altra tappa da non perdere a Vulcano è la Grotta del Cavallo, nome suggestivo per ancor più suggestivo sfondo. Essa è incastonata in un anfiteatro naturale e deve il nome a un masso il cui profilo ricorda la testa di un cavallo. Al suo interno ci sono gallerie, laghetti e curiose volte a cupola modellate dall’erosione della roccia ad opera del vento e del continuo andirivieni del mare. Ed infine è solo grazie al nostro girovagare in barca a vela che potremmo ammirare, appena adiacente alla Grotta del Cavallo un altro scenario inusuale, un anfratto raggiungibile solo via mare , un anfiteatro naturale cinto da rocce di basalto e tufo in cui il mare acquista una tonalità magica grazie appunto alle rocce che ne rifrangono il colore intenso. Lipari è la pima isola che vedremo navigando verso Panarea, ma la ritroveremo anche alla fine della settimana ed il primo scenario che si apre a noi uscendo dal porto di imbarco è, per vicinanza, la spiaggia bianca delle Cave di Pomice. Anch’essa di origine vulcanica, ha un fondale marino caratterizzato dalla presenza di sedimenti della bianca pomice, e non è esagerato sostenere che quello offerto è uno spettacolo che ha pochi eguali nel resto del mondo. Chi vuol concedersi un bagno lo può fare a qualunque ora del giorno, anche di primo mattino, dal momento che le acque del mare sono molto più calde rispetto a quello che ci si aspetta e questo vale per tutte le isole. Non c’è niente di più entusiasmante di un bel tuffo dalla prua della barca a vela  proprio dirimpetto ai pontili  che in epoca passata venivano utilizzati per trasportare i beni che venivano estratti dal mare. Mare che oggi come allora mette in mostra un turchese molto più che intenso.

“Il mare non cambia mai e il suo operare, per quanto ne parlino gli uomini, è avvolto nel mistero” diceva Joseph Conrad….mai come qui alle Isole esso si fa compagno dell’uomo, complice della sia irrequietezza e compagno del suo girovagare. Alimenta quel senso di mancanza di confine che solo un orizzonte visto da una barca a vela può dare […]

I tramonti delle Isole Eolie

Tramonti alle Isole Eolie.

I tramonti delle Isole Eolie sono sempre diversi, possono cambiare a secondo dell’isola dove vi trovate, dal meteo del momento, dal vostro umore. I più belli e più fotografati sono quelli visti dall’isola di Vulcano dalla Baia di Ponente dove il sole che ha maturato luce e colori per tutto il giorno, pian piano scende dietro l’orizzonte tra le Isole antistanti, ovvero Alicudi e Filicudi. Il sole si tuffa nel mare dopo averci scaldato tutto il giorno. La storia antica di queste isole ha fatto si che tutti i piccoli centri abitati, piccoli paesi, nascessero ad est sulle coste orientali, questo perché i venti forti predominanti creano forti mareggiate da ovest / nord Ovest pertanto le coste più riparate sono quelle che guardano la Calabria. Questo però fa si che dai paesi non si possa vedere il tramonto in mare, il sole infatti tramonta dietro le colline o le piccole montagne delle stesse isole pertanto solo navigando intorno all’isola si riesce a scrutare un tramonto in mare, oppure come detto dalla Baia di Ponente che dal nome stesso si intuisce essere aperta ad ovest. Navigheremo facendo il periplo delle isole all’inseguimento dei tramonti più belli…la barca a vela e l’esperienza dei nostri skipper permette di accedere alle baie più belle e talvolta inaccessibili via terra in modo che  possiate godere di un esclusivo fine giornata facendo ciò che più vi piace, rilassandovi, leggendo oppure preparandovi ad uscire per la sera. Le Isole Eolie sono una fucina di sorprese sia dal punto di vista naturalistico che enogastronomico  ed ovviamente dal punto di vista dell’accoglienza. I nostri skipper che navigano qui da anni per tutto il periodo estivo conoscono gran parte delle persone che vivono a terra e quindi sarà per loro facilissimo consigliarvi ed anche accompagnarvi alla scoperta dei siti più belli da visitare e luoghi da scoprire. La barca a vela ancorata in baia è un punto di appoggio stabile per tutta la giornata. Dal mattino, momento in cui ci sveglieremo e prepareremo una suggestiva colazione ammirando i colori tenui delle prime ore del giorno e godendo delle brezze leggere che cullano la barca a vela alla fonda. Proseguiremo poi mollando gli ormeggi ed avviandoci con una breve navigazione verso l’isola successiva dove il vostro skipper avrà organizzato l’ancoraggio per la sera. Ma prima ci soffermeremo per il pranzo, rigorosamente in mezzo al mare e lontano dai luoghi più turistici per godere di un fresco brunch tutti insieme. Un bagno è d’obbligo e soprattutto vi consigliamo di armarvi di pinne, maschera e boccaglio per divertirvi a fare u po’ di snorkeling. La “tabella di marcia” ed il tour settimanale delle isole eolie è studiato in modo che posiate ammirare anche via mare quello che di pìù bello le isole offrono. Il giorno dell’ancoraggio serale a Panarea ad esempio sarà doveroso portarvi a fare una nuotata a Lisca Bianca, isola vulcanica anch’essa che offre lo spettacolo subacqueo delle esalazioni sulfuree che creano uno flusso ininterrotto di bollicine che esalano  dal terreno verso la superficie come se ci trovassimo sopra un camino vulcanico, ma totalmente innocuo. I fondali di Panarea, ma anche quelli di Vulcano, Lipari, Salina sono in parte rocciosi ed in parte sabbiosi e creano anfratti spettacolari e dai colori che niente hanno da invidiare a quelli caraibici e d’oltreoceano. Le acque molto calde delle isole eolie per via sia della loro origine vulcanica ed il loro ergersi immediatamente sopra una camera magmatica che abbraccia la Sicilia tutta, sia anche in parte per riscaldamento climatico che interessa tutti i mari, Mediterraneo compreso  ospitano una grande varietà di specie marine in fondali non profondi e vicino alla costa. Calarsi in mare direttamente dalla scaletta della barca a vela vi darà un senso del godimento del mare totalmente nuovo. Un altro sito da non perdere assolutamente è l’immersione anche e solo a pelo della superficie dell’acqua per i non temerari  nelle grotte sulla costa ad ovest di Lipari…gli skipper della nostra flottiglia le hanno recentemente “avvistate” durante le loro settimane di charter e le hanno ribattezzate “le grotte di Baia Meraviglia”. Rispetto alle più conosciute Grotte di Filicudi sono sicuramente meno frequentate e sono molto più suggestive perché più profonde e dove è possibile con facilità arrivare in tender accompagnati dal vostro skipper. Un altro sito accessibile solo via mare che vi lascerà senza fiato per il suo specchio di acqua trasparente dovuto ad un fondale sabbioso chiaro e finissimo è la baia della Pomice sulla costa est di Lipari a cui arriveremo proprio il primo giorno come inaugurazione della nostra crociera. Sullo sfondo un vecchio sito di estrazione della pomice, tutto intorno barche a vela alla fonda con la prua al vento ed un totale relax. Anche dal punto di vista enograstronomico le Isole eolie su retaggio dei sapori della Sicilia ha una cultura culinaria invidiabile fatta di sapori semplici, profumi della terra ed aromi avvolgenti in cui sono le materie prime di indiscussa qualità a creare piatti semplici ma estremamente d’effetto. I primi di mare dove il pesce spada e la spatola accompagnati da una base di olio evo, capperi e pomodorini creano sapori sublimi., Uno dei nostri preferiti che sarà meta del vostro tour settimanale è il ristorante Pescecane sul corso di Lipari. L’ambente familiare e sinceramente cordiale  assieme ai piatti della tradizione eoliana rimarranno senza dubbio in memoria e palato. Una delle nostre location preferite per piatti, simpatia ed originalità di impostazione culinaria è il The King of Fish a Vulcano gestito dal nostro caro amico Gianluca e dal suo entourage che, nato come semplice pescheria in riva alla costa di Levante di Vulcano ha cominciato un  girono dopo l’altro ad offrire assaggi agli avventori della pescheria creando cosi un incessante andirivieni di clienti pronti a fare incetta di assaggi e spesa di pesce freschissimo ed appena pescato…negli anni si è trasformato in uno dei ristoranti di crudità di mare più rinomati di tutte le isole. Per ultimo, ma solo per assoluta reverenza nei confronti di questo locale che è una vera e propria istituzione nell’arcipelago delle isole eolie e conosciuto anche in continente è “Alfredo” a Salina, l’isola tinta di un verde lussureggiante e quasi tropicale i cui paesini sono intervallati da colline coltivate a capperi e vitigni di malvasia a perdita d’occhio. Alfredo è il nome del proprietario storico nonchè fondatore di questo locale affacciato sul mare nel paesino di Lingua vicino alle saline e al faro. Famoso pe le sue ineguagliabili granite da gustare al mattino accompagnate dalla Briosche “cu u’ tuppu” oppure come dessert alla sera dopo aver cenato con l’assaggio del famoso “Pane Cunzatu”, letteralmente pane condito…ma ad essere sinceri questo appellativo non rende giustizia a questa fetta di pane croccante condito con olio evo del posto e sormontato letteralmente da una cupola di ingredienti sapientemente abbinati che spazia dai pomodorini, alla crema di ricotta, ai capperi, alla cipolla, al tonno rosso affumicato che creano un’armonia di sapori sublime. Un morso Di Isole Eolie ad ogni assaggio. Questo e tanto altro in una settimana in barca a vela con noi […]

Storiche varie…

Il mare è un grande amplificatore dei sentimenti. Ho sempre sostenuto che se stai bene e vai per mare starai benissimo, ma se stai male e vai per mare starai malissimo. Isolarsi su di una barca in mezzo a tanta acqua dove le immagini davanti ai tuoi occhi sono ripetitive, stimolanti per la riflessione ed il pensiero, inizia immancabilmente una ricerca di te stesso o di quello che non vorresti e la dove niente può distrarre il tuo stato d’animo, ma può essere solo alimentato in senso positivo o negativo, inizia il viaggio e la resa dei conti, perché in mare si diventa lo specchio di noi stessi, in mare ti ritrovi faccia a faccia con i tuoi demoni ed è qua che gli devi sconfiggere. Quando varcherai il molo del prossimo porto, sarai tu al comando della tua imbarcazione o saranno loro, non vi sarà nessun compromesso!  Navigare alle Eolie tra terre ciclopiche, vulcaniche dalla lunga e ricca storia di popoli e di avventurieri che sono passati da qua, può aiutare a capire il mare, il posto e soprattutto noi stessi. La vita è una navigazione senza sosta, e la navigazione in queste isole siciliane può essere un concentrato di esperienze che ripetono in breve la vita di tutti noi.

Infatti:

Odissea di Omero:

si narra che le Isole Eolie ospitarono Ulisse reduce dalla guerra di Troia. Si racconta che Eolo lo ospitò e gli donò un otre di pelle dentro la quale erano chiusi i venti contrari per la navigazione. La leggenda dice che, durante il viaggio, Ulisse fece soffiare solo il dolce Zefiro ma mentre egli dormiva, i suoi compagni, credendo che l’otre fosse piena di tesori, l’aprirono liberandone i venti che scatenarono una terribile tempesta dalla quale si salvò solo la nave di Ulisse.

“E giungemmo all’isola Eolia. Qui dimorava Eolo, caro agli dei, figlio di Ippota. L’ isola errava nuotando. Un muro la cinge bronzeo; e liscia s’innalza una rupe. Dodici figli con lui nel palazzo vivevano. La casa odorosa riecheggia al suono dei flauti finchè il giorno dilegua; Poi quando licenza gli chiesi di andarmene non rifiutò, ma prese a cuore il mio viaggio; spogliò delle cuoia un bove novenneun otre ne fece, e dentro vi chiuse dei venti ululanti le vie: custode l’aveva dei venti fatto il cronide, e poteva quieti tenerli o incitarli a sua voglia. Nella concava nave con lucida fune, argentea, l’otre legò, di guisa che fuori neppure un alito uscisse; ma solo il soffio di Zefiro per me liberò che la nave benigno spingesse per noi”.

Alexandre Dumas:

Fece il suo primo viaggio in Italia del 1835 durante il quale passò da Genova, Livorno, Roma, Napoli dopodiché raggiunse la Sicilia e le isole Eolie. Rientrava in un più grande progetto che aveva come obiettivo la scoperta delle radici della cultura mediterranea. Dopo analoghe richieste al governo francese non andate a buon fine, fu finanziato da sottoscrittori privati fra i quali c’era anche Victor Hugo.

L’escursione alle Eolie si svolge dal 6 al 9 settembre 1835. Fra i compagni di viaggio citati nel diario ci furono l’amico Jadin e il cane Milord, ma è storicamente dimostrato che il gruppo fu accompagnato anche da Ida Ferrier, l’amante di Dumas, che però stranamente non viene mai citata. Come in un giallo, anche Dumas stesso viaggiò sotto falso nome.

Il viaggio si compie a bordo di una barca, chiamata speronana un tipo di imbarcazione lignea leggera e veloce lunga circa 15 metri dotata di una carena affilata che terminava con uno sperone (o tagliamare). Era attrezzata con una vela latina e dotata di quattro rematori al comando del capitano Arena, il personaggio che ha ispirato il titolo originale dell’opera.

Il Viaggio

La speronara lascia il porto di Palermo nella mattinata di lunedì 6 settembre, il martedì mattina sosta brevemente ad Alicudi e nel pomeriggio giunge a Lipari tramite il canale tra Lipari e Vulcano. Sbarcati con non poche difficoltà, i nostri viaggiatori vengono accolti nel convento dei Francescani poiché ai tempi a Lipari non c’erano alberghi. Qui conoscono il Governatore della città e visitano le cave di pomice.

Il mercoledì 8 settembre mattina partono per Vulcano dove saranno ospiti dei figli del generale Nunziante e ritornano a Lipari nel pomeriggio per poi fare rotta in serata verso Panarea, dove arrivano la mattina di giovedì, 9 settembre. Qui sostano a lungo presso lo scoglio di Lisca Bianca, poi fanno incetta di gamberi e aragoste a Panarea, cacciano conigli a Basiluzzo e verso sera arrivano a Stromboli per ammirare col favore del buio lo spettacolo pirotecnico del vulcano lungo la sciara di fuoco. La mattina del venerdì, 10 settembre, effettuano la scalata al cratere per riprendere infine la strada del ritorno.

Altre notizie:

Dopo il periodo fiorente dello stile di Diana, in cui l’ossidiana era stata la fonte di ricchezza per l’isola, la rivoluzione conseguente all’avvento della metallotecnica comporta due fattori di impoverimento per Lipari e tutte le Eolie. Il primo, immediato, è la sostituzione dell’ossidiana con il bronzo più facilmente lavorabile, meno fragile e non dipendente da una singola fonte di approvvigionamento. Il secondo fattore consegue al miglioramento della marineria dotata di navi più moderne, anch’esse legate alla disponibilità del metallo, che consentono di intraprendere navigazioni più lunghe e non più legate ai percorsi costieri o limitate agli spostamenti a vista. Quindi, pur partendo sempre dalla Anatolia, le rotte commerciali non passavano più obbligatoriamente per lo Stretto di Messina e le isole Eolie ma, attraverso Malta ed il Canale di Sicilia, aprivano nuovi mercati in Sardegna, in Francia ed in Spagna e da qui, oltre le Colonne d’Ercole, sino alle lontane Bretagna e Cornovaglia.

“La Sicilia è il paese ricco di risorse non sfruttate e abitato dai Ciclopi selvaggi, i pericoli dello stretto sono emblematizzati nella leggenda dai due mostri Scilla e Cariddi che ne ostacolano il passaggio ai naviganti. Al di là dello Stretto sono le Planctai, le isole vaganti, le cui fosche cime sono sempre avvolte da una nera nube, il paese dei Lestrigoni mangiatori di uomini, le sirene incantatrici dei naviganti, l’isola della maga Circe. Ma vi è anche Eolia, l’isola galleggiante circondata da un muro di bronzo nella quale regna Eolo il re giusto ed ospitale, dispensatore dei venti, che accoglie benignamente Ulisse e gli dona l’otre del vento favorevole perché possa tornare in patria”.

Infatti sfruttando la capacità di navigare acquisita mediante i commerci di ossidiana, la conformazione dell’arcipelago che sembra strutturato ad arte per raccogliere i naviganti provenienti dal Nord e per proteggerli da ogni vento, la presenza di Stromboli che ancora i Romani definivano il Faro del Mediterraneo per la sua visibilità sia di giorno che di notte nonché la posizione geografica centrale rispetto al Mediterraneo, sfruttando tutto ciò la popolazione eoliana ha raggiunto in questo periodo una posizione preminente nel commercio dello stagno proveniente dalla lontanissima Cornovaglia.

In questo periodo, a partire da XVI secolo a.C., si assiste ad una larga diffusione in tutte le isole dei prodotti egei e contemporaneamente ad uno spostamento dei villaggi dalle amene posizioni dei secoli precedenti a posizioni fortificate più difendibili. Sono frequenti i ritrovamenti di macine per il grano, di trituratori e di altri oggetti di chiaro utilizzo sociale; nel Castello di Lipari è stata trovata, databile intorno al 1580 a.C. una forma di arenaria per la fusione di oggetti in bronzo. Nel suo complesso la prima età del bronzo nelle isole Eolie va dal XVIII secolo a.C. sino alla fine del XV con una durata di circa 400 anni. Il periodo successivo, tra il 1400 ed il 1300 a.C., detto della media Età del bronzo, è caratterizzato da inumazioni singole rannicchiate entro grandi vasi (pithoi) normalmente chiusi da una lastra di pietra; di esse sono stati trovati molti esempi in una zona ai piedi del Castello (oggi piazza Monfalcone) attualmente conservati nel Museo archeologico di Lipari. Le ceramiche sono molto lavorate e assumono la forma di orci globulari e bottiglie ma anche di amuleti in terracotta e monili. A Lipari è stata ritrovata una forma di fusione per spade mentre a Panarea una per braccialetti. Gli scambi non sono più solo con l’area di cultura greca od orientale ma anche con quella italica ed egiziana: nella tomba di Amenophis IV (1372-1355) sono state trovate ceramiche di tipo identico a quello sopra citato, sono state anche ritrovate diverse ceramiche nuragiche nelle isole, che testimoniano un traffico commerciale tra la Sardegna e Lipari. Intorno al 1250 tutto ciò si interrompe bruscamente. Delle isole Eolie non rimane altra traccia se non il ricordo persistente nel mondo greco di cui risuona larga eco nei racconti dell’Odissea.

Tanti motivi per non innamorarsi delle Eolie!

Non innamorarti delle Eolie

Navigare alle Isole Eolie.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Ti legherai all’albero maestro, ma a differenza di Ulisse lo farai per non andartene, per non abbandonare il dolce dondolio del mare che come una madre premurosa ti culla giorno e notte.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Perché anche se mancherà il vento per aprire le vele, la brezza del mare ti accarezzerà, setosa e instancabile. Ti addormenterai sulla prua, che da superficie dura diventerà il materasso su cui dormirai.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Del loro mare blu zaffiro, trasparente e sfaccettato come un diamante, azzurro come il topazio. Fremerai dalla voglia di buttarti a capofitto in quelle acque, di farti abbracciare dalla loro freschezza. Il rumore del motore ancora accesso, il tuo ultimo impedimento prima di congiungerti con quelle acque, sarà fastidioso e martellante, ma infine tacerà.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. In mare i ritmi cambiano, rallentano senza fermarsi. Imparerai che il ritmo convulso della tua vita ordinaria mal si addice al navigare. Azione e reazione si dilatano, seguendo i tempi del mare, Lui, capo indiscusso. Ad un occhio inesperto può sembrare che in mare le azioni rallentino; invece, una semplice manovra è il risultato di un susseguirsi di molteplici piccole azioni che portano al risultato sperato. La tempesta che sopraggiunge dall’orizzonte sembra lontana, eppure il capitano lascia la sua amaca per preparare la partenza. Tira, sciogli le cime, ritira l’ancora, prepara la direzione, controlla il vento, gira la chiave. Ecco, tutto è tranne che girare una semplice chiave e partire.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Perché quel ritmo lo ritroverai anche nei locali, che vivono le loro esistenze con i ritmi dettati dal mare e dal navigare. Si fa, si agisce, ma come se si dovesse governare una barca, con i suoi riti e le sue regole. Il ‘click, fatto’, il ‘subito e qui’ non esistono: ogni cosa ha i suoi passaggi da rispettare. E lo farai tuo questo andare, al punto che già al molo, il giorno del ritorno, la frenesia dei controlli per imbarcarti sull’aliscafo ti farà inorridire.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Perché quella calma potrebbe essere interrotta violentemente da una burrasca e vedresti con quale forza le cime che legano la barca al molo tirano per allontanarsi dalla terra. Una spinta tale che l’unica soluzione che resta è tagliarle di netto. E la burrasca sarà capace di atterrirti e allo stesso tempo richiamarti a lei.

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Perché ti innamorerai dell’eleganza di Panarea, dell’asprezza di Filicudi e Alicudi che ti portano in un’altra dimensione. Ti innamorerai di Lipari, centro nevralgico, che raccoglie in sé l’eccitazione dell’arrivo e la malinconia del ritorno; Salina, con le sue strade lanciate sul mare, il profumo di pane cunzato e capperi; Vulcano e le sue spiagge nere, e l’odore di zolfo che permea l’aria. Soprattutto Stromboli, casa di Iddu, con i suoi vicoli bianchi che si inerpicano ai piedi del vulcano, le sabbie nere di lava raffreddata. Non ci sono lampioni a Stromboli, è il cielo a indicare la via, per i più fortunati la luna piena che sovrasta l’isola. Quando è sveglio Iddu, lo spettacolo degli spruzzi di lava, che come i getti di una fontana illuminano per un istante la sommità del vulcano, potrai goderteli da una terrazza, oppure in barca di fronte alla Sciara.

Stromboli Terra di Dio

Non innamorarti delle Eolie, non farlo. Perché scoprirai cosa vuol dire navigare, essere circondati dal mare che tutto amplifica. Mare che può essere compagno o nemico, dolce o funesto, amante o traditore. Eppure, lui non è senza marinai e loro non sono senza di esso. Un legame che per alcuni non si formerà, per altri diventerà il pensiero recondito che dà piccoli colpetti nella testa per ricordati che lui è lì ad attenderti. La salsedine attaccata alla pelle, la schiuma bianca che segna il passaggio, le onde inarrestabili: tutto di lui ti mancherà, e attenderai la prossima opportunità per vederlo, come le mogli dei marinai che aspettano il loro ritorno. Non innamorarti delle Eolie, così si scrive: Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto tra un’isola che ho appena lasciato e un’altra che devo raggiungere».

Non innamorarti delle Eolie, non farlo….. oppure tornerai, tornerai, ternerai !!

Occhi del mare!

…us seen by the sea!!

Isole Eolie

Vedere attraverso le lenti del mare è un privilegio che va capito, assaporato e vagliato costantemente quando si naviga in barca a vela. E’ un racconto di poesie, storie, profumi, visioni che forse solo un Arcipelago come quello delle Isole Eolie sa dare. Ci stiamo avvicinando verso la parte più remota , più isolata e non metaforicamente incontaminata di tutte le Isole. Ci siamo lasciati Capo Graziano a Filicudi alle spalle e decidiamo, in accordo con tutto il nostro equipaggio che rimarrà con noi per ben due settimane, di continuare la navigazione in quella che chiamiamo la “golden hour”, il sole che ha attraversato il suo punto più alto e che comincia la sua discesa all’orizzonte. Ci stiamo dirigendo verso Alicudi. L’isola più ad occidente di tutto l’arcipelago. Dista 34 miglia marine da Lipari, ed è piccolissima. Pensate che la sua superficie è di appena 5 kmq! È caratterizzata da coste molto ripide ed aspre, ed è abitata esclusivamente sul versante meridionale. Conta circa 40 residenti! Vi pare semplice un confronto con le metropoli che conosciamo e che magari qualcuno di noi abita? Arduo compito quello di mettere a confronto realtà inconfrontabili. Visitare, vedere, sintonizzarsi con quest’isola è quanto di più lontano siamo abituati a fare quotidianamente nei nostri spostamenti terricoli. Dalla forma quasi perfettamente conica, incontaminata, aspra e solitaria, Alicudi offre scenari dalla tipica ambientazione mediterranea tra terrazzamenti con muretti a secco, splendidi scorci di blu e piccole barche di pescatori. l borgo di Alicudi è composto da cinque piccole frazioni sparse sull’isola. Tra queste Alicudi Porto, la principale contrada dove si trovano gli unici due negozi di generi alimentari di tutta l’isola e l’ufficio postale. Ricordate di portare contanti, perché ad Alicudi non troverete bancomat, e tutto ciò che vi occorre! Le altre frazioni sono Contrada Tonna, San Bartolo con l’omonima chiesetta, Contrada Pianicello, che ospita una comunità tedesca, e Contrada Sgurbio, un piccolo agglomerato urbano composto solo da cinque case. Ad Alicudi non ci sono strade, non ci si muove in macchina, non si affrontano percorsi di qualsivoglia genere “motorizzati”. Ad Alicudi ci si muove a piedi, un passo dopo l’altro oppure a dorso di mulo lungo le mulattiere appunto che si snodano sul pendio irto dell’isola e che conducono alla cima. Lo scorrere lento del salire è scandito dal tacchettare degli asini che, sferrati, per evitare scivolamenti, aiutano noi umani nel difficile compito di trasportare lungo il sentiero qualsiasi cosa provenga dalla terra ferma…cibo, acqua, bagagli dei villeggianti, scorte invernali…ed anche all’occorrenza pacchi di Amazon! Se volete esplorare l’isola a piedi potreste seguire questo itinerario di 4,5 km che richiede circa 5 ore.

Vulcano Isola

Si parte da Alicudi Porto e ci si inoltra in salita tra le case del borgo, lungo le ripide scalette che portano alla Chiesa del Carmine, con l’insolito campanile separato dall’edificio. Seguite il percorso segnalato in azzurro che offre bellissime viste sul mare e il borgo. In meno di 20 minuti si raggiunge, dunque, la chiesa di San Bartolo, costruita nel 1821 sui resti di un edificio settecentesco. E “Bartolo” qui è in ogni dove…patrone delle Isole Eolie, è il nome più diffuso di tutte le Isole equi viene celebrato il 28 di agosto. Dal sagrato terrazzato si vedono Filicudi e Salina. Superate la cisterna alle spalle della chiesa e imboccate il sentiero sulla sinistra per salire fino alla Contrada Montagna, un tempo la più popolata dell’isola ma oggi completamente abbandonato. La contrada era importante non solo per la sua posizione da cui controllare l’arrivo di eventuali attacchi dal mare, ma anche per la sua vicinanza agli unici campi coltivabili dell’isola. Si prosegue lungo il sentiero delimitato da muretti a secco che attraversa la pianura costellata da mannare, costruzioni in pietra che ospitavano il bestiame e custodivano gli attrezzi. Si arriva poi al bordo di una falesia sulla costa occidentale dell’isola che offre una vista favolosa sullo scoglio Galera. Se volete poi raggiungere il punto più alto di Alicudi, bisogna tornare indietro fino al pianoro di Montagnole e così raggiungere la vetta. Lungo il cammino vedrete il Timpone delle Femmine, ovvero alcune fenditure nella roccia che servivano da rifugio alle donne durante le incursioni dei pirati. Arriverete quindi al Filo dell’Arpa, il punto più alto dell’isola, a 675 metri, che si raggiunge tramite ripidi scalini. È il cono di un vulcano ormai spento che si inabissa per oltre 1500 metri nelle profondità del mar Tirreno. La vetta prende il nome dalla poiana (arpa in dialetto siciliano). Infine si prosegue lungo il sentiero in discesa lungo il brullo versante sud-orientale dell’isola, per attraversare la Contrada Pianicello, passare accanto alla cappella di San Giuseppe e ritornare infine al porto di Alicudi. Gli escursionisti più esperti possono esplorare gli altri itinerari tracciati, una quindicina in totale, indicati con cartelli di diverso colore. Scoprirete strette mulattiere lastricate e antichi sentieri che dal porto conducono alle altre contrade dell’isola e alla vallata dove un tempo colava la lava del vulcano prima di riversarsi in mare. Non è un percorso breve ne facile, ma è imprescindibile per carpire i segreti di questi luoghi. In un’isola dove esiste la Scuola Elementare più piccola di tutta Europa che vanta solo tre scolari, cosa se ne può capire se non mescolandosi alle gente del luogo che inevitabilmente ci ferma lungo il sentiero per offrirci anche una breve sosta? Incontriamo salendo, tra un sorso d’acqua e l’altro per tenere a bada l’arsura, Bartolo! Un ometto ben vestito, per niente affaticato sull’ottantina che a testa bassa e con in mano un bel trancio di tonno imbustato appena preso al porto ai pescherecci, intavola con noi un leggerissimo discorso sulla giornata appena trascorsa sull’isola, ma allo stesso tempo in modo tanto gioioso e carico di pathòs che saliamo tantissimi gradini con lui che ci spiega, mano a mano il perché qui i numeri civici delle case ad ambo i lati siano esattamente quelli del numero del gradino su cui ci troviamo…perché era la cosa più semplice da fare!

…to be continued…

…solo e sempre Isole Eolie!

Navigare alle Isole Eolie è come passeggiare sul mare attraversando piccoli stretti che le separano e le rendono accessibili con poche miglia di navigazione. L’arcipelago è un misto di storia, sapori, divertimento e marinità che si è espressa in passato con navigatori esploratori e trasporti di cabotaggio, poi come marinai pescatori che tutt’oggi vivono di pesca ed abitano i paesi presenti su ogni isola, ma quello che ha portato ricchezza e benessere per tutti gli isolani che hanno resistito senza migrare negli anni duri verso l’America è il turismo. Lipari è il centro di raccolta e smistamento di tutti gli arrivi, questo paese sotto il Monastero, permette di dirigersi verso tutte le località balneari non solo dell’isola stessa ma anche delle sorelle, Panarea, Stromboli, Salina, Filicudi e Vulcano… e perché no! Alicudi la più lontana ed eremita di tutte.

Perché quando i velisti parlano delle Isole Eolie, si preoccupano subito della sicurezza e della praticità degli ancoraggi? Perché quando si parla delle Isole Eolie da visitare in barca a vela, sembra che siano Isole per conoscitori dei luoghi o di esperti velisti? Un motivo c’è, ed è dovuto al fatto che le Isole non si sono mai trasformate per accogliere un turismo di massa, ma sono rimaste come erano 100 anni fa, senza porti turistici, senza grandi complessi turistici sia a terra che in mare come aree attrezzate. Questo però non significa che non sia possibile visitarle in sicurezza. Le nostre barche come quelle di altre società di charter che sono presenti da oltre venti anni sulle Isole, navigano in sicurezza grazie alla conoscenza dei luoghi, infatti è possibile trovare ancoraggi in bassi fondali di sabbia dove trascorrere la notte, baie riparate dai venti predominanti del periodo estivo come il maestrale, il ponente e quando vuol fare un po’ di brutto tempo lo scirocco. Muoversi alle Isole Eolie con discrezione come se fosse una danza tra le isole, rispettando il loro modo di accoglierti diventa piacevole e divertente, solo così ti senti parte integrante di questi luoghi che straordinari sono grazie al loro aspetto primordiale, jurassico.

Si, perché le Eolie sono isole che offrono paesaggi che se pur legati tra loro dal mare e dal paesaggio vulcanico hanno delle differenze importanti tra di loro, queste possono essere legate alle spiagge presenti solo su alcune isole come Panarea, Vulcano, Lipari e Stromboli, ma completamente assenti su isole come Salina, Filicudi ed Alicudi. Le loro differenze sono importanti anche selle dimensioni dei paese, che si distinguono tra piccoli borghi di pescatori dove non sono presenti più di dieci / quindici case con pochissime persone che vi abitano come Ginostra di Stromboli oppure Pecorini a Mare di Filicudi, a cittadine se pur contenute come il paese principale di Lipari dove si può trovare oltre ad una popolazione numerosa come diecimila abitanti a tutti i servici di cui si necessita per viverci in estate come di inverno. C’è inoltre da dire che questo paese è collegato alla Sicilia con aliscafi e traghetti con partenze ogni ora nel periodo estivo con una graduale diminuzione nel periodo invernale.

Passare una vacanza alle Isole Eolie, vissute in mare su di una barca a vela che naviga nell’Arcipelago piuttosto che a terra nei resort, nelle case vacanza, negli alberghi, significa poter entrare in contatto con la loro realtà naturale, vulcanica, marina e perché no culinaria. Gli isolani ormai abituati ad ospitare il turista sono molto ospitali e riescono con poco a farti sentire a casa, l’accoglienza legata alla loro presenza ma anche alle strutture ben organizzate permettono di passare una vacanza soggiornando in modo comodo, elegante e piacevole.

La danza delle barche che navigano e gli alberi che come aghi cucino gli stretti, le verdi vette dei vulcani ormai spenti, oppure attivi ed importanti come Stromboli e Isola di Vulcano, i boschi delle felci, i golfi che offrono riparo alle barche che riposano come gusci di noci, i capi bianchi di pomice, camminare su sentieri e raccogliere le ossidiane, pietre lucide vitree uscite dai crateri durante le eruzioni, spiagge miste tra ciottoli e sabbia nera, sabbia bianche, le rocce laviche che per la loro forma sempre assomigliano o ricordano qualcosa, a volte fiamme, altre dinosauri, gli archi marini subacquei, gli archi che come finestre si affacciano sul mare, nel cielo stellato di una notte speciale. Piccoli paesi attaccati ai versanti più scoscesi arrivano sino al mare, piccoli moli, piccole barche di pescatori, i vicoli dei paesini così stretti dove la brezza marina abnita e rinforza, i sapori dei tipici piatti Eoliani, i frutti della terra le viti della Malvasia, i capperi, i fichi d’india, la frutta, la pesca del tonno, le cruditè di crostacei, i ricci. Le luci di notte, tenue timide di questi paesi dove l’illuminazione stradale non esiste, candele al vento sui muretti dei locali più di moda, luci soffuse che regalano atmosfere irripetibili, i locali per gli aperitivi, i ristoranti tipici, il pane cunzato da Alfredo a Lingua Isola di Salina, le granite siciliane, pasta con pane tostato, le due trattorie di Santa Maria di Salina ed i locali della movida di Lipari e Panarea, la terrazza dell’Ingrid a Stromboli con un panorama unico al mondo dove con un colpo d’occhio puoi vedere il sole tramontare all’orizzonte su di un mare calmo ed il crinale che sale al tuo fianco sino alla vetta del cratere che brontola, sbuffa, si fa sentire è lui “Iddù” il vulcano più attivo d’Europa.

Queste sono le Isole Eolie, un mix di meraviglie concentrato in poche miglia di mare, tutto quello che potresti trovare in un giro del mondo in barca a vela è qua a portata di mano, le Eolie, la Sicilia, l’Italia …

Passare una settimana partecipando ad una crociera in barca a vela è alla portata di tutti, sia sotto l’aspetto economico che pratico. Per navigare con noi non è richiesto mai, nessun tipo di esperienza, nessuna dote di marineria, nessuna attitudine velica, ma solo voglia di natura, mare, vento e naturalmente spirito di adattamento che verrà subito ripagato dalla gentilezza del mare, dall’accoglienza della barca, dal cullare delle onde amiche…