continua la Voglia di Navigare…

…il rientro a bordo dopo la serata a Stromboli non è mai uguale, c’è chi torna dal paese dopo aver fatto un shopping, un po’ di aperitivo e qualcuno magari si è avventurato a piedi verso i 400 metri passando dall’Osservatorio per vedere le attività vulcaniche da vicino, mentre i più audaci rientrano con i gommoni dall’escursione notturna verso la Sciara di Fuoco, infatti vedere i lapilli che escono dalla bocca del cratere lanciati in alto per oltre cento cinquanta metri per poi ricadere sul versante nord ovest, ovvero la Sciara di Fuoco ed arrivare sino al mare come punti luce nel buio della notte, ha un fascino irripetibile e anche inimitabile essendo Stromboli unico al mondo come tipo di attività, tanto è vero che il suo tipo di eruzione è Detta Scientificamente Attività Stromboliana.  

La sera è passata in allegria, il tempo è buono altrimenti non saremo qua, si perché Stromboli è un’isola che permette di essere visitata solo quando il tempo è buono, essendo priva di porto, ma anche con un ancoraggio davanti al paese molto aperto, dove spesso anche senza vento c’è onda da nord ovest.

Domani mattina dopo aver salpato e circumnavigato Strombolicchio, scoglio mistico ed Imponente sito davanti al paese Ficogrande finiremo il periplo di Stromboli passando davanti, stavolta di giorno, alla Sciara di Fuoco, nera come il carbone, liscia come la seta, la definirei lucida e calda, polverosa ed infuocata dove nessuno mai ha osato camminare, cercando di risalirla od attraversarla. L’acqua davanti alla sciara a pochi metri dalla costa sabbiosa è subito molto profonda, misura oltre 250 metri di profondità, ed ha un colore blu cobalto molto forte. Ed è emozionante fare il bagno, proprio quando non puoi neanche dare ancora e ti limiti a fare un tuffo veloce vicino alla barca, guardi verso il basso facendo snorkeling e vedi i raggi del sole che invano cercano la profondità, ma si esauriscono prima, facendo si, che pian piano quel blu diventi sempre più scuro fino al nero dell’abisso, nascosto e misterioso!

Ma il capitano non si ferma, naviga, naviga sino quando con rotta verso l’isola di Salina non decide di fare una sosta per il pranzo allo Scoglio della Nave, una fantastica baia giurassica sul versante ovest di Panarea, e si perché al ritorno Panarea è proprio a metà strada tra Stromboli e Salina. Quindi altro bagno in pochi metri di fondo, scogli, posidonia e pesciolini in cerca di cibo sono lo spettacolo che ci riserva questo fondale. Mentre gli ospiti fanno il bagno il Capitano prepara la sua pasta, oggi ci farà assaggiare la sua specialità di paccheri con i calamari, ovvero la calamarata del capitano. Dopo pranzo e che pranzo, ci sta la pennichella sul ponte al fresco del bimini, ma in realtà la barca riparte ancora l’instancabile capitano mette la prua verso Lingua località di Salina dove dopo aver fatto un ultimo bagno della giornata, scenderemo a terra per una cenetta tipica da Alfredo, rinomato bar ristorante dove fanno il pane Cunzato più buono della Sicilia, e la granita, soprattutto la granita… siciliana che più buona non c’è!!

Pane Cunzato Alfredo Lingua… Isola di Salina!

Belli satolli, soddisfatti e soprattutto dopo aver speso veramente poco, meno di una pizza, torniamo sulla nostra barca che ci aspetta all’ancora. Spostarsi di notte con il tender dalla barca alla terra ferma e viceversa è un’esperienza fantastica, quando il mare è fermo e si lascia accarezzare dallo scafo del gommone che muovendo il plancton fa diventare l’acqua fosforescente, “la scia si illumina come una chioma sogni e di stelle, di giorno come di notte, ed i miei sogni sono come l’acqua che scorre sullo scafo, arrivano passano e diventano ricordi di poppa, lascia la scia, lascia la scia… lascia che sia..!!    

Ci siamo appena svegliati, Salina ha una doppia montagna, sembra avere due gobbe altissime e ricche di vegetazione, probabilmente è l’isola più verde dell’arcipelago eoliano, il paesino di Santa Marina di Salina ci attende. Infatti perderemo la mattinata a girovagare tra vicoli stretti e bianchi il colore delle case eoliane, tutti in discesa verso il mare ed in fondo c’è sempre la vista di quel pezzettino di blu che è il mare ogni presente. Piccoli negozi le boutique di questo paesino, un paio di alimentari con frutta locale buonissima, i ristoranti non più di tre, qualche negozio di souvenir ed un paio di pasticcerie dove non puoi dire di no al cannolo siciliano o cassata per la colazione. Qua fa più caldo che a bordo e non possiamo tuffarci, dopo aver goduto di questa accoglienza di Santa Marina di Salina abbiamo capito che è il momento di tornare a bordo della nostra barca a vela, andremo a visitare Pollara prima di staccare alla volta dell’Isola di Filicudi.

Casa Di Neruda

Pollara oltre ad essere una baia dove l’Arco del Perciato sembra indicarne l’ingresso è anche un paese che sorge proprio sopra il faraglione che la sovrasta. Abitato da raccoglitori di capperi, gode di un fantastico panorama e di tramonti in mare che sono unici, Pollara è una delle rare baie delle Isole Eolie che permette di vedere il sole tramontare in mare stando all’ancora. Lo scoglio che sorge al centro della baia, sembra dividerla in due, infatti da un lato il fondale è più alto e si ancorano barche a vela, dall’altro lato dove non di sono più di un paio di metri, amano ancorarsi i motoscafi che hanno bisogno di meno profondità. Questo scoglio è famoso per essere abitato dalle Diomedee un uccello notturno che si distingue per il suo lamentoso canto notturno, solo chi ha avuto la possibilità di dormire una notte all’ancora qua a Pollara, ne ha potuto ascoltare il suono, forse un po’ inquietante, dato che sembra un neonato che piange!

Pollara è anche una località famosa per il film di Troisi, intitolato Il Postino, infatti la casa del Poeta Neruda dove Troisi nella veste del suo postino personale andava in bicicletta a portarli la posta, è situata sul crinale in alto a sinistra di questa baia, infatti si può intravederla anche dal mare, ma con un piccolo trucco, quando non è affittata a turisti si riesce a visitarla da vicino e magari scattare anche qualche foto dove proprio Lui, Troisi e Neruda sedevano sotto il portico cercando metafore…

To be continued…

La voglia di Navigare…

In tour alle Isole Eolie.

Isole Eolie Filicudi

Se ti accorgi che una piccola sensazione di libertà cerca di farsi spazio dentro di te, non soffocarla, portala con te sino a quando non sarà il momento di partire. Non abbiamo nessuna intenzione di scrivere slogan che catturino l’attenzione di chi legge, aspettiamo solo che tu ti presenti insieme a quella piccola sensazione di libertà che ti ha portato a cercarci, cercare le nostre barche, la prossima partenza! Vieni accompagnato da quella piccola sensazione di libertà ed avventura e noi l’accompagneremo insieme a te verso quella realtà che trasforma il sentimento in vita reale e concreta destinazione nell’Arcipelago delle Isole Eolie. Qua sognare è un diritto, navigare è un dovere, rilassarsi in brevi navigazioni tra un’isola e l’altra godendo delle brezze marine che spingono le vele delle nostre barche in modo dolce e costante.

Navigare tra Lipari e Panarea vuol dire domenica l’inizio della crociera settimanale, bagni alla Pomice in acqua caraibiche cristalline sopra finissima spiaggia bianca creatasi grazie a la polvere di pietra pomice, il pranzo e la pennichella del primo pomeriggio. Ma il capitano di li a breve salperà l’ancora alla volta di Panarea, 13 miglia nel canale a vela sotto la brezza di maestrale per poi dare fondo a Cala Junco. Qua lo scenario cambia totalmente, acqua trasparente su fondo di ciottoli, pietre piccole e rotonde levigate dal movimento ondoso che creano anche la spiaggia in fondo alla baia. Ai lati dell’insenatura irti scogli dominanti stile faraglioni, che seguendo un piccolo sentiero è possibile risalirli per godere del panorama, se non che visitare i resti in vetta al crinale dell’antico Villaggio dell’Età del Bronzo, 1200 AC. Ma la giornata non è ancora finita, salpiamo di nuovo ed andiamo a trovare l’ancoraggio per la notte in un baia protetta e vicino al paese per poter scendere più tardi a godere della movida di Panarea. Ultimo bagno a Cala Zimmari davanti alla sua fine spiaggia grigia amata dai bambini per i classici castelli di sabbia, e poi tutti in ghingheri per il paese.

Mistico Stromboli!

Chi vuole qua ha la possibilità di fare serata in locali tipici come il The Bridge, il Banacalì ed il più famoso Raya. Anche se in realtà questi locali prima di diventare discoteche nella tarda notte, offrono meravigliose location per l’aperitivo, infatti prima di cena grandi e piccini possono accomodarsi sulle loro magnifiche terrazze, e al momento del tramonto sorseggiare un aperitivo alcolico o analcolico immersi nei colori del crepuscolo che davanti al panorama composto dalle tante piccole isole davanti a Panarea creano una sinfonia di sfumature date sia dal sole che scende, ma anche dalla tipologia della pietra composta da materiali vulcanici come lo zolfo, la pomice e la pietra lavica nera, un paesaggio da immortalare nella mente per sempre. Tutti questi isolotti come Dattilo, Bottora, Lisca Bianca, Basiluzzo ed altri ancora saranno meta dei bagni di domani, naturalmente dopo una ricca colazione fatta a bordo ed un primo bagno in baia. Si perché svegliarsi al mattino e tuffarsi in mare al posto di lavarsi la faccia nel lavandino, è un buon modo per iniziare la giornata, parola di Capitano!

Al mattino salpiamo ancora e siamo solo a lunedì quando ci lasciamo cala Zimmari di poppa ed andiamo verso Lisca Bianca, qua faremo un bagno su di un sito famoso per la sua attività vulcanica sottomarina. Infatti in cinque, sei metri di acqua si potrà fare snorkeling su una miriade di bollicine che escono dal fondo, facendosi strada tra le rocce e salendo sino alla superficie, un’esperienza fantastica ed unica nei nostri mare. Vi sembrerà di nuotare sotto una pioggia che anziché scendere dal cielo, sale dal fondo del mare. Un acqua molto calda e limpida vi accompagnerà durante questa esperienza che non sarà l’unica che incontrerete in questo mondo primordiale chiamato Isole Eolie.

Ma il capitano non è mai stanco e dopo questo bagno a Lisca Bianca vi accompagnerà a Basiluzzo, qua il paesaggio cambia ancora una volta. Infatti si farà ancora snorkeling ma stavolta tra insenature frastagliate della costa est di questo isolotto, con passaggio di nicchie di roccia naturale sia in superficie che sottomarine per i più esperti nuotatori apneisti. Qua a Basiluzzo gli Antichi Romani avevano costruito una Villa per poter godere dell’attività termale che vi era, tutt’oggi vi è ancora la possibilità di vederne i resti sul fondo del mare a circa 4/5 metri di profondità.

Ma stasera dormiremo a Stromboli, detto Iddù, ovvero LUI il vulcano più attivo d’Europa se non che tra i più attivi del Mondo. Il Capitano ha aperto le vele e stiamo navigando a sette nodi verso l’isola più attesa, più spettacolare. Infatti stasera si potrà osservare l’attività straordinaria sia andando con dei gommoni locali in notturna davanti alla Sciara di Fuoco, sia risalendo il crinale sino ai 400 metri di altitudine di fianco alla Sciara, con la possibilità di cenare al Ristorante Pizzeria l’Osservatorio.

Splendore delle Isole Eolie!

Ma intanto stiamo navigando a vela sotto la solita brezza di nord ovest che ci porta di bolina da Panera a Ficogrande, il paese principale dell’isola. Si perché non è l’unico paese presente, Stromboli gode anche di un altro paesino piccolissimo Ginostra situato a sud ovest, e Piscità che è l’estensione più a ovest di Ficogrande. Il Capitano ammaina le vele la barca rallenta e gli ultimi metri verso l’ancoraggio li facciamo a motore, diamo fondo sulla sabbia, la prua si mette al vento è il momento dell’ultimo bagno prima del tramonto. Scendendo a terra in paese si respira un aria completamente diversa rispetto a Panarea, Stromboli infatti si presenta meno ordinata, direi spettinata, un’isola dal fascino partenopeo, un’isola di pescatori, di scalatori provenienti dal tutto il mondo, un’isola di turismo che dura tutto l’anno grazie al suo vulcano dall’instancabile attività. Ma non necessariamente Stromboli vuol dire salita o visita al Cratere, infatti il paese offre serate fantastiche tra piccole passeggiate nei suoi vicoli profumati di gelsomino notturno, pizzerie dalla pizza fantastica e locali come l’Ingrid dal sapore eoliano, con una mega terrazza che si affaccia dal lato giusto del tramonto per poter godere ancora una volta dei suoi fantastici colori mentre ancora una volta sorseggiate un ottimo aperitivo accompagnato da piccole prelibatezze culinarie tipiche di questo locale… Max il proprietario è amico del Capitano….

To be continued….        

Eolie in primavera…

Isole Eolie il risveglio della loro primavera!

Cappero, Isole Eolie.

Le Isole Eolie in questo periodo di inizio primavera iniziano lentamente a risvegliarsi, profumi della natura che si riprendono gli spazi sospesi nell’aria, il mare cambia colore e ed i riflessi tenui ed azzurri si rispecchiano su questi piccoli bianchi paesini sospesi tra terra e mare, dove è difficile trovare la linea di confine. Piccoli animali nel loro habitat isolano che riprendono le attività di riproduzione, ricerca del cibo e ripresa degli spostamenti in tutta libertà. Si perché come dice la parola stessa “natura” ovvero processo di nascita, che deriva dalla volontà di descrivere qualcosa che nasce, che cresce, NATURA la trasformazione del niente in tutto quello che ci circonda. Per questo voglio legare questo processo all’arcipelago eoliano che è lo specchio di questa trasformazione continua e perpetua, completamente naturale, dove ancora in modo primordiale si possono notare costantemente processi, attività e trasformazioni completamente naturali sulla superficie del mare, delle coste, delle loro piccole montagne spesso vulcaniche. I gabbiani iniziano a nidificare sugli isolotti disabitati come Bottaro e Lisca Bianca a Panarea, uno strepitio di versi legati al corteggiamento e all’atteggiamento tenuto durante la costruzione dei nidi, se non che per la difesa del loro territorio. Nel frattempo le piante iniziano a germogliare su Lipari e Salina, piccoli alberi da frutto come susini, peschi ed albicocchi mettono i primi bianchi fiori e le api cominciano a frequentarli andando a prelevare i primi pollini dopo un inverno lungo e senza cibo. In mare il periodo dell’amore è già iniziato da circa un mese, si perché come è solito dire il 21 febbraio inizia la primavera in mare, ovvero il periodo di corteggiamento e riproduzione della maggior parte delle specie di pesci.

Ovest di Filicudi, Montessori e la Canna.

Nelle Isole più lontane come Filicudi ed Alicudi  le porte le porte e le finestre azzurre delle case che sono rimaste chiuse per tutto l’inverno iniziano ad aprirsi lentamente con l’arrivo di chi in inverno non ha potuto dimorare sull’isola. I paesi come Pecorini a Mare e Filicudi Porto riprendono vita, le loro attività di piccoli negozi come l’unico panificio, la piccola alimentari, i ristoranti aprano e riprendono le loro attività lentamente in attesa dell’arrivo dei turisti. Nella baie gestite dai locali con attrezzature per l’attracco delle imbarcazioni vengono allestite per la stagione, si vedono i primi gavitelli a Milazzese, Drautto, davanti a Ficogrande, Isola di Stromboli, ma anche davanti a Marina Lunga a Lipari c’è fermento, le famiglie rinomate che montano i pontili galleggianti per l’attacco delle barche da charter sono già a lavoro. I sommozzatori stendono catenarie per serrare i pontili al fondo marino, con le loro piccole barche in legno dai colori marini sono già all’opera davanti alla spiaggia che ospita ormai da più di venti anni queste strutture puramente estive che veri porti non sono, ma permettono alle barche dato l’assenza di Marina attrezzati, di poter attraccare e poter scendere in paese. Paese di Lipari che forse è l’unico che nel periodo invernale non subisce un forte letargo, ma mantiene dato i suoi 10.000 abitanti presenti tutto l’anno, la maggior parte delle attività in funzione.

Viti, Malvasia delle Isole Eolie.

Sull’Isola di Salina le aziende vinicole seguono con attenzione le loro viti, per la Malvasia che dovrà crescere e maturare durante tutto il periodo estivo quando il sole e la terra di questi posti renderanno unica la vendemmia di settembre e come ogni anno ci sarà la possibilità di assaporare questi vini, quindi in questo periodo possiamo parlare anche del risveglio e delle crescita del vino che arriverà presto sulle tavole di tutti.

A breve su Isole come Salina, Filicudi, Panarea e Lipari si inizierà anche la raccolta del cappero, rigorosamente a mano ogni 8/10 giorni, il tempo che la NATURA impiega per rifiorire una pianta a cui vengono precedentemente raccolti i capperi e così avanti sino ad agosto. I capperi una volta raccolti vengono messi ad asciugare su teli di juta al fresco in modo da impedirne la sbocciatura, il cappero delle Isole Eolie è il re della cucina italiana.

Il risveglio delle Eolie è anche dato dal lento salire delle temperature che se pur miti anche in inverno, con l’arrivo della primavera si riesce ancor di più a godere di questo fantastico clima. La temperatura del mare sale ed i bagni in queste acque diventano piacevoli anche quando il tuffo si prolunga, infatti si possono passare anche ore in acqua nel periodo estivo senza mai avvertire una sensazione di freddo. L’acqua limpida ed i fondali molto ricchi di flora e di fauna sono un ottimi intrattenitori per lo snorkeling che spesso prevede anche la visita di meravigliose grotte marine e sottomarine. Alla Canna località dell’estremo lembo ovest di Filicudi, si può infatti visitare questo scoglio irto, alto ben 74 metri, emerge dritto fuori dall’acqua a mezzo miglio di distanza dalla costa dell’isola, creatosi grazie ad una eruzione verticale qualche milione di anni fa, dove anche l’erosione del mare e del vento a reso questa sua forma unica. Accanto a lui una piccola isola di pietra, Montessori, uno scoglio di modeste dimensioni con sopra un fanale per i naviganti. Questo isolotto dalla forma insolita, “la lava sembra aver creato delle lingue di fuoco color nero”, permette ai nuotatori arrivati in barca a vela, di fare un tuffo con maschera e pinne, facendone il giro in senso orario, per facilitare a chi nuota la fatica data spesso da una corrente locale, in modo da incontrare e di vedere anche alcuni passaggi sottomarini.

La Canna Isola di Filicudi.

Archi di pietra che permettono ai più esperti apneisti di entrare da un lato ed uscire dall’altro seguendo la luce del sole, con una immersione modesta di pochi secondi, ma di gran fascino!

Il risveglio estivo delle Isole Eolie è dato da tantissimi segnali, essi possono essere colori, sapori, odori e riflessi, ma anche dalle espressioni degli abitanti, dal loro fare, il rimettere in moto una piccola azienda di divertimento, cultura e tanta, tanta natura! Si perché l’aspetto fondamentale a cui fa riferimento questo articolo è la natura, intesa come parola di ripartenza, la rinascita di una estate come simbolo, come metafora della vita, delle nostre vite che troppo spesso in questi ultimi tempi sono state messe alla prova!!

Buon vento… Dabs

Eolie nel canto del canto…

Panarea mondana.

Quando si inizia a navigare l’entusiasmo prevale sulla consapevolezza e si affrontano navigazioni al di sopra delle proprie possibilità, mi riferisco a coloro che si cimentano al comando di imbarcazioni per le prime volte, le prime miglia da capitano. Succede a tutti è successo anche a me, il segreto sta nel resistere quel lasso di tempo che serve per imparare a capire che il mare non lo si domina, non lo si sconfigge, ma lo si rispetta e lo si teme, più si naviga e più si riesce a capire il concetto del rispetto e del timore verso di Lui. Si perché al contrario di altre discipline, il mare è quel contesto dove l’esperienza t’insegna a temerlo e non esiste persona che possa dire di conoscerlo così bene da averlo o poterlo dominare, ne assecondare. Quando intraprendi qualsiasi tipo di navigazione, Lui il mare decide se farti passare o meno, e se ti fa passare decide lui a quale prezzo! Il marinaio, teme di non esistere senza il mare, ma anche il mare potrebbe non esistere senza i marinai. E’ un’alleanza intima che si colloca solo attraverso un preciso equilibrio, chi non trova questo equilibrio o pensa di averlo trovato al punto di essere stabile, non ha capito il mare ed il mare anche se sa perdonare, prima o poi si può far sentire!!

Navigare alle Isole Eolie è un inizio ottimo per chi anche se non da capitano, si affaccia per la prima volta alla vita di mare, navigare nel mar eoliano mite, caldo e comodamente calmo, permette di assaporare sin dai primi momenti la vita di bordo nella sua essenza, il ritmo del sole che ti scalda la pelle, la rotazione delle stelle sulla testa durante le notti d’estate, nel vento che canterella nell’attrezzatura della barca, l’albero maestro che rolla al passare delle onde, e queste onde che si placano al ridosso delle baie protette come Cala Zimmari, Punta Milazzese, Cala Junco, Pollara, Rinella, Pomice, Valle Muria… si solo sono alcune di quelle baie giurassiche che si presentano navigando alle Eolie. L’acqua calda e le attività vulcaniche rendono ancora più piacevole i lunghi bagni da fare a Lisca Bianca, Dattilo, Basiluzzo e a Baia di Levante Isola di Vulcano, quando la sensazione di freddo non è mai abbastanza da farti uscire dall’acqua.

Malvasia delle Eolie

Ma anche la vita a terra sulle isole eolie non è da sottovalutare, vicoli di paesini incantati, dove si passeggia al calar del sole o dopo cena, visitando piccole boutique, gelaterie o ristoranti e tutto questo assaporando fantastici profumi rilasciati dalla vegetazione spontanea come il gelsomino notturno che emana il suo profumo solo dopo il tramonto. Siti archeologici come il villaggio dell’età del bronzo a Panarea, oppure insediamenti su Capo Graziano a Filicudi. Si può anche incontrare pescatori locali, le persone che vivono su queste isole spesso improvvisano ristoranti nelle proprie case, in location fantastiche, terrazze sul mare in pietra lavica, con apparecchiature dei tavoli davanti a fantastici panorami, due in particolare molto interessanti, quello di Pecorini a Mare, e quello a metà della scalinata degli asini sull’Isola di Filicudi. Dormire a Stromboli, sotto il vulcano ti fa provare sensazioni fantastiche, se sei in qualche stanza le porte e le finestre si muovono come spinte dal vento, ma in realtà sono gli spasmi del vulcano che trasmette continuamente movimento e vibrazioni a tutta l’isola. Per chi avesse voglia di fare una esperienza unica, può farsi accompagnare da alcuni battelli di notte a vedere la sciara di fuoco a nord ovest dell’isola. Queste barche altro non sono che gozzi e gommoni di locali che accompagnano turisti e non a vedere iddu dalla parte opposta dove si trova il paese di Fico Grande e navigando lungo le spiagge di Piscità si arriva sotto i lapilli e le eruzioni esplosive del vulcano che viste di notte sono uno spettacolo pirotecnico di luci e colori naturali, ma anche il tuono ed il respiro di una attività vulcanica unica al mondo e precisa come un orologio…

Litografia di Lipari

Naviga vela naviga tra queste meraviglie naturali che non finiscono mai di sorprenderti, sospinta dal vento cullata dalle onde, salpi, veleggi ed approdi di baia in baia su queste acque che talmente son chiare e trasparenti da pensare che niente hanno da invidiare ai Caraibi, tanto e vero che nella Baia di Ponente, Isola di Vulcano ci sono delle palme che ricordano tanti scorci caraibici e hanno molto di esotico.

Quello che però hai caraibi non c’è è la cucina di questi posti, si perché i piatti di queste isole favoriti di sapori dati dalla bontà dei prodotti della terra non hanno eguali. Frutta e verdura, trasformata in semplice insalate o dessert fanno si che tutto diventi buono e unico dai sapori irripetibili, la cucina eoliana è unica e gustarla in questo arcipelago diventa d’obbligo.

Le sette Isole, le Eolie, sono e rimangono un luogo che riesce a coniugare storia, natura, cibo, vacanze, locali notturni, baie giurassiche, barche a vela e mare in un modo che non è ripetibile in nessun altra parte del mondo. C’è un locale che si chiama The King of Fish dove si mangia il esce crudo più buono del mondo, tagliate e tartare di tonno, scampi crudi, gamberi di Marzara, gamberetti rossi di nassa, unici… il crudo più buono del mondo! E poi perché no, andare a Lingua da Alfredo per assaporare il famoso pane cunzato ed una granita siciliana fantastica come dessert…  Altri fantastici posti dove degustare potete incontrarli a Lipari lungo il Corso Vittorio Emanuele, posti come il Vicolo, la Kasbah e il Ristorante Pizzeria Pescecane hanno la capacità di elaborare piatti di cucina povera con un tocco di gourmet e delicatezza da renderli fantastici, per farti incontrare sapori degni di queste isole, inimitabili!!

Filicudi Grotta del Bue Marino

La vacanza in barca a vela è il mezzo che riesce a cucire tutti gli aspetti descritti, un full immersion in terra sicula, un’esperienza indimenticabile per molteplici aspetti, il tutto contornato da una semplice e rilassante navigazione estiva, spinti dalle brezze amiche di nord ovest si potrà infatti toccare ogni singola isola, prendendo e lasciando qualcosa su ognuna di esse…. Eolian Island !!!!

Il risveglio di Vulcano!

Vulcano apre le porte anche ai non residenti. L’articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del Sud del 31 Gennaio 2022.

Emissioni di gas al di sotto della soglia ritenuta pericolosa:

I Gas di Vulcano

Via libera, dopo oltre due mesi, all’ingresso a Vulcano ai non residenti. Lo prevede la nuova ordinanza di “Salute Pubblica” del Sindaco di Lipari Marco Giorgianni che entrerà in vigore da domani. Lo ha annunciato lo stesso cittadino eoliano durante un incontro tenutosi ieri con tutta la cittadinanza in noto locale dell’isola chiamato Bar del Porto.

I dati che arrivano in questo momento dalle strumentazioni poste sul cratere del Vulcano per quanto riguarda la CO2 nel centro abitato, ha evidenziato il Sindaco di Lipari seppure non siano ancora rientrati nella norma evidenziano che si è ben al di sotto della soglia individuata come pericolosa di, conseguenza, non ci sono più le condizioni per azioni esclusivamente tutelative e, quindi, di mantenere le precedenti restrizioni.

Ho anche preso contatto con la guardia medica per verificare se, in questo arco di tempo, ci sono stati abitanti che hanno accusato malesseri, collegati ai gas e la risposta è stata negativa.

La nuova ordinanza, definitiva di salute pubblica, che resterà in vigore per un mese (salvo mutazione dei dati) fissa di conseguenza tutta una serie di comportamenti ai quali attenersi e fare attenzione. Il provvedimento consentirà tra l’altro l’effettuazione da parte del Comune di Lipari, attraverso una ditta individuata di fare ulteriori rilievi di gas, in particolare in quelle abitazioni di non residenti che, proprio per il divieto di sbarco in vigore, in vigore sino ad oggi, sono rimaste chiuse e quindi non monitorate. Il Sindaco di Lipari Giorgianno ha anche annunciato che, nei prossimi giorni la Protezione Civile terrà un incontro con la cittadinanza dell’Isola di Vulcano per illustrare una propria ordinanza, in via di pubblicazione, “figlia” della dichiarazione dello stato di emergenza delle Eolie, deliberata a fine dicembre dal governo, con stanziamento di due milioni di euro. Ordinanza che prevede visto i fondi messi a disposizione, delle opportunità per il territorio, così come per quanto concerne l’acquisto di nuova strumentazione/implementazione dell’esistente per il monitoraggio del vulcano e la messa in sicurezza.

Stromboli al Tramonto

Le Isole Eolie non finiscono mai di stupirci, la loro attività vulcanica è in continuo cambiamento, infatti negli ultimi anni ci sono stati dei fenomeni che hanno destato interesse e preoccupazione. Anche l’ultima esplosione dello Stromboli fece preoccupare la popolazione sia per la sicurezza che per l’economia stessa dell’Isola. Tanto è vero che tutt’oggi le salite al cratere a piedi che si organizzavano con le agenzie locali, non sono ancora riprese. Per fortuna che i ragazzi della flottiglia delle barche a vela che ogni anno svolgono crociere nell’Arcipelago eoliano, si sono organizzati con imbarcazioni di alcuni locali e riescono anche di notte a far si che i loro ospiti, possano andare sotto la sciara di fuoco, e godere delle esplosioni e la caduta dei lapilli sino al mare. Stromboli di notte regala delle emozioni incredibili, se poi il vento è favorevole si sente anche il suo respiro e il gorgoglio prima di emettere un vero tuono e buttar fuori dal cratere magma, calore, luce e lapilli sino al mare, se non che tanto vapore acqueo…

Anche a Panarea nella fattispecie durante l’ancoraggio a Lisca Bianca si può godere di queste attività vulcaniche, facendo snorkeling proprio su di un fondale di 5 metri che dalle rocce emana una sorta di gas benefico, sembra termale, che nella risalita verso la superficie diventa uno spettacolo di colonne piene di bollicine, sembrano funi dal cielo, come a volte lo si può vedere nel cielo durante la pioggia.

Altri fenomeni si riscontrano in tutto l’Arcipelago eoliano, dato che ovunque si faccia un tuffo in mare si può vedere attività gassosa di risalita, oppure anche nelle località termali, quando camminando si incontrano esalazioni dall’odore acre, e pietre calde che spesso diventano ustionanti.

Le pietre alle Isole Eolie non sono come siamo abituati a vederle, infatti qua incontriamo piccoli frammenti di ossidiana nera e lucida come il vetro, pietre di zolfo friabili e puzzolenti, la pomice bianca e leggera da riuscire a galleggiare se la getti in mare. Spesso durante la navigazione si incontrano le pietre pomice in mare che galleggiano, questo accade dopo molta pioggia e vento, che attraverso corsi di acqua o piccole frane viene riversata in mare.

Le Isole Eolie parlano da sole, del loro passato, ovunque basta guardarle anche da lontano, o nei loro dettagli per capire quanto la loro natura selvaggia sia di origine vulcanica, origini vulcaniche in relazione continua con il mare che le ha volute modificare, modellare, renderle ancora più belle con la sua erosione. Anche il vento che nei mesi invernali non manca ha fatto la sua opera d’arte, gole e rocce sulle montagne piuttosto che scogliere interminabili e frastagliate, dove nel tempo lui, il vento, si è insinuato modellandone l’aspetto e rendendole cos’ meravigliosamente perfette da far si che il loro nome fosse proprio un inno al Dio del vento, ovvero Eolo, Isole Eolie. Tanto è vero che ho sempre pensato che questo nome li sia stato attributi proprio perché nel periodo estivo vi è poco vento, come se fosse il posto scelto da Eolo per andare a riposare.

Anche la cucina spesso è stata influenzata dalla presenza dei vulcani, infatti la terra lavica fertile ha dato prevalenza, insieme al clima ed alle temperature siciliane ad alcuni ortaggi e tipi di frutta che nascono e crescono in un modo irripetibile. I sapori che si incontrano in queste isole sono unici e come tali, quando vengono elaborati e inseriti nei piatti delle ricette tipiche eoliane, sia fatte in casa che nei ristoranti sono prelibatezze che non si possono gustare da nessuna altra parte.

Le Isole Eolie sono impervie, ma ti accolgono, ti coccolano ti ospitano con lo stesso calore del sole di questa terra, gli abitanti, li Eoliani sono ospitali e ben disposti a mettere a disposizione le loro isole al turista. Chi arriva alle Eolie non va via senza poi avere la nostalgia e la voglia di tornare, tornare dai temibili Vulcani….

Eolie, l’eccellenza!

La Grotta di Filicudi

Navigare alle Isole Eolie per venti anni, venti estati eoliane. Contemporaneamente alle navigazioni invernali per il mondo comprensive di traversate oceaniche anche con partenze direttamente da Lipari, mi ha dato la possibilità di fare alcune considerazioni in merito alle caratteristiche di queste isole siciliane. Anche se non mi è mai piaciuto paragonare i luoghi di mare, va da se che navigando con attenzione e spirito di osservazione mi sia fatto una mia opinione personale su questo Arcipelago, costituito da Vulcani, e vegetazione rigogliosa se non che spiagge e baie di ogni tipo a confronto con il resto del mondo. Alcuni siti di queste isole come ad esempio Marina di Vulcanello, per la spiaggia nera e le palme sullo sfondo, oppure la costa sud est di Stromboli per lo stato naturale e conservato a livello primordiale, richiamano alla memoria posti che ho scoperto navigando in mari lontani come i Caraibi. Tanto è vero che San Vincent e Santa Lucia isole che si distaccano dal paesaggio tipico di spiaggia bianca, essendo anche loro di origine vulcanica hanno delle baie che in un secondo ti confondono a tal punto da non sapere se ti trovi ai Caraibi oppure alle Isole Eolie. Anche il clima della Sicilia che in estate è molto caldo ricorda le temperature tropicali, anche se, ahimè, il vento in estate intorno a tutto l’Arcipelago Eoliano non è l’Aliseo del Mar dei Caraibi. Veleggiare alle Eolie è un continuo alternarsi di emozioni che ti trasportano da un epoca all’altra, ma anche da un posto del mondo ad un altro, e perché no per certi aspetti anche nella preistoria. La cucina invece ti culla, ti coccola, ti avvolge e ti appaga. Sono i prodotti locali che in mano ad alcuni ristoratori siciliani o comunque alla persona giusta diventano prelibatezze imbattibili. I sapori della frutta locale e della verdura cresciuta al sole della Sicilia, in questi orti che si affacciano a strapiombo sulle coste delle Isole come Salina, Lipari e Filicudi e godono anche dell’aria pulita, della salsedine e di questa terra vulcanica, sanno dare al palato una gioia e un piacere che, a differenza di alcuni scorci simili ritrovati, sono inimitabili. Le Isole Eolie spesso ti lasciano qualcosa di più, dopo averle visitate infatti si torna a casa con il pensiero di tornare e ritornare ancora. Ci sono dei nostri clienti che hanno sentito l’esigenza di fare più crociere anche in anni diversi, ogni isola si deve scoprire lentamente, via mare lungo la costa baia per baia, miglio per miglio, tuffo per tuffo… via terra paesino per paesino di ogni incantata isola, i suoi vicoli, i colori delle case che si alternano e non sono mai solo bianche o solo blu, i profumi dei gelsomini notturni che puoi trovare nei giardini delle case, mentre passeggi dopo cena in paese, di questo Stromboli è padrona. Sfido chiunque salendo tra i vicoli verso la piazza principale di Ficogrande magari mangiando un gelato preso dalla Gelateria il Lapillo a non essersi inebriato dell’odore di questo fiore notturno, che abbinato alla vista delle stelle che si possono ammirare da queste isole prive di inquinamento luminoso, diventa una sua eccellenza, un momento dove i tuoi sensi tornano a dirti che sei un essere umano e come tale puoi farti appagare dai sapori, dai profumi e dalla vista, tutto nello stesso momento, un momento che va al di la di una sera d’estate eoliana…

Filicudi Isole Eolie
Eolie all’età del bronzo.

I siciliani che sono riusciti in passato a rimanere sulle isole, mentre tutti negli anni cinquanta scappavano per la povertà, oggi possono dire di avercela fatta e gestire tante di quelle piccole attività che brulicano sulle isole durante il periodo estivo. Arrivati alle Eolie si ha molta offerta e possibilità di scelta per tutti i servizi, ma anche per i momenti di piacere come andare al ristorante, passare una serata diversa a cena in casa del pescatore locale, acquistare dei prodotti tipici. Ma vi consiglio di farvi suggerire da chi le isole le conosce bene, perché oggi alle Eolie tanti imprenditori arrivati dal continente si sono acquistati molte di queste realtà, proponendole al turista, ma pur essendo validissime non godono di quel sapore che hanno le attività gestite dalle famiglie eoliane che hanno fatto la storia di isole come Panarea, Alicudi e le altre, che a di meno non sono, pur essendo più grandi.

L’Arcipelago delle Isole Eolie, non è ancora stato contaminato dal turismo consumistico, pur essendo cresciuto molto negli ultimi anni, è rimasto un turismo prevalentemente nautico e quindi circoscritto. Infatti i turisti che arrivano alle eolie per soggiornare a terra sono una minima parte. Anche perché la conformazione delle isole, rende praticamente inaccessibile il novanta per cento delle baie, delle grotte e di alcuni siti come le Piscine di Venere, i Faraglioni di Lipari e tanti altri posti raggiungibili solo via mare e anche con determinate condizioni meteorologiche tanto è la natura primordiale di questi posti.

Strombolicchio nonno di Stromboli

Fare una crociera in barca a vela di una settimana alle Isole Eolie, significa visitare tanti posti in un solo viaggio, significa assaporare tante situazioni vicine e nello stesso momento diverse tra loro come se fossero pianeti distanti, proprio per la differenza che vi è da un isola all’altra. Pensate che 20 anni fa su alcune di queste isole ancora non vi era l’energia elettrica, e quasi su tutte, tutt’oggi non vi è illuminazione stradale, ma solo candele e luci dei locali, della case. I siciliani o meglio gli eoliani, vanno fieri di queste cose, tanto è vero che su alcune isole come Filicudi ed Alicudi sono vietate le auto se non che quelle poche che appartengono ai residenti. Arrivare alle Eolie e vedere tutte le sette isole, significa avere una visione veloce ma completa dei sapori della Sicilia, dei colori delle Isole per eccellenza, si perché le Eolie non sono delle Isole, le Eolie sono l’Isola la pura essenza di una terra emersa in mezzo al mare, dove solo dopo molto siamo arrivati noi essere umani e per fortuna senza riuscire a mutarle, come invece è successo in tanti altri posti. Le Eolie sono da visitare più volte anche se mi rendo conto che purtroppo non tutti riusciranno, a vederle almeno una volta nella vita. Buon vento…. Dabs

Il risveglio dei vulcani…

Attività vulcanica e cambiamenti climatici: c’è connessione?

Tutte e sette le Isole Eolie sono , o sono state in tempi remoti, vulcani attivi e la loro camera magmatica a tutt’oggi si estende per gran parte del bacino del Mediterraneo del Sud. Le isole (Vulcano, Lipari, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi) sono di origine vulcanica ed il loro apparato vulcanico si erge dagli abissi a circa 2000 metri di profondità, quindi le isole che vediamo sono soltanto l’apice emerso di strutture imponenti. Oltre a questi vulcani emersi ci sono altri vulcani sommersi (seamount) localizzati alle estremità delle isole (Sisifo, Enarete, Eolo, Lamentini, Alcione). I vulcani delle Isole Eolie sono un laboratorio a cielo aperto per geologi e naturalisti sin da tempi più remoti; Mandralisca e Deondant Dolomieu sono stati tra i primi che si sono interfacciati con la natura di questi ambienti. Tuttora queste isole sono studiate e monitorate in quanto presentano evidenze di attività vulcanica primaria come le esplosioni ritmiche dello Stromboli e secondaria come l’attività fumarolica a Vulcano, Lipari e nei fondali di Panarea. L’allerta gialla delle ultime settimane in seguito alla ripresa di un attività prepotente ed inusuale di Vulcano lo dimostra. E’ dal punto di vista geologico che si spiega l’attività vulcanica delle Isole Eolie tutte. Le isole Eolie sono un arco vulcanico, la disposizione geografica Alicudi, Filicudi, Salina, Panarea e Stromboli sono disposte a forma di arco orientato all’incirca est-ovest che intercetta in corrispondenza di Salina una linea immaginaria tra quest’ultima Lipari e Vulcano. La disposizione della suddetta linea delle isole maggiori è da ricondurre ad una faglia regionale molto importante che rappresenta un via preferenziale di risalita del magma e che si sviluppa dalle Isole Eolie e Malta. Il risultato nella forma dell’arcipelago eoliano è una sorta di Y. E’ recente uno studio condotto proprio in seguito al risvegliarsi dell’attività di Vulcano da un team di ricercatori dell’Università di Catania, dell’Università della Calabria e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Lithos” nel campo delle Scienze della Terra. Il punto nodale su cui si focalizza l’attenzione è il netto contrasto tra lo stile dell’attività eruttiva di Vulcano dell’Arcipelago delle Isole Eolie e i lunghi tempi di quiescenza che si registrano sull’isola, anche nell’ordine dei 100-200 anni tra un’eruzione e la successiva. Le eruzioni che scaturiscono dalla ‘Fossa di Vulcano’ sono state di taglia abbastanza modesta e sporadica nelle ultime centinaia di anni e questo risulta strano rispetto ad altri contesti geodinamici con le medesime caratteristiche dove invece l’attività vulcanica risulta tra le più distruttive del pianeta. Come si spiega questo?

Gli studiosi ci spiegano che il magma rimane confinato per lungo tempo a grandi profondità nella crosta terrestre (intorno ai 15-20 chilometri) e che viene messo in movimento verso la superficie solo pochi anni prima di un’eruzione. La risalita del magma avviene attraverso una vera e propria reazione a catena, che è capace di attivare camere magmatiche a profondità progressivamente decrescenti in cui è presente poco magma. Ciò comporta che i tempi di stazionamento del magma a livelli superficiali sono molto brevi, anche solo un paio di anni. Il tempo piuttosto limitato speso nella crosta terrestre inibisce l’evoluzione del magma stesso che, non perdendo in modo significativo calore, differenzia poco e non si arricchisce in volatili.

Guardando oltre l’arcipelago delle Isole Eolie non è difficile notare come negli ultimi anni le attività eruttive nel Mondo si siano moltiplicate non solo nella frequenza, ma anche e soprattutto nelle violenza e ci siamo chiesti, noi come molti altri, se questo progressivo risveglio possa essere i qualche modo legato al fenomeni ,piu o meno virulenti, di cambiamenti climatici. La domanda cruciale è se l’aumentare dei fenomeni di eruzioni vulcaniche anche in siti “quiescenti” sia una delle molteplici conseguenze del risaldamento globale. Se fosse così, il riscaldamento globale di oggi potrebbe significare eruzioni vulcaniche sempre più grandi in futuro.

La frequenza delle eruzioni vulcaniche diminuisce nei periodi più freddi e aumenta nei più caldi, anche per variazioni di temperatura abbastanza lievi, come quella che caratterizzò l’Europa tra 5500 e 4500 anni fa. Lo afferma un nuovo studio che ha analizzato le eruzioni dei vulcani islandesi dell’epoca, lanciando l’allarme su ciò che potrebbe accadere per effetto del riscaldamento climatico globale in molte parti del mondo. Quando i ricercatori hanno confrontato le registrazioni eruttive di molti vulcani islandesi prima, durante e dopo un era glaciale, con la copertura dei ghiacci, hanno scoperto che il numero di eruzioni è calato in modo significativo via via che il clima si è raffreddato e il ghiaccio si è espanso. Quando poi il nuovo studio si è concentrato sui più piccoli cambiamenti climatici non nel lungo periodo ma nel breve periodo allora si è scoperto che questo cambiamento in un periodo interglaciale significa che c’è una relazione tra cambiamento climatico e vulcanismo ancora più sottile di quanto si pensasse. Secondo Julie Schindlbeck, vulcanologa all’Università di Heidelberg, in Germania, il lavoro mostra “che forse anche piccoli cambiamenti nel volume del ghiaccio possono davvero influenzare il vulcanismo”. In realtà la meccanica di questa correlazione sembra anche piuttosto semplice. Quando i ghiacciai si espandono, tutto quel ghiaccio esercita un’immensa pressione sulla superficie terrestre. Questo può influenzare il flusso del magma, i volumi vuoti attraverso cui esso fluisce verso la superficie, così come la quantità di magma che la crosta può effettivamente contenere. Quindi quando i ghiacciai si ritirano, la pressione cresce e l’attività vulcanica aumenta. Dopo la rimozione dei ghiacciai, la pressione superficiale diminuisce, i magmi si propagano più facilmente in superficie e quindi eruttano.

Non sappiamo con certezza se ci sia reale connessione tra ripresa fervente dell’attività vulcanica nei siti geodinamici nel Mondo e riscaldamento globale, ma è senza dubbio vero che questi due fenomeni sono strettamente consequenziali dal punto di vista delle tempistiche e quindi la domanda è lecita.

Ed è vero anche che Vulcano, assieme allo Stromboli, per il potenziale che rappresentano in termini vulcanologici e di vicinanza al continente, valgono la pena essere monitorati e con molta attenzione.

Aria, Acqua, Terra e Fuoco…

Aria, Acqua, Terra, Fuoco. Tutto il necessario alla Vita è qui.

Esiste un “ramo attivo” delle isole Eolie, quello dove la fervente attività vulcanica è ancora in atto, in alcune nel sottosuolo in altre, come Stromboli, ben visibile anche al di sopra. Le Isole Eolie sono la porzione emersa di sette edifici vulcanici situati a largo della costa settentrionale siciliana. Le isole formano un arcipelago con forma di “i greca” rivolta verso nord ed è possibile distinguere tra isole vulcaniche dove l’attività è ancora in corso (Vulcano, Lipari, Panarea e Stromboli) ed isole in cui essa è da considerarsi estinta (Alicudi, Filicudi e Salina).

Vulcano, anticamente chiamata Therasίa = “terra calda” e poi ribattezzata Hierá = “sacra”, poiché qui si supponeva vi fossero le fucine di Efesto e dunque “sacra” al dio Vulcano, per chi viene dalla Sicilia l’isola di Vulcano è la porta d’ingresso all’Arcipelago Eoliano. Formatasi negli ultimi 120mila anni attraverso eruzioni effusive e fortemente esplosive, Vulcano è la porzione emersa di un edificio che si innalza dal fondo del Tirreno per circa 1500 metri. L’ultima eruzione è avvenuta tra il 2 agosto 1888 ed il 22 marzo 1890, un evento studiato e descritto da numerosi studiosi tra cui Giuseppe Mercalli e caratterizzato da una particolare attività, poi ribattezzata appunto “vulcaniana”, per indicare un tipo di eruzione con forti esplosioni e lancio di bombe incandescenti anche a grande distanza. Oggi il vulcano è in stato di quiescenza, tuttavia l’orlo de La Fossa e la zona della Spiaggia di Levante sono interessate da campi fumarolici, con gas anche di alta temperatura, a testimonianza della presenza di una sorgente magmatica profonda ancora attiva. Fluidi e gas magmatici risalgono ancora oggi lungo le numerose fratture riscaldando il tratto di mare antistante la zona del Porto di Levante: qui infatti è possibile fare il bagno, anche in pieno inverno, immersi nelle calde acque del golfo, magari ammirando con una maschera gli spettacolari treni di bolle che risalgono dal fondale. L’interazione tra mare e magma ha creato inoltre grotte e particolari formazioni rocciose disseminate lungo le coste dell’isola. Come non citare le Cale del Formaggio e di Mastro Minico, dove l’acqua assume toni sfavillanti, degni di una località esotica o ancora Punta Monaco, dove le pareti di Monte Lentia si tuffano in mare formando la piccola baia verde smeraldo conosciuta come ‘Piscina di Venere’: un vero paradiso in cui fare il bagno. In fondo alla stessa cala si trova poi la Grotta del Cavallo, un anfratto dove stalagmiti, pozze e concrezioni nate dall’azione combinata di vapori e acque sulfuree diventano arabeschi scintillanti quando gli ultimi raggi di sole filtrano all’interno della cavità. Più a sud, a Punta del Grillo, si trova una sorgente di acqua calda dove poter fare il bagno guardando l’intera costa settentrionale siciliana, qui dominata dalla mole impressionante dell’Etna. Vulcano però non offre solo splendide località di mare: l’isola è caratterizzata da un ambiente estremamente variegato, che invita ad interessanti trekking alla scoperta di punti panoramici, canyon e coni vulcanici. Il tour dell’isola in barca a vela con ormeggio a Ponente o alla Baia di Vulcanello è senza dubbio da preferirsi.

Tra questi per esempio è d’obbligo una gita alla Valle dei Mostri di Vulcanello, un luogo dove le colate di lava hanno disegnato figure mostruose, oggi colonizzate da ginestre e macchia mediterranea. Tra i punti panoramici più conosciuti, Capo Grillo è senza dubbio la località da cui è possibile abbracciare con lo sguardo quasi tutte le isole Eolie, mentre la zona di Lentia offre i tramonti più belli dell’isola. La Gola di Rio Grande, invece, è la meta ideale per un trekking impegnativo – soprattutto per il caldo e per le zecche – ma sorprendente: si tratta di uno spettacolare canyon scavato dalle acque nei depositi vulcanici, che conduce in un tratto di costa poco. Imperdibile poi è l’ascesa al cono de “La Fossa”. Piuttosto faticosa nelle giornate assolate, l’escursione consente di camminare sulla storia geologica più recente dell’isola, tra l’ampio cratere e le grandi bombe vulcaniche dell’ultima eruzione. Lo sguardo abbraccia tutte le Eolie, mentre il campo fumarolico dipinge il suolo bollente con il giallo dello zolfo ed il bianco dell’allume.

Separata da un braccio di mare di appena 800 metri da Vulcano, Lipari è la più grande e popolosa delle isole Eolie. Porzione emersa di un complesso vulcanico geologicamente connesso a quello di Vulcano, Lipari ha avuto un’articolata storia eruttiva, suddivisa in diversi cicli di attività subaerea, iniziata 223mila anni fa e conclusasi tra il 780 ed il 1230 d.C. con le due poderose eruzioni del Monte Pilato. Oggi in alcune zone dell’isola, sia subacquee che subaeree, sono presenti numerose manifestazioni di vulcanismo secondario come emissioni gassose e termalismo, a conferma che la sorgente magmatica è ancora attiva. Lipari è stata abitata sin dal Neolitico, come confermano i numerosi ritrovamenti archeologici a testimonianza della presenza di una fiorente civiltà basata sull’agricoltura e sull’estrazione dell’ossidiana (il prezioso vetro vulcanico) ed ha seguito le vicende storiche della vicina Sicilia, ad eccezione di alcuni periodi in cui è rimasta presumibilmente disabitata. A conferma della lunghissima e densa storia, all’interno del complesso dell’antico Castello che domina il porto, è possibile visitare lo splendido Museo Archeologico Eoliano che raccoglie non soltanto i reperti dal periodo preistorico al periodo classico ma anche un’interessante collezione di rocce delle Eolie e di fossili del Quaternario. Il centro abitato principale dell’isola è costituito da un dedalo di chiassose stradine dov’è possibile trovare bar, ristoranti e negozi anche lussuosi: famosissima la piazzetta di Marina Corta con vista sul mare. Lipari possiede inoltre altre piccole frazioni disseminate nella campagna isolana o sulla costa come Canneto, sempre sulla costa orientale, o Quattropani, con vista eccezionale sulle isole più occidentali dell’arcipelago. Una visita è obbligatoria alle terme di San Calogero, ad alcuni chilometri di distanza dal principale centro abitato; il centro termale è chiuso dagli anni ’70 ma è presente un’area museale visitabile. Le coste di Lipari offrono tantissime spiagge anche selvagge ed incontaminate, dove poter passare una splendida giornata di mare tra snorkeling e relax. Bellissima la spiaggia di Vinci, raggiungibile solo in barca si trova vicino Punta Crepazza, oppure ancora la spiaggia Valle Muria, con la vista sui Faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda, infine la spiaggia di Acquacalda, situata difronte all’omonima frazione. Chiusa purtroppo per rischio idrogeologico la spiaggia Bianca, costituita dalle bianchissime pomici di Monte Pilato e che ha reso Lipari famosa in tutto il mondo.

E poi situata a metà strada tra Salina e Stromboli, con i suoi 3,4 kmq di superficie c’è Panarea, la più piccola delle isole Eolie. Anch’essa, insieme agli isolotti di Basiluzzo, Lisca Bianca, Lisca Nera, Bottaro, Dattilo, Panarelli e le Formiche, è la porzione emersa di un complesso apparato vulcanico per lo più sommerso che si è edificato negli ultimi 150mila anni. L’ultima attività eruttiva dovrebbe aver coinvolto un centro eruttivo posto in prossimità dell’attuale Basiluzzo, tuttavia ancora oggi sono presenti vigorose manifestazioni di vulcanismo secondario in forma di attività fumarolica sottomarina, nei pressi dei piccoli isolotti satelliti e presso la spiaggia della Calcara sotto forma di emissioni gassose. La sorgente magmatica di Panarea è dunque ancora attiva. L’isola è diventata nel tempo una delle più rinomate destinazioni del turismo internazionale, è infatti spesso visitata da numerosi personaggi famosi e da un turismo di massa con cui il delicato habitat naturale deve necessariamente fare i conti. Tra feste, bar e locali alla moda, il patrimonio ambientale e soprattutto culturale dell’isola sembra passare in secondo piano, eppure Panarea ha tantissimo da offrire, soprattutto fuori stagione. L’isola è attraversata da una fitta rete di sentieri che risalgono le lussureggianti pendici di Pizzo Corvo, tra capperi, ginestre e una profumata macchia mediterranea. Tappa obbligatoria è il villaggio dell’età del Bronzo di Capo Milazzese, dove sono visibili i resti di alcune capanne e di antiche strutture all’interno dello stretto promontorio che disegna la bellissima Cala Junco. Alcune abitazioni conservavano resti di pavimentazione ed arredi costituiti da mortai, macine, tavoli e lastre utilizzate come sedili; i materiali rinvenuti durante gli scavi così come i relitti delle navi sono oggi esposti al Museo Archeologico di Lipari. Tra le località di mare più belle dell’isola, oltre alla suddetta Cala Junco, sono da annoverare la Cala degli Zimmari, nel versante meridionale dell’isola, la bollente spiaggia della Calcara e la Cala Bianca, lungo la costa occidentale, raggiungibile solo con la barca. Appuntamento poi su una delle terrazze di San Pietro al calar del sole, quando la notte di Panarea è illuminata dalle spettacolari esplosioni dello Stromboli che domina l’orizzonte a nord-est.

Stromboli ovvero ‘Iddu’, come lo chiamano i suoi abitanti, è l’isola più orientale delle Eolie nonché un meraviglioso vulcano che emerge per circa 900 metri dalle acque del Tirreno. 12 chilometri quadrati in cui sono riassunti tutti i colori della Sicilia: dal rosso del magma, lanciato in aria ogni 10-20 minuti, al blu profondo del mare che ne bagna le coste, fino al giallo intenso delle ginestre.

Il vulcano attuale, di cui ne vediamo soltanto un venticinquesimo – il resto è sommerso -, è frutto di almeno 160mila anni di attività eruttiva. Dimensioni veramente imponenti e paragonabili soltanto a quelle dell’Etna. Prima che il vulcano emergesse nella posizione attuale, doveva esistere però un altro edificio poi estintosi ed eroso dal mare: l’unica testimonianza fisica è lo scoglio di Strombolicchio ovvero il condotto solidificato dell’antico vulcano. Oggi l’attività dello Stromboli è contraddistinta da esplosioni frequenti di medio-bassa energia, caratterizzate dal lancio di brandelli di magma incandescente che ricadono in prossimità dell’area craterica: è la cosiddetta attività stromboliana, uno spettacolo unico che richiama turisti da tutto il mondo. Quando l’attività lo consente, è possibile raggiungere la sommità del vulcano, obbligatoriamente accompagnati dalle guide locali, per raggiungere il Pizzo Sopra La Fossa, un balcone naturale posto a circa 900 m di quota da cui si domina la terrazza craterica, posta più in basso di circa 200 metri. Dalla cima del vulcano è possibile dunque ammirare in tutta sicurezza i getti di magma incandescente illuminare il cielo del tramonto: una delle esperienze più emozionanti per chiunque visiti la Sicilia. Non solo montagna a Stromboli, le coste dell’isola regalano angoli veramente incontaminati, come la lunghissima spiaggia della Forgia Vecchia, a sud del porto, un paradiso raggiungibile solamente a piedi (o in barca) e posto proprio all’uscita dell’immenso pendio omonimo, o ancora la più frequentata spiaggia di Piscità, posta proprio in prossimità delle case più esclusive dell’isola. Se siete amanti delle atmosfere tranquille, lontane dal tipico caos delle località turistiche, Ginostra è il luogo che fa per voi. Un pugno di case dislocate tra capperi e macchia mediterranea: un paradiso raggiungibile solo in barca, dove il tempo sembra essersi fermato. Per apprezzare appieno l’isola è però necessario circumnavigarla, soltanto così è possibile scoprire coste disabitate, come la zona di Punta Lena con i suoi uliveti abbandonati, o ancora l’impressionante Sciara del Fuoco, l’enorme pendio su cui rotolano le scorie incandescenti eruttate dal vulcano. Occhi dunque sempre puntati in alto a Stromboli, soprattutto di notte, per osservare il rossore dei brandelli di magma incandescente affievolirsi nel profondo cielo stellato come meteore d’agosto.

Leggende delle Eolie…

Monastero di Lipari

La leggenda narra che quando nel resto del Mondo soffia forte il vento, alle Isole Eolie ci sia calma piatta. La stessa leggenda ci racconta che in uno degli anfratti delle grotte di Stromboli, Eolo abbia scelto di riposare. E qui alle Sette Isole di acqua, fuoco, terra e mare di vento ne troviamo sempre quanto basta per veleggiare placido ed assorto. Leggermente invelati con genoa a segno e randa aperta la navigazione da Panarea a Stromboli è quella che la flottiglia delle Isole Eolie ama di più. La sosta in baia per il pranzo a Cala Junco è un momento del tour delle Isole che rimane sempre nel cuore e nell’immaginario di tutti forse perché arrivando ci si aspetta sempre una Panarea diversissima da quella che poi in realtà si incontra e le calette di Milazzese e Junco ne sono l’esempio più calzante. Due anfratti rocciosi dalle guglie ispide scavate dall’acqua del mare e del vento che fanno da cornice ad uno specchio di mare iridescente di colori e forme di vita sottomarine. Una calma rilassante avvolge le barche a vela che all’ancora cullano gli equipaggi impegnati nella preparazione del pranzo. Il villaggio preistorico adagiato su una delle due penisole create da scogli sporgenti sovrasta entrambe le baie e Drautto davanti a chiudere il cerchio piccolissimo di questo anfiteatro naturale. I sup fanno slalom tra le barche in rada e raggiungono la piccola spiaggia di sabbia che da questo lato dell’isola è l’unica che permette una camminata per arrivare al centro del paese; è da qui che la strada piastrellata e non dotata di illuminazione parte per inerpicarsi nei vicoli più stretti fino a raggiungere il paese e la Panarea che di cui abbiamo sempre letto, quella snob e confusionaria degli aperitivi al Raya Club o al Banacalì.

Lipari e Vulcano

C’è molto da scoprire di queste Sette isole che spiazza e che lascia inaspettatamente esterrefatti. La bellezza delle Isole Eolie risiede si nelle sue meraviglie naturalistiche, ma soprattutto nelle loro capacità di sorprendere il visitatore ad ogni passaggio. La barca a vela è sicuramente ciò che più permette di godere dei luoghi e dei loro scenari. Siamo a Cala Junco. Salperemo alla volta di Stromboli nel pomeriggio. Cala Junco, senza inutile pretese è  senza dubbio una delle spiagge siciliane più suggestive. Il merito è, anzitutto, della sua suggestiva conformazione: una baia incastonata tra le rocce, una sorta di piscina naturale. Si caratterizza per la forma ad anfiteatro, delimitato da formazioni rocciose. Queste, insieme ai fondali e all’azione dei raggi del sole, danno al mare splendide sfumature. L’acqua va dal blu intenso al verde smeraldo. E lo spettacolo n on finisce qui. La sua fama rende Cala Junco una delle spiagge di Panarea più gettonate, soprattutto nel mese di agosto. Se volete godere appieno di questo spettacolo della natura, il consiglio è visitarla in momenti meno affollati. Una visita è d’obbligo, perché regala indimenticabili momenti di relax. Pare che, ai tempi del villaggio preistorico, fosse utilizzata come darsena. Raggiungere la spiaggia di Cala Junco è facile. Tutto ciò che dovete fare è imboccare un antico sentiero che parte dal Drautto e, in circa 30 minuti, vi porta a destinazione. Questo se partite dal paese lato porto, altrimenti è la barca a vela il mezzo più adatto a raggiungerla poiché l’ancoraggio è facile e sicuro, ottimo anche per la notte. La piccola isola di Panarea offre tanti scorci suggestivi, insenatura affascinanti e paesaggi da scoprire. È perfetta per coloro che cercano relax, ma anche per gli appassionati di snorkeling ed immersioni. Non mancano le attrattive in termini di vita mondana. Le spiagge raggiungibili a piedi dal centro abitato si trovano tutte sul versante orientale e meridionale dell’isola. La parte restante dell’isola è scoscesa e quasi totalmente inaccessibile. Le altre spiagge presenti si trovano nei vicini isolotti di Basiluzzo e Lisca Bianca. Sono tutti isolotti che gravitano attorno a Panarea e che formano un mini arcipelago all’interno dell’arcipelago stesso. Appaiono all’orizzonte come grandi scogli o poco più, ma sono quello che resta di antichi vulcani che con la loro forza hanno sconquassato il mare e la terra circostante nelle ere passate, prima di estinguersi ed inabissarsi: sono gli isolotti minori che si trovano di fronte Panarea i cui principali sono Basiluzzo, Dattilo, Bottaro, Lisca Bianca, Lisca Nera, Spinazzola, Panarelli e le Formiche.

Litografie delle Eolie

Poco più che scogli abbiamo detto, ma in alcuni casi micromondi complessi e delicati che sembrano ferire il mare con i loro artigli di pietra lavica, e che meritano di essere approfonditi. Basiluzzo è la più grande di queste isolette-scoglio e per questo è chiamata spesso “l’ottava isola delle Eolie”. Situata a 3,5 km da Panarea con una superficie di 0,3 chilometri quadrati, formatosi circa 50.000 anni fa ed eroso come gli altri isolotti, dai fenomeni atmosferici e tellurici che hanno scolpito riolite, ossidiana e pomice in queste fortezze che sbucano dall’acqua. Basiluzzo è formata da ripidi bordi a picco sul mare, con una altezza massima di 165 metri, mentre su un lato si trova una sorta di pianoro, che per molto tempo è stato usato come pascolo e coltivazione di capperi. La caratteristica più interessante però è che quest’isola doveva essere una dimora di lusso ai tempi dell’antica Roma, dato che ci sono i resti di una villa romana e di una darsena. La villa, situata proprio sulla sommità dell’isola e dotata di una terrazza con i pavimenti a mosaico gode di una vista privilegiata su Stromboli: sembra che il ricco romano volesse godersi le spettacolari eruzioni con un posto in prima fila! Davanti a Basiluzzo si trova lo scoglio di Spinazzola, ampio oltre 5 metri quadri ed alto 79, completamente a picco sul mare ed inaccessibile. Un tempo Spinazzola doveva essere tutt’uno con Basiluzzo: l’erosione deve averne fatto franare una parte separando per sempre le due isolette. Dattilo, con 287 mq di superficie si erge con la sua caratteristica forma di dito (da cui il nome che in greco antico significa dito) sul mare. La sua forma caratteristica ricorda anche una cattedrale medievale uscita da qualche fantasia sfrenata di chi può immaginare un colosso architettonico in mezzo al mare cristallino. Lisca Bianca deve il suo nome al colore conferitole dalle reazioni chimiche causate dalla fumarole acide, ed è stata usata in passato come cava di allume. Lisca Nera invece non è che un piccolo scoglio che affiora a pelo d’acqua. Bottaro è famosa per un punto nelle sue vicinanze in cui il mare ribolle a causa di una particolare fumarola fredda, che emette bolle di anidride carbonica ma non riscalda l’acqua come in altri punti delle Eolie.

Eolie selvagge

Tutti gli isolotti minori, probabilmente, un tempo erano uniti dalla terraferma e forse addirittura costituivano una grande isola insieme alla stessa Panarea. Oggi sono dichiarati riserva naturale ed è proibito lo sbarco se non per scopi scientifici: sono variamente abitati da specie uniche come la Lucertola Campestre, diverse varietà di gechi, come il geco comune ed il geco verrucoso, e sono zone di nidificazione del Gabbiano Reale. Sulle isole più grandi sono diffusi anche i conigli selvatici che vivono tra varie piante di vegetazione mediterranea come il Fiordaliso delle Eolie, il lentisco, l’atriplex portulacoides, il garofano delle rupi, il finocchio selvatico. Una “misticanza” di profumi, odori, visioni, sapori che rincuorano corpo e anima. Tutte le Isole Eolie hanno bisogno di essere guardate e viste dall’occhio del visitatore attento per coglierne gli aspetti che ad una vista superficiale sfuggirebbero. E questo succede anche e soprattutto a Panarea.

…poi le Isole Eolie!

Sembra, o così è in effetti, che la barca a vela sia il mezzo che Iddu accoglie più volentieri; meglio se a motore spento e sospinta dal gonfiarsi delle vele di prua. Il corridoio di mare che si percorre allontanandosi da Panarea è tutto uno sbirciare verso di lui e la sua forma conica e simmetrica che si staglia possente sotto le foschie che ne nascondono la cima anche nei giorni di cielo terso e limpido. D’altra parte alla luce del giorno le eruzioni si nascondono dietro la luce del sole, ma visibili sempre nei fumacchi periodici e puntuali che ogni venti minuti ne animano i contorni.

Insomma c’è  quest’isola perduta, al largo del Tirreno, emersa dal mare e sputata dalla bocca di un vulcano, i cui pennacchi infuocati hanno guidato le rotte dei marinai nelle antiche notti senza stelle: Stromboli. Faro del Mediterraneo, regno di Efesto, qui si approda se il mare lo concede, ascoltando la voce della montagna e lasciandosi traghettare dall’afflato di Eolo. Figlia di Strombolicchio, secondo la leggenda tappo del vulcano lanciato in mezzo al mare durante una violenta esplosione 200 mila anni fa, Stromboli emerge 100 mila anni dopo.

La più orientale e luminosa della costellazione delle sette sorelle isole del vento, le Eolie. Tra le più strampalate fantasticaggini, ne narrava Omero nell’Odissea, la porta degli Inferi dalla quale discese Zarathustra nel pensiero di Nietzsche, la vorticosa via d’uscita dal mondo sotterraneo nel Viaggio al centro della Terra di Jules Verne; appartata e solitaria, la gemma nera del Tirreno è avvolta da mito e leggenda. Il manto, una volta nudo e brullo per la totale assenza di acqua sull’isola, come un miracolo, dischiude alla vista e all’olfatto un tripudio di odori e colori contrastanti, dolci, erotici. Nelle croste aspre della roccia lavica si insinuano macchie di fucsia bouganville, essenze di gelsomino e oleandro, capperi  in fiore, dirompenti fiordalisi, artemisie, distese di ginestre, che nutrite dal calore nella pancia della terra madre, pregna di sali minerali, crescono rigogliose, temprate dai venti di mare.

Dall’alto, Stromboli appare come una trottola di ossidiana di forma trapezoidale alta 920 metri, dal cui cono lavico, a 750 metri, traboccano le sue lingue di lava che discendendo lungo la parete scoscesa della Sciara del Fuoco, cristallizzano, inabissandosi per 2000 metri nel profondo blu. Capovolgendosi a testa in giù, ci si immerge in un altro mondo dove tutto ciò che stava nelle viscere della montagna, assume nuova vita. Dal fuoco all’acqua. Quelle che erano incandescenti rocce magmatiche, ingioiellate di anemoni, spugne, ricci saetta e gorgonie rosso lava, diventano tana di cernie e murene. Le acque limpide e profonde di questo mare custodiscono una biodiversità ricca di vita non ancora depauperata dalla mano dell’uomo che, qui, nutre verso il mare una silenziosa riverenza.

Uomini di mare, i cui volti antichi, scolpiti dai venti, sembrano raccontare storie di sirene e di tritoni. Le case a Stromboli valicano il concetto stesso di casa. Unità, anime, piccoli templi dalle forme cubiche e morbide, essenziali e senza pretesa alcuna nell’urtare l’integrità del paesaggio. Di bianco per combattere la paura del buio, se le guardi bene, mostrano senza imbarazzo la parte più intima di chi le vive.

Come una barca in mezzo al mare, a Stromboli la natura dà il tempo alla vita. Un luogo che non permette nessuna mediazione, dove il corpo subisce la violenza delle pietre così come queste subiscono la violenza di una mareggiata. Un rapporto di intima sensualità tra uomo e natura che, qualora accolto, ti scava, ti plasma dentro e fuori, costringendoti a capovolgere le tue stesse priorità. In questa terra mi sono spogliata per avvicinarmi alla mia autenticità di essere umano. Il respiro del vulcano come respiro di vita, di fronte al quale ne ho percepito la schiacciante prepotenza, la commovente bellezza.

Si racconta che a causa di varie vicissitudini familiari Eolo scappò verso occidente, fermandosi presso un gruppo di isole del Mar Tirreno, che in suo onore furono chiamate Isole Eolie. Si racconta che Eolo fosse pio, giusto e ospitale verso i forestieri, che avrebbe insegnato l’uso della vela ai naviganti e che riusciva a predire i venti agli abitanti. Eolo, quindi, riuscì ad ottenere da Zeus il ruolo di consigliere degli dei e domatore dei venti. Quest’ultimi, custoditi in un’otra nella sua reggia a Lipari venivano liberati in base alla richiesta degli dei o dei suoi abitanti, causando a volte anche danni dovuti alla loro forza impetuosa e tra cui le leggende annoverano il distaccamento della Sicilia dal resto del continente.

Qui tutto parla di vento, di barche, di naviganti per caso o per mestiere, di rotte vacanziere e di tragitti verso baie nascoste. L’isola col suo tempo variabile, i suoi venti e le sue correnti, detta il ritmo della giornata. E incatena a sé i molti che lasciano la città e si trasferiscono qui. Beatrice Fassi, bergamasca, coordinatrice di Magmatrek, vive a Stromboli da 23 anni. «Ho scelto di rimanere perché mi piaceva la semplicità dell’isola, ci trovavo una certa autenticità, una giusta lontananza dalla frenesia della vita in città e dal consumismo. L’isola per me è stata una scuola di vita, ho imparato tanto, ci passa il mondo. Vorrei che Stromboli, questo punto di vita perso in mezzo al mare, trovasse la forza di tornare al meglio del suo passato: coltivazioni, scambi tra le persone, essenzialità». Il vulcano, intanto, respirando a intervalli regolari, emette cenere e lapilli.