Alla scoperta di Lipari, Salina, Alicudi e Filicudi

Quante volte avete sentito parlare della magia delle Isole Eolie? Questa catena di isole vulcaniche offre l’atmosfera tipica dei villaggi di pescatori, una cucina saporita, millenni di storia e bellezze naturali a profusione. Ogni isola ha il suo carattere: Lipari è bianca e brillante, grazie all’impiego della pietra pomice; il fertile terreno vulcanico di Salina consente la coltivazione della vite, che conferisce all’insieme il caratteristico colore dominante verde, accentuato da boschi interrotti da formazioni che sembrano caduti dal cielo; su Vulcano colpisce il lavoro della lava fusa e poi raffreddato che ha lasciato in eredità scogliere simili ad artigli, che si allungano nel mar Tirreno. Le spiagge sono polverose, grigio-bianche con pomice o nere con lava polverizzata, e il mare è pulito, cristallino, pullulante di vita.

Lipari

L’isola di Lipari è la maggiore dell’arcipelago delle Eolie: tipica isola che dipende dall’economia del mare, con il suo bel centro abitato che si sviluppa intorno a Corso Vittorio Emanuele II, già dall’arrivo si fa riconoscere per la rocca del Castello, arrampicata quasi a strapiombo sulla Piazza di Marina Corta, dove sono ormeggiate le barche dei pescatori. L’isola vulcanica è fatta naturalmente di pietre leggere, e non manca lo spettacolo dei massi che scivolano verso il mare. Per mangiare prediligete ovviamente la cucina di pesce fresco in una trattoria, non rimarrete delusi.

Cosa vedere a Lipari

Il Museo Archeologico Regionale Eoliano: situato via del Castello a Lipari, aperto dalle 9:00 alle 18:30 ogni giorno, in estate. Si entra pagando 6 euro di biglietto di ingresso. Ospita resti e collezioni risalenti al periodo neolitico nonché una ben fornita raccolta di reperti dell’antica Grecia, nel periodo della colonizzazione della Sicilia, e di età romana. Non mancano naturalmente le spiagge, autentico paradiso per gli amanti dello snorkeling, lussureggianti nei fondali marini popolati da una diversificata fauna marina.

Ovviamente come tutte le isole dell’arcipelago, anche Lipari si apprezza di più attraverso una vacanza in barca a vela. L’isola è stata per secoli il centro mondiale per la produzione di pomice, e anche se la miniera ha lasciato profonde cicatrici sui pendii delle colline, è responsabile – stavolta in positivo – dei depositi di sabbia bianca fine sul fondale, che conferisce all’acqua quel colore da piscina naturale tanto apprezzato dai diportisti.

Alicudi e Filicudi

Filicudi si allunga intorno alle pendici del vulcano Fossa Felci, che raggiunge i 773 metri di altezza. Poco abitata durante le stagioni non turistiche, si riempie d’estate grazie anche alla ricchezza della sua macchia mediterranea, che riempie l’aria di profumi. Si può ammirare il tramonto da Stimpagnato oppure fare il bagno in una delle piccole spiagge. Il Museo regionale ha qui una sede distaccata.

Procedendo verso Occidente si trova Alicudi, una delle più piccole isole dell’arcipelago e quella più occidentale. Alicudi è poco abitata, si stima che abitino poco più di un centinaio di persone. Data la sua dimensione raccolta, non manca chi si lancia per fare un giro a piedi dell’isola, reso difficoltoso da attraversamenti a nuoto e dal pericolo costante prodotto dal movimento delle rocce a valle. Invece è perfetta per il giro in barca soprattutto per ammirare il tramonto sul mare. Nonostante sia quasi deserta, l’isola si dive in contrade caratteristiche con i tetti piani per raccogliere lì’acqua piovana e le chiesette. Esistono anche borghi disabitati soprattutto all’interno. Alicudi Porto è il più importante in quanto vi possono attraccare le barche e le navi provenienti dalla Sicilia e in effetti è l’unico centro di approvvigionamento dell’isola. L’economia è prevalentemente agricola grazie alla fertilità dei terreni: come sempre capperi, vite e ulivo piuttosto comuni nelle Eolie. E il turismo contraddistinto da escursioni nell’isola e intorno ad essa, in barca a vela o catamarano.

L’isola di Salina

Questa isola ha la forma caratteristica donata da due vulcani spenti, le due gobbe: Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri di altitudine appena inferiore ai 1000 metri sul livello del mare. Il nome attuale viene da un’antica salina presente a Lingua, una frazione del centro di Santa Marina di Salina. Notevole la produzione di vino Malvasia, grazie al fertile terreno e la giusta insolazione dei vigneti, base del successivo sviluppo economico. L’isola deve parte della sua fama più recente alle scene girate qui per il film Il Postino, che ha valorizzato le indubbie bellezze naturali. La spiaggia di Pollara, dove è stata filmata la pellicola, è stupenda, in particolare al tramonto, e ospita un festival annuale dei capperi nella prima settimana di giugno, con balli, giochi di strada e un buffet di cibo arricchito con capperi. Il porto principale, Santa Marina Salina, è bello e incontaminato, con una lunga strada principale chiusa al traffico, fiancheggiata da boutique chic e negozi di alimentari e ristoranti tipici dove si può gustare la cucina del posto. I due vulcani principali possono dare l’occasione per delle escursioni lungo sentieri lussureggianti, all’interno dei quali la temperatura cala. In mezzo alla frescura, anche d’estate, si entra in un mondo incantevole. Giusto il tempo per farsi una sgambata e arrivare a godere del panorama sul mare e le altre isole, per poi tornare giù e gustare una granita. Salina è suggestiva anche dalla barca.

 

2 risposte a “Alla scoperta di Lipari, Salina, Alicudi e Filicudi”

  1. Vacanza perfetta grazie ad uno skipper professionale, autorevole e di buon gusto. Barca – Oceanis 58 – spaziosa, comoda, tenuta in maniera impeccabile che sa offrire momenti di rela e di sportività. Lo skipper sa mettere a proprio agio l’equipaggio nel rispetto delle regole di bordo, offrendo consigli preziosi sull’offerta gastromica delle varie isole visitate. Anche lui, in cucina, non sfigura con i suoi spaghetti alla Filicudarese e sua fornire quella piccola differenza che trasforma un’ottima vacanza in qualcosa di nuovo da ripetere.

  2. Ritornati da una settimana alle Eolie su Oceanis 58 Pegaso. Tutto perfetto Davide ci ha trovato la soluzione e per una vacanza last minute che meglio di cosi’ non poteva essere. Ci siamo sentiti il giovedi sera ed il sabato siamo partiti. Enrico il nostro skipper e’ un “precisetti” ma e’ giusto cosi’ perche in cabin charter puoi trovare persone che non rispettano le regole base per stare in barca. Moltl preparato e ti fa sentire sicuro. Sa anche cucinare delle ottime paste e tende a farvi mangiare cose locali. Seguite i suoi consigli anche nella scelta dei prodotti della cambusa. Unica pecca e’ questa abitudine di pranzare a terra ogni sera quando invece qualche volta si apprezzerebbe stare a bordo e godersi il tramonto dalla barca. Comunque tutto perfetto.
    Grazie

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